IN PUNTA DI VERSI
"L'angolo della poesia"



A noi pare che la locuzione “In punta di versi” definisca in modo appropriato la discrezione con cui il poeta ama proporsi ai suoi interlocutori.
Un poeta, per definizione, pur con tutta la discrezione immaginabile, non potrebbe mai aprire la porta del nostro cuore ed entrarvi “in punta di piedi”, in quanto utilizza per il proprio scopo strumenti del tutto astratti ed impalpabili.
Il poeta sicuramente predilige il silenzio, nel quale ritrova tutti i rumori del suo tempo: l’urlo, il sussurro, il sorriso, il pianto; mettendosi in ascolto di un tuono, di un belato, dello scroscio del fiume, del tintinnio della pioggia, del fruscio dell’erba, del rombo di un motore, di un suono di campana, del lamento di un bimbo, della voce dell’amato/a , elabora e trasforma tutte queste sensazioni , riproducendole per iscritto secondo una logica che definirei musicale.
“La poesia è l'arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, non tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi. La poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva.”
Tra le varie forme di poesia, quelle più popolari sono la filastrocca e lo stornello. La “filastrocca” è un genere di poesia “un tipo di componimento breve con ripetizione di sillabe ed utilizzo di parole di estrazione popolare. Il ritmo della filastrocca è rapido e cadenzato con rime, assonanze e allitterazioni ricorrenti.”
Da quanto sopra si può comprendere quella lieve differenza fra componimento poetico in senso stretto (insieme di parole e frasi che esprimono musica e sensazioni senza utilizzo di rime e ripetizione di sillabe) e la “filastrocca”, che, al contrario, si esprime con utilizzo di rime e ripetizione di sillabe. Ma la vera differenza, sta nella spontaneità della composizione. Per dirla in termini comprensibili: quando le parole escono dal cuore e dal pensiero spontaneamente, e prevale l’ispirazione sul compito del poeta che è solo quello di assemblarle ad arte lasciandosi guidare dall’intuito, siamo in presenza di un componimento poetico in senso stretto.
Quando, invece, per esprimere sensazioni o concetti, il poeta ordina le parole in frasi con sillabe che si ripetono in rime baciate o alternate o secondo una forma cantilenante (come sono ad esempio i “Pensierini” che spesso assumono la forma di “sonetto” in endecasillabi), siamo di fronte ad una filastrocca, o ad una ninna, o ad una cantilena.

E se anche voi, turisti itineranti, nascondete nel cassetto del vostro camper un tesoro come questo, non indugiate… e ”in punta di versi” regalateci quella vostra musica nuova....…l’ascolteremo insieme.

Pagina con sottofondo musicale

"Preghiera del camperista"
una poesia di
Ivana Zuccali

Dio Padre, .
Tu che vivi nel luogo ove ora ci troviamo
Tu che ci fai incontrare amici sempre nuovi
..Tu che vedi il trascorrere sereno delle nostre giornate
..Tu che ci concedi di osservare le meraviglie della natura
..Tu che ci offri la possibilità di conoscere paesi lontani
Dio Padre, noi tutti umilmente ti chiediamo:
“Benedici il popolo dei camperisti e proteggi lungo le strade i nostri mezzi”
Devoti al tuo insegnamento ti ringraziamo dicendo:
Sia fatta la tua volontà.
Amen


Questa poesia è dedicata ai tanti soci del Camper Club La Granda che hanno perduto i i loro parenti ed amici.

