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di Henry Marinelli
La primavera di Cantiano: dalla passione di Cristo alla Piazza
del Gusto. A piena natura.
La spina dorsale della storia e della cultura cantianese è
la via Flaminia. Tra le genti di Cantiano e la via Flaminia c'è
tutta una fitte rete di relazioni e rimandi. Possiamo affermare,
senza indugio, che la spina dorsale dell'orgoglio cittadino sia
questa antica via, capace di governare il traffico di merci e di
cultura, da Roma all'Europa. Anche se Cantiano affonda le proprie
origini in periodi ben antecedenti a quelli romani, è proprio
in questo periodo storica che assume un ruolo di palcoscenico rispetto
alle gesta belliche dei popoli italici. Le sentinelle che vigilano
sull'antico tracciato, sono rappresentate dalle cime del complesso
del Catria, che custodiscono come scrigni delle preziosi aree ambientali.
La primavera offre, al popolo degli amanti del viaggiare in libertà,
una occasione unica. Sia per assistere alla sacra rappresentazione
della morte di Cristo, che con l'obiettivo di valutare gli abbinamenti
gastronomici delle eccellenze locali, la primavera val bene una
visita.
Una porzione d'incanto dell'Appennino Centrale
Cantiano e il Monte Catria
La sorte è stata generosa con Cantiano assegnandogli una
dote importante, il Monte Catria che, con il Monte Acuto e Tenetra,
costituisce per le Marche una delle più importanti aree montane.
Insieme ai vicini Monte Petrano e Nerone rappresenta una delle maggiori
anticlinali calcaree dell'Appennino Umbro Marchigiano, una catena
montuosa diretta in senso NW-SE sollevatasi sotto la spinta tettonica
che da Ovest corrugò e poi innalzò impennandoli gli
strati che giacevano nel fondo dei mari primordiali. Una emozionante
prova visiva dei possenti movimenti la si può avere affacciandosi
verso Sud dalle pendici della Montagnola (Monte Nerone).
Uno spettacolo della natura
A primavera, con l'inizio delle fioriture, va in scena l'emozionante
spettacolo della natura con sconfinate esplosioni di colori. Con
il passare delle settimane si succedono le specie e con esse cambiano
gli effetti cromatici. I prati del Tenetra, di Bocca della Valle,
dell'Infilatoio diventano soffici tappeti inebrianti di colori e
profumi. Da non perdere sono le fioriture delle viole, delle primule,
delle genzianelle, delle narcisi, dei ranuncoli e delle tante orchidee.
Il bosco di tecchie
Istituito come parco pubblico nel 1986 per iniziativa della Amministrazione
Comunale con il supporto delle associazioni WWF e Lipu, il Parco
naturale Bosco di Tecchie si trova al margine nord occidentale del
territorio comunale di Cantiano. Si estende per circa 180 ha nella
particolare area delle "Serre di Burano", una serie di
crinali e strette vallecole incise nella formazione geologica delle
arenarie di Monte Vicino (Miocene medio-inferiore).
Il Bosco di Tecchie si distingue per lo stato di elevata integrità
ambientale in cui si trova, condizione che ne fa una delle emergenze
naturali delle Marche. Il fortunato insieme di valori floristici,
faunistici e vegetazionali che qui troviamo è dovuto alle
singolari caratteristiche geo-morfologiche delle "Serre",
ben diverse da quelle dei vicini ambienti calcarei o di quelli marnoso
arenacei della confinante Umbria.
La storia, la natura
e naturalmente il Borgo
Il Centro Storico di Cantiano offre un gran bel vedere, attraverso
gli occhi di chi non ha fretta. Con i suoi palazzi gentilizi e la
monumentale chiesa Collegiata, ha l'aspetto di una nobile cittadina.
Dell'antico mondo medievale e degli edifici gotici resta un suggestivo
frammento, fortemente influenzato dall'architettura umbra, in un
rione detto il "ghetto degli ebrei", i cui caseggiati
sono prospicienti l'attuale via Fiorucci. Lungo le facciate, senza
soluzione di continuità, si aprono le porte dei palazzi.
