Vaiont 2024

LA SEZIONE PIAVE-ISONZO propone un Raduno Itinerante tra

FORTOGNA,  LONGARONE, VAJONT e POLCENIGO  12-13-14 Aprile 2024

26-3-24
COMUNICHIAMO CHE ABBIAMO ATTIVATO LA LISTA DI ATTESA AVENDO RAGGIUNTO IL NUMERO MASSIMO DI EQUIPAGGI


La tragedia del Vajont questa sconosciuta

La diga è di tipo a doppio arco, lo sbarramento è di 261,60 m (la quinta diga più alta del mondo, la terza ad arco) con un volume di 360.000 m³ e con un bacino di 168.715 milioni di metri cubi.
All'epoca della sua costruzione era la diga più alta al mondo.

La diga è tristemente famosa per il disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando una frana del monte Toc precipitò nel bacino, facendolo traboccare e inondando il paese di Longarone causando più di 2.000 vittime. Per l'esattezza le vittime furono 2018 tra cui 487 bambini e ragazzi sotto i 15 anni.

È importante ricordare che la diga non crollò. Dalle verifiche effettuate durante il processo emerse che le sollecitazioni cui il manufatto fu sottoposto durante l'immane tragedia furono quasi 10 volte superiori a quelle prevedibili durante il normale esercizio, a dimostrazione della bontà del progetto e della realizzazione a regola d'arte da parte dell'impresa costruttrice.

La tragedia fu causata dall'onda provocata dalla frana che, sfiorato il coronamento della diga, lo superò abbattendosi nella valle del Piave, e dall'onda di riflusso che tornò verso il lago. Se la diga avesse ceduto le conseguenze sarebbero state ancora più disastrose, in quanto la quantità di acqua che si sarebbe riversata a valle sarebbe stata tripla (l'onda è stata valutata in 50 milioni di metri cubi, la capienza del lago era di 150 milioni e al momento dell'evento si era quasi al limite).

Negli ultimi anni è avvenuta una ripresa di interesse verso la diga e la tragedia del Vajont e si sono fatte frequenti le visite guidate da parte di specialisti interessati agli aspetti scientifici della diga ma anche di gente comune. 

L'ENEL, oggi proprietaria delle strutture e dei terreni, ha aperto al pubblico nell'estate 2002 la prima parte del coronamento sopra la diga, affidando ad alcune associazioni del territorio (tra cui l'Associazione Pro Loco di Longarone) il compito di gestire le visite guidate.

Il cimitero di Fortogna

Il cimitero delle Vittime del Vajont sorge a Fortogna, una frazione del Comune di Longarone, ove, all’indomani della tragedia si individua lo spazio sacro dove inumare l’ancora indefinito numero di Vittime. Su un campo di granoturco, consacrato, prontamente si scavarono le lunghe fosse dove calare le bare mano a mano che le salme giungevano sul posto. I corpi inumati nel cimitero di Fortogna, prima della recente ristrutturazione, sono 1464, di cui solamente 703 riconosciuti; agli altri non è possibile dare un nome sia per la totale scomparsa di parenti e conoscenti, sia per lo stato in cui vennero recuperati. Sopra ogni bara venne collocata una croce in legno poi sostituita da una croce in marmo bianco. L’attuale cimitero monumentale, inaugurato dopo la ristrutturazione il 19 giugno 2004, si presenta invece come un immenso giardino, un infinito prato verde, sul quale poggiano 1910 cippi marmorei bianchi, uno per ogni Vittima della tragedia.