"Ciao ......."
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


C’è ancora cielo, c’è ancora luce
c’è ancora vento, e un canto;
c’è lo schianto d’un tonfo
più profondo di un ago,
ed un velo, un velo sottile
di apparente respiro
sul tuo corpo esanime.
C’è un mondo che traspare
sull’aspetto ripieno
di orgogliosa serietà;
un silenzio conquistato,
un protagonismo promesso,
senza difesa, senza offesa.
C’è un mormorio diffuso:
è il girotondo dei perché
in una mescola di ricordi.
Il sole che affascina
inghiotte il silenzio,
e tu, elevato ad anima gaudente
principi a contemplare
tra una folla di angeli
chi sia degno di amore.
Anche il peggior commiato
ha profumi che stringono i pensieri
in condiviso ossequio,
e in un sincero abbraccio
sprona una sintonia confortante
come la preghiera dimenticata


"Un soffio di libertà"
una poesia di
Massimiliana


Questo frammento d’alba
che si sbriciola tra le parole……
e il vento soffiando
rigonfia la mia vela.
La voce di un pensiero
come vento di rivoluzione.
Mi lego all’albero maestro
per non cedere alle sirene
che incantano la mia epoca.
Mi batto e mi dibatto
Perché il mio diario di bordo
giunga onesto e sincero
nelle mani, fragili e curiose,
del Futuro.
La poesia
rigonfia la mia vela,
per riscaldare il cuore
di cui io
“marinaio di versi”
conto le screziature
per raccontarle al mondo
quando tutto appassisce….
per ritrovare
un
soffio di vento
dal nome
Libertà.

"E' Natale"
una poesia di
Massimiliana


E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.


"La Giornata"
una poesia di
Massimiliana


La giornata inizia
che non sai se sarà
bella o annoiata.
Il tempo che passa
scorre
fra le mani di un bambino
che si ritrova uomo all’improvviso
che si ritrova vecchio in un batter d’occhio
ma intanto
il tempo passa
e finisce la giornata.


Due poesie scritte la sera prima del matrimonio, nel momento forse di massima commozione di un genitore, e che, credo, siano in grado di esprimere, pur nella loro stesura personalistica, il comune sentimento di tutti gli altri amici camperisti neosuoceri.
"Oggi la sera è speciale"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi



Oggi la sera è speciale:
il merlo ha donato al silenzio
la sua ultima canzone,
ora tutto tace.
Nel buio s’accende e si spegne
una lucciola improvvisa.
La luna disperde dal monte
la sua luce opaca,
la betulla argentata
riflette l’ ombra oltre il prato
fino alla vecchia casa,
e un suono di campana
annuncia la notte
e spegne, pian piano lo sguardo.
Ora dormi, tesoro,
anche il sogno s’accende improvviso…
Sì, questa è una notte speciale
l’aria ti sfiora leggera
e l’orchestra dei pensieri
trasforma in immagini nuove
frammenti di speranza.
Domani nasceranno altre ragioni,
altre sere ovattate, altre canzoni
e la musica nuova dei pensieri,
quando la luna scenderà dal monte,
mescolerà passato ed avvenire
trasformerà in immagini i ricordi;
la nuova melodia, per un momento,
avrà il sapore della nostalgia,
ritroverai su quella vecchia casa
l’ombra oltre il prato
e il suono di campana…
non farci caso,
cerca tra le note
e troverai la musica più vera:
lo sguardo del tuo sposo,
la tua finestra sopra il tuo cortile,
le tue montagne, il bosco, la cascina,
la compagnia di amici e conoscenti,
le mille cose che avrai da fare,
il lavoro, la casa, i piccolini,
la libertà di esistere e di amare.
"Strettamente personale"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi



Ancora una volta
il miracolo si compie,
il cielo si allaga di luce diversa,
la luce si riversa sulla Terra
illumina le cose,
riscalda i cuori,
e tutti intorno fanno festa…
è la festa più bella,
la festa dell’Amore.
E’ il tempo nuovo che incombe,
bisogna darsi da fare,
un’altra vita da preparare,
la famiglia da rinnovare
per costruirsi
una economia nuova,
una autonomia da sfruttare
per essere liberi di amare.
Mentre l’amore cresce
si pensa alla propria dimora,
la si riveste, la si arreda,
la si adorna, la si completa…
non è più una casaccia,
ma la piccola reggia
riservata e accogliente
ove tenere in caldo
le speranze del poi.
Con la scelta decisa
fra gli amici e i parenti
al cospetto di Dio
si adempie la promessa,
e trionfa la vita
nel vostro bacio discreto
davanti a tutti,
sul prato,
tenendovi per mano.

papà 27 giugno 2003.