Numerose sono le porte dei fondaci, delle officine e delle botteghe,
segno di vivacità commerciale, nonché le porte delle
abitazioni e le cosiddette "porte del morto". Proseguendo
nel cammino, fino a Piazza Luceoli, è possibile a quel punto
ammirare il Palazzo Comunale, costruzione del 1800 in puro stile
rinascimentale si appoggia all'antico Palazzo del Podestà
ed a quello dei Priori. Nell'ufficio del Sindaco è posta
una autentica "Savonarola" con lo stemma dei Della Rovere
e le lettere "FM" che la farebbero appartenuta al duca
Francesco Maria II. Nella biblioteca comunale sono collocate numerose
pregevoli opere antiche tra cui alcuni incunaboli: prezioso un "De
Bello Gallico" del 1480, insieme ad una raccolta di pergamene
riguardanti gli interessi della Comunità, scritte in lingua
dei primi del '400. Se, immersi nell'osservazione si perde ogni
riferimento temporale, è sufficiente mirare l'orologio pubblico
e godere (nel contempo) del simbolo del paese. Nel 1541, Guidubaldo
II si accollò la spesa per la costruzione di un accattivante
e sofisticato orologio a Tubaldo "de li Orioli" di Fabriano,
unitamente al castello di ferro per il sostegno della campana. Altro
luogo da non perdere è l'antichissima Chiesa di Sant'Agostino,
concessa nel 1272 agli Agostiniani per costruirvi il loro convento,
mostra la sua struttura romanica con una facciata primitiva ancora
intatta, un paramento murario dal sapiente contrasto cromatico dei
conci policromi disposti a fasce alternate, nel quale si apre il
magnifico portale romanico dai capitelli guarniti da bassorilievi
fitomorfici stilizzati.
Il Venerdì Santo più coinvolgente d'Italia: la "Turba"
di Cantiano
Il termine "Turba" (moltitudine, folla) va riferito all'insieme
delle persone che, in origine, prendevano parte alla sacra rappresentazione,
sia in veste di attori che di spettatori partecipi, a loro volta
dello svolgimento. In termini più vicini a noi, il vocabolo
è servito ad individuare i soli personaggi della scena. La
"Turba" è molto di più di una rappresentazione,
è infatti una passionevole e intensa rievocazione della Passione
di Cristo. Fin dal primo pomeriggio del Venerdì Santo i cavalieri
cominciano il loro carosello, dopo le tre ore di agonia, appaiono
i primi personaggi in costume e verso sera si avvia la processione.
Le prime testimonianze di questo avvenimento si hanno già
nel 997.
La "Turba", ossia il ricordo della Passione della notte
dei tempi, è così ben considerata il Comune di Cantiano
è entrato a far parte di "Europassion", l'Associazione
Europea delle Sacre Rappresentazioni. Tra emozioni genuine e sentimenti
paesani e religiosi la "Turba" è il fiore all'occhiello
del comune di Cantiano. Il pubblico italiano è invitato a
partecipare alle forti emozioni del Venerdì Santo cantianese.
Il programma della giornata del 18 Aprile comincia nel primo pomeriggio,
con la visita in processione alle sette chiese, alla Chiesa di S.Ubaldo
e la visita al S.Sepolcro. Sul fare della sera ecco che si assiste
alla sfilata dei principali personaggi in consumi per le vie di
Cantiano. Alle 21.00 si entra nella storia, con la cospirazione
e tradimento di giuda i Piazza Luceoli, seguito dall'ultima cena
al Parco della Rimembranza fino al processo e alla Condanna di Gesù,
quando il colle viene illuminato a giorno dai fuochi accesi in ogni-dove.
Informazioni
Aree di sosta
Nella centralissima Piazza del Mercato, vi è uno spazio libero
e gratuito, la superficie è rivestita con copertura "Tarmac".
Water and ware disposal point, accesso ampio e facilitato per la
Via Flaminia
Camping Catria: si configura come un vero e proprio Centro escursionistico.
Chiaserna di Cantiano, Telefono 0721788238
Come raggiungere Cantiano
Provenendo dal litorale adriatico, sia nel caso della SS 16 che
dell'autostrada A14 Bologna Bari, è Fano la città
di riferimento. Da questa, prendendo la superstrada Fano-Grosseto,
Cantiano dista 60 km. ossia circa 40 min di auto. Dall'Umbria, Cantiano
è raggiungibile da Foligno lasciando la superstrada per Perugia
in direzione Nocera-Fano ed utilizzando il passo di Scheggia. Dalla
E45 Perugia-Cesena, occorre arrivare a Gubbio e da qui, con la SS
della Contessa, uscire a Pontericcioli e quindi a Cantiano.
Informazioni turistiche e naturalistiche
Sul portale Internet www.montefeltrotour.it
(tel 0721/415141) è possibile "navigare" la zona
di Cantiano e tutto il comprensorio del Montefeltro, alla ricerca
di tutte le informazioni di cui un turista può avere bisogno.
Vengono proposti, in maniera particolare, originali itinerari che
passano solcano le recondite pieghe del territorio e delle schede
illustrative illustrano esaurientemente la cultura gastronomica
tradizionale
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