Con questo intervento venne data l’opportunità di traslare a Fortogna i resti delle Vittime ritrovate e sepolte altrove. All’esterno una stele di vetro accoglie i visitatori con una frase di monito, tradotta in 12 lingue: “Prima il fragore dell’onda, poi il silenzio della morte, mai l’oblio della memoria”.
Al piano terra del portale è raccolta un’esposizione museale di oggetti di vita quotidiana e documenti, recuperati tra le macerie dopo la tragedia. Il piano superiore, dove è esposta una serie di fotografie che riepiloga la storia del cimitero stesso, è una terrazza che si affaccia sul campo santo; alle spalle del visitatore s’impongono 11 lastre di metallo dove, in ordine alfabetico, sono riportati i nomi delle Vittime.
Il nuovo cimitero è inoltre impreziosito da un trittico scultoreo in marmo bianco di Carrara dello scultore bellunese Franco Fiabane.
Una prima statua ricorda gli emigranti longaronesi, rientrati in patria alla notizia della tragedia.
Una seconda opera ricorda i soccorritori.
L’ultima scultura è dedicata ai bambini mai nati.

Longarone
Longarone è un centro vivace ed attivo caratterizzato da un'economia prevalentemente industriale basata sull'occhialeria, sul tessile, sull'elettronica e sulla lavorazione del legno.

Presso il moderno Palazzo delle Fiere numerose sono le manifestazioni che attraggono professionisti e visitatori da ogni dove. Fra le mostre organizzate annualmente sicuramente primeggia la Mostra Internazionale del gelato, una rassegna di attrezzature e di prodotti per la gelateria artigianale. Il paese presenta oggi un aspetto moderno: numerose strutture ricettive e pararicettive, impianti sportivi moderni ed attrezzati ed un fitto calendario di manifestazioni estremamente stimolanti ed accattivanti.

Ma, nonostante tutto, rimane vivo nel ricordo, fra gli abitanti e tutta la popolazione, la tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963: una frana, dalle dimensioni gigantesche, si staccò dalle pendici settentrionali del Monte Toc e precipitò nel bacino artificiale sottostante.
L'intero paese di Longarone, con alcuni villaggi vicini, fu raso al suolo da una potente massa d'acqua (alta 70 metri e con una velocità di 96 km/ora); le vittime del disastro furono circa 2000.

Polcenigo
La posizione strategica del territorio polcenighese e le sue risorse naturali hanno fatto di Polcenigo un luogo adatto agli insediamenti umani sin dai tempi preistorici.

I ritrovamenti archeologici del Palù testimoniano la presenza di un villaggio di palafitte, risalente al neolitico, che poteva contare sull’abbondanza di acqua, piante e animali selvatici forniti in grande quantità dall’area umida del Palù e dalle vicine montagne. 

Dopo la fondazione di Aquileia (181a.C.), i Romani conquistarono i territori a est della Livenza: monete, fibule ed elementi in cotto sono stati ritrovati anche nei siti archeologici di Polcenigo. Tra il V e il VI secolo d.C., con la diffusione del Cristianesimo, Polcenigo divenne un rilevante centro religioso grazie alla presenza di importanti centri di culto, come la Chiesa di S. Floriano.

Nel 1420 i territori polcenighesi caddero sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia e nel 1499 furono invasi dai Turchi che ridussero Polcenigo a un cumulo di macerie.

Nel 1571 la repubblica di Venezia riconquistò i suoi possedimenti e nei tre secoli successivi Polcenigo godette un periodo di pace e prosperità, in particolare durante il XVIII secolo che vide una grande rinascita economica, artistica e religiosa del paese.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797) il territorio fu dapprima invaso dalle truppe napoleoniche e poi da quelle Austriache.

Seguirono anni di malcontento e molti si offrirono volontari nella lotta contro la casa d’Austria. Nel 1866 il territorio fu annesso al Regno d'Italia.

Il dopoguerra e il ventennio fascista alternarono periodi di forte disoccupazione ad altri di buone possibilità occupazionali. Furono realizzate le latterie di Polcenigo, Gorgazzo e Coltura e una nuova centrale idroelettrica. Tutto si fermò nuovamente con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Il periodo postbellico fu difficile ma caratterizzato da una lenta ripresa e il patrimonio edilizio fu restaurato e rinnovato.