"Pasqua ... "
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Mi sfugge un sogno nel cielo aperto,
sopra quel corpo freddo di morte che mi sovrasta, sfinitamente.
L’angoscia della Croce
oggi è esplosa nel gioioso canto libero
d’una incredibile profetica speranza,
che la morsa di un sepolcro
non ha potuto trattenere a lungo.
Spogliata del sudario,
quella morte non ha perso la supremazia,
ma è divenuta annunzio d’infinito.
Stupore di proposta, che si offre,
al di là del comprensibile,
a chiunque la cerchi oltre il dolore
con prudenza ed amore.
Chi cerca, trova,
forse la prigionia di un’illusione,
o forse il mistero di Dio,
unica libertà senza confini.
Pasqua
è promessa di luce contro buio,
una memoria insistente,
che ogni anno ci invita
al banchetto dei pazzi,
perché assaggiamo insieme
il mistero che dona, oltre la fine,
l’allegria del principio.

"Alla gran parata del Guinness"
a Beppe Tassone
una poesia di
Gioacchino Chiparo

Nel mese di giugno portami con te:
per farmi rivivere l’Epopea “dell’Assedio di Canelli”,
per gustare l’emozione del tuo “Guinness”.

Nella terza domenica di giugno
la battaglia rievoca la storia d’un tempo,
e tu, Beppe, fai la parata con i tuoi… mille camper,
la più tenace, la più moderna, che ci sia!

Con cuore aperto, con te, portami:
assieme vinceremo la stanchezza,
l’afoso caldo di quell’oramai vicino giorno;
per inneggiare al traguardo d’una millenaria vittoria!

Sei diventato il Generale Radescki
della prima guerra mondiale,
ancora tornato alla ribalta della storia.

"Incontro d'amore"
una poesia di
Gioacchino Chiparo

8 marzo 2005
(A tutte le donne)

Dolce d
'amore e di miele
sono questi baci
rubate alle tue labbra.

Io,
poeta del domani
scriverò in versi
ciò che viviamo
in queste colline.

Tu,
la donna che io amo
sarai per i miei ricordi
tutta la vita.

Voi,
colline canellesi
siete i testimoni
di questo mio
incontro d'amore.
"Un appello ai nostri poeti"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Non è vero che siamo aridi
taglia il cordone
e ascoltati,
forse hai tanto da dare
ma non percepisci
l’origine del sogno,
forse hai tanto da dire
ma non risuonano
parole nuove,
forse hai
e non sai di possedere.
Apri lo scrigno,
adeguati alla richiesta,
offri un silenzio scritto
e saremo felici
di girovagare sempre
con interesse.


"Inverno"
una poesia di
Paola Rota

Svegliatosi il Prato sotto un mantello nevoso
Pianse di gelosia nello scorgere che ben più prezioso omaggio
Sfoggiavano gli Alberi tra i quali rami luccicavano merletti argentati
Il Pungitopo dall’animo gentile fece dono al misero mantello di un proprio rubino
Commosso da tal nobile gesto un raggio di sole fece capolino
E colpì un punto del freddo terreno
Con sorpresa spuntò un bianco fiore che ogni anno avrebbe rinnovato
Il miracolo della vita bucando la gelida neve

“Dedicata al mio camper”
una poesia di
Francesca Filippi


.....questa casa..
e' un cielo e una terra che si sfiorano,
e' un'ipotesi estesa
e' il caldo abbraccio della notte
nel cuore del vivere
con l'amica solitudine.
L'anima che sale i gradini
dei suoni e dei colori..
il pensiero che respira vivo...
il mondo che scorre
sull'ipotesi del domani, vicino.
Svolgersi
di sogni impossibili
nella tenera brezza del mattino
e poi..
sotto le stelle la certezza dell'esistere
sempre...
tu, reale microcosmo,
che mi doni l'arcobaleno
dell'esistere
ed io..virtuale desiderio
svolto nel cammino.
" Verso l’anno nuovo"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi

Tra i fuochi di un tramonto
la strada ha il profilo
di un andare al margine
verso mete ignote.
Oltre… lo sconosciuto itinerario
attende questo incedere libero
sulle vie del mondo…
al destino incombente.
Lancio nel nuovo percorso
la mia lenza prudente
nell’attesa che altri
si unisca alla speranza
d’un felice futuro
da dividere insieme.



"Giorno che finisce"
una poesia di
Gioacchino Chiparo


(A mia moglie, unica compagna
della mia vita)



Negli occhi smaglianti
del tuo sorriso
il mio carattere annulli
e nel vuoto
come ombra
piano piano
mi trasporti
Maria/Carmela.
Vorrei consumarmi
nel tuo corpo
per capire
nel giorno che finisce
com’è dolce
disperdersi nei sogni.
"Gli ultimi giorni di Pan"
una poesia di
Franco Luigi Carena


Prima che le stelle
pascolino il buio,
galleggia la morte.

Come una finestra,
si apre alla notte
mentre tutto si bagna.

Nascosto come un pitale
aspetto l’aurora
Che mi svuoti dai sogni.

Poi è la vita
che cavalca i rumori
perché io la fecondi.

"Autunno inoltrato"
una poesia di
Paola Rota


Le goccioline d’ acqua parevano danzatrici
che con naturalezza fluttuavano nell’ aria immobile
creando sfuocati contorni alla natura inerte
che da tale nebbiolina veniva avvolta delicatamente .
Il profumo dell’Autunno impregnava il paesaggio
che tintosi di sfumature ramate e dorate
pareva voler spiccare nell’ atmosfera grigiastra .
Il volo delle vivaci farfalle non rallegrava più la vista ;
al suo posto vi erano soltanto foglie secche che pigramente
cadevano dai rami fino a toccare il freddo terreno .
Il silenzio venne rotto da un vento gelido
che eseguì sapientemente la melodia autunnale
grazie a mulinelli le foglie scricchiolanti sollevò
fino a lasciarle nuovamente ricadere disordinatamente al suolo .
I rami al suo passaggio spogliò
era giunto il tempo per la natura di riposare ;
tutto si assopì in attesa di potersi nuovamente destare


" Il mio Natale"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi

Passa la Stella,
un soffio caldo
sfiora la terra
e discioglie
un pensiero raggelato.
E’ lo stupore dei molti.
La brezza raccoglie
tra fumi di guerra
la luce discreta
dell’antica tradizione
e la dona al credente:
musica d’una vita nuova
che penetra nel tempo
per rifarsi speranza
d’un insieme festoso
oltre la morte.
"Inverno"
una poesia di
Pieri Sangiori Mirella

Rami nudi e infreddoliti
svettano verso il cielo;
tutto il giardino riposa:
gemme chiuse di cristallo
aspettano il sole che non c’è.
Il cielo è grigio opaco senza nuvole
Finestre chiuse nelle case,
non un grido di bimbo
né voci di donne.
E nella città avvelenata
tra rombi di macchine, fumo e vapori
corri uomo corri, nel tuo paradiso
artificiale, senza stagioni.
Non ti accorgi neanche che
intorno a te c’è l’inverno.


"Primavera"
una poesia di
Pieri Sangiori Mirella


Eccola di nuovo:
incerta, furtiva, si insinua
fra i rami ancor nudi.

Risveglia col dolce tepore
le piccole primule in vaso
e un angolo buio del cuore.


Il vento scompiglia i capelli,
leggero, allontana le nubi;
È’ bello dormire, sognando…


E tutto ritorna……
Immutato……..