Nel territorio sorsero fabbriche e insediamenti industriali che crearono nuovi posti di lavoro e cambiarono gradualmente il tessuto sociale del paese.

PROGRAMMA  DEL RADUNO

VENERDI 12 aprile 2024
Dalle ore 14  in poi arrivo e sistemazione dei camper nel Parcheggio del cimitero di Fortogna: 

Coord 46°13'54.9"N 12°17'21.2"E oppure 46.2319, 12.2892

Ore 15,30 Registrazione,  iscrizione e consegna borsa di benvenuto.
Quota iscrizione: 15,00 €  Equipaggio Soci, 30 €  Equipaggio non Soci
Ore 19,00  Brindisi di benvenuto e Cena libera.

Dopo la cena ci ritroveremo nella sala messa a disposizione dall’amministrazione comunale per assistere ad una spiegazione e un ricordo della tragedia da parte di un testimone della tragedia stessa.
Ritorno al parcheggio dove pernotteremo.

SABATO 13 aprile 2024
Ore 9,00 Visita guidata al Cimitero di Fortogna.
Ore 10,30 Partenza per Longarone.
Parcheggio a Longarone e visita al Museo e alla chiesa ricostruita dopo la tragedia.
Ore 12,30 Partenza per la diga del Vajont e sistemazione nel parcheggio a noi riservato: 

Coordinate   +46° 16' 7.71", +12° 20' 16.13"  oppure  46.2688, 12.3378

Pranzo libero
Ore 15,30  Partenza a piedi verso la Diga che dista circa 500 metri.
Visita Guidata alla diga del Vajont con guida di prim’ordine, poi proseguiremo per circa 1200 metri sul sentiero sopra la frana per vedere meglio e fotografare il luogo nella sua spettacolarità.
Si consiglia di munirsi di scarpe comode vista la natura dei sentieri non asfaltati e un po’ scoscesi.
Ore 17,30 Partenza in camper per raggiungere il paese di Polcenigo.
Sistemazione nel parcheggio di Gorgazzo vicino alle sorgenti del fiume Livenza.

Coord. 46.0375348 – 12.4967538

Ore 20,00 Partenza a piedi per raggiungere il ristorante che dista circa 1 Km dove consumeremo una cena con prodotti tipici e di stagione.

DOMENICA 14 aprile 2024
Ore 9,00 Partenza a piedi per incontrare la guida per la visita di Polcenigo.
Ore 12,00 Brindisi di saluto e fine del raduno.
Essendo un raduno itinerante non è previsto allaccio alla corrente e rifornimento di acqua.
A Polcenigo c’è la possibilità di scaricare in un’area di sosta camper a pagamento.

COSTO per equipaggio di 2 persone: 180 euro

La quota comprende:
Il costo delle guide di Fortogna,  della diga del Vajont e di Polcenigo, la cena del sabato sera, il biglietto di entrata al Museo di Longarone, il biglietto di ingresso alla diga, un contributo alla fondazione “ Vittime del Vajont”.

Il Raduno è  a numero chiuso e prenotazione obbligatoria.
Al raggiungimento del numero previsto verrà attivata la lista di attesa.

Per prenotare necessita versare, dopo aver ricevuto il benestare del referente, a mezzo bonifico, la somma di euro 50,00 a camper.
Le coordinate per il pagamento verranno comunicate solo alle persone interessate che avranno concordato con Lucia la preiscrizione telefonica.

REFERENTE – Per informazioni e iscrizioni telefonare o scrivere a:
Lucia Cappelletto    349-6375624  cappellettolucia@gmail.com   Dalle ore 18,00 in poi.

Per la Sede del Club Tel. Cinzia pomeriggio 15-18 al 0143837604 oppure scrivere a sede@camperclublagranda.it

In caso di assenza l’interessato è tenuto ad avvisare  il più presto possibile per  permetterci di avvisare le persone in lista di attesa.

Il Camper Club "La Granda" si riserva di apportare modifiche al presente programma.