"Sensazioni"
una poesia di
Salvatore Perisano


Le foglie mosse dal vento
mi danno un dolce piacere
le sento strusciare sul tetto
della mia casa viaggiante
adesso ecco
il dolce tintinnio della pioggia
insieme creano un concerto
lo completo
con il ronfare sommesso del motore
ho voglia di nuove foglie e di altre
goccie di pioggia
un nuovo concerto mi aspetta...
diverso ogni giorno

"A Margherita"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Piccolo frutto di primavera,
miracolo quasi sconosciuto
fra miliardi di eventi;
rassicurante vagito
per la fine di un’attesa,
poi la gioia dell’abbraccio,
subito adagiata
sul cuore della mamma,
per la prima coccola.
Undici giugno,
la storia di un amore
venuto da lontano
fino all’ultimo fiore:
Margherita.

 

"Al Calice del dono"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi

Essere foglia vibrante
nella suadente carezza
d’un vento sottile;
essere iniziali sperse
nella sabbia d’estate
ritrovate impresse
sull’albero della gioia.
Stare insieme nel tempo
ad intrecciare le dita
superando i giorni;
come la prima volta
rinnovare emozioni
in ripetuti istanti.
Amore tenero, caldo amore,
complice timido e prudente
nella musica di un bacio,
ospite appassionato
d’un abbraccio felice,
sguardi d’intesa confusi
al calice del dono
che ci avvolge.

"Estremadura"
una poesia di
Elena Balducci


Terra dolorosamente aspra,
profumata di rosmarino e zagare.
Sole che si insinua nella mente,
fata morgana
Canto, gioia, piangono solo le chitarre.
Estremadura in primavera.
Già torrenti di sole
Si riversano fra i lamenti delle note.
Merletti di singhiozzi,
Pazzie di cascate che rubano l’anima.
Terra di Estremadura in primavera.
Visi tagliati, occhi d’aquila,
cuori fieri, labbra passionali.
Sole che brucia.
Sole che è musica;
musica che è lamento;
lamento che è vita;
vita che è sangue;
sangue che già assapora la morte. Nei pascoli, tori dolorosi
Attendono l’immutabile destino.

Estremadura in primavera.

"Riflessioni di una camperista"
una poesia di
Mirella Sangiorgi


Mi intriga l’attesa di un viaggio,
mi scuote da un lungo sopore,
mi sveglia da questo letargo
che spegne gli slanci e l’umore.
E vedo sfocati miraggi
di terre lontane e vicine,
sul tavolo appunti di viaggio,
percorsi di andata e cartine.


E come i remoti viandanti
solcavan le terre ed i mari,
anch’io mi preparo a salpare,
studiando su vecchi stradari.


E se non ci fosse il mio camper
che fedele mi porta lontano,
sarei sempre chiusa qui in casa
dormiente su questo divano.



"Dal raduno di Murisengo"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Dal castello diroccato
sulla cima del Borgo,
oltre la chiesa parrocchiale,
lo sguardo si espande
tuffandosi su campi argillosi
tra l’ombre parallele
di nuovi tralci,
ed oltre si acquieta,
sulla cava di gesso,
ove la vecchierella leggendaria
tentò l’ultimo volo incosciente
di rondine libera.

Per altra strada,
in discesa tortuosa e stretta,
l’accoglienza festosa del borgo,
le bancarelle in fila,
i negozi illuminati,
i racconti preziosi
d’una vecchia diligenza;
e nelle piazze,
camper allineati
in attesa del domani.


A sera inoltrata
nella chiesa parrocchiale
sulla cima del Borgo,
sotto il castello diroccato,
coro di benvenuto,
con l’incanto musicale
d’un assolo argentino.
La melodia d’amore
scioglie il freddo incombente,
e la luna superba
filtra spicchi di luce
fra le curve ristrette
del vicolo che scende
tra le case assonnate
a Murisengo.
"Caro Papà"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Dammi la tua mano, papà,
la tua grande mano calda,
e stringi forte la mia vita,
per tutto il tempo che potrai,
verso la speranza del domani.
Ti voglio bene, papà,
per l’amore che regali alla mamma,
per il saluto austero della sera,
per i compiti insieme,
per ogni passeggiata, ogni attenzione,
ogni presenza, ogni rimprovero,
per l’abbondante amore rispettoso
che ogni volta mi sostiene,
insegnandomi a crescere
con i miei pensieri liberi.


"Mercatino di Natale "
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Mi tuffo
nell’aria che si mesce
tra gli spruzzi del tempo
e inalbera sensazioni:
riflessi luminosi,
adiacenze trasparenti,
punti d’incontro sottili
da un alveo effervescente
di luminarie brillanti.
E’ la festa delle luci,
l’inverno dei colori
che si esprime
catturando attenzioni.
Come un affetto antico
di vibrazioni nuove,
un concerto di sorprese
sul palco dei sorrisi.
Tra residui di neve
c’è un allegro calore,
un brulé di pensieri,
tanti sguardi d’intesa,
profumi attraenti,
delicati sapori,
uno stringermi a te
per essere noi soli
tra la folla che preme
e scegliere a ricordo
l’angioletto di pietra.

"Il pappagallo Australiano"
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Osservo,
oltre le sbarre,
il grosso becco curvo
mordere la rete,
gli occhietti fissi
tra spruzzi di piume,
colori vivaci
d’una fantasia estrema
che ti scoppia addosso.
Osservi
oltre le sbarre
la mia curiosità
in crescita,
la mia goffa voglia
di partecipazione,
la mano che disegna
oltre la tua voliera
stravaganti inviti.
Quel tuo verso irritato
nasconde l’emozione
d’un canto prigioniero
o d’un padrone libero
disincantato?
Raccolgo il tuo rimpianto
e t’immagino in volo
a colorare il cielo
d’una terra lontana
in un altro emisfero.
Raccogli il mio pensiero
e t’aggrappi più in alto
ove meglio scortare
la tua soddisfazione
di sentirti protetto
dalla mia libertà,
dalla tua libertà
di ritrovarci insieme
per poterci ammirare.

"Un Natale camperista "
una poesia di
Gian Luigi Bonardi


Un soffio sottile di vento
sull’anima distratta,
ha l’effetto di una carezza
calda di compagnia.
Cerco nell’aria
le risonanze felici
d’una musica antica,
e trovo volti famigliari
in attesa che il mistero
riveli a ciascuno
spruzzi di luce,
per riscoprirci insieme
nel medesimo bagliore.
Mi stringono alla gola
le troppe incombenze senza esito,
e stento a raccoglierne i frutti,
ma oggi è tempo d’amore,
vado a caccia di abbracci e di sorrisi
fra i camper allineati.
Imprigiono i rancori
nell’ultimo cassonetto.
Siamo cuori senza segreti
nella festa degli auguri.
Un Natale fra amici,
è un vin broulè condiviso
nel calore degli incontri,
è uno scambio di parole spontanee
nella piazza dei semplici,
tra le alcove in attesa
sopra le quattro ruote;
e ci sono anche gli assenti
nel raduno speciale degli affetti,
sotto un’unica stella.

"La Montagna"
una poesia di
Fernando Voerzio

Appena la sveglia suona
scatti lesto e gioioso,
andar per aria buona
al Cervino, al Bianco e al Montoso
lo Spirito ti tempra,
la mente e le membra.

Man mano che la città
Lasci alle tue spalle,
la tua mente va
alla grande valle,
sarà una bella giornata?
Spero, l’ho appena agognata!


Zaino, piccozza e scarponi
Vai per erti sentieri,
cime, creste e valloni
percorri, mentre i pensieri
concentri alla pace
perché intorno tutto tace.


A pieni polmoni respiri,
castagni, pini, abeti
trovi ovunque ti giri,
e fiori dai colori più lieti.


Montagna, quanto sei viva
E toccasana la tua acqua sorgiva.

 

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