di
Vitto e Nirvana Carion
15 maggio
- 1 giugno 2009…nuova ed emozionante “Avventura”
per 25 camper, 48 persone e 2 cagnolini…questa
volte le nostre ruote hanno girato, girato, ed ancora
girato sulle strade della Polonia del nord.
Si parte da Stettino con una gran voglia di “avventura”
che anima tutti noi e che non tarda ad arrivare tra
le dune di sabbia dello Slovinskj Park. Il paesaggio…desertico
è morbido con continui saliscendi di colline
sabbiose che finiscono per tuffarsi nel mar Baltico.
La via verso Danzica ha una deviazione attraverso la
pittoresca penisola di Hel, stretta lingua di terra
che si protende nel mare – che intravvediamo dal
faro di Rozevie - e che termina con il paese omonimo,
dove riusciamo anche a ritagliare il tempo per la visita
al focario.
Danzica, che ci si presenta con un fitto intreccio di
strade e ponti, ci accoglie con tanta pioggia ma con
la promessa che l’indomani sarà dominata
dal sole, e così è stato! La città
ci ha aperto le sue porte, i suoi negozi d’ambra
hanno incantato le signore e resi generosi anche i signori
!!!
Spettacolare ed imponente è stato il castello
di Marbork, appartenuto all’ordine dei cavalieri
teutonici, ma il momento più importante e fantastico
della giornata lo si è avuto nella navigazione
sul canale di Elblag.
La navigazione è stata un alternarsi di viaggio
sull’acqua e di superamento di 5 chiuse che avviene
mediante un complesso sistema di rotaie ed argani: un
capolavoro dell’ingegneria idraulica ! Una volta
arrivati nel bacino del lago, una riserva naturale,
lo spettacolo è stato unico: folaghe, tuffetti,
anatre, cigni, ogni tipo di uccello e pianta acquatica
e perfino l’aquila – intenta a consumare
un lauto pasto da un nido – sono stati i reali
protagonisti della navigazione.
L’Avventura continua e così tra strade
e stradine eccoci a Zywcowo, il paese delle cicogne,
accolti dalla squisita ospitalità dei Signori
Anna ed Andreyev . Le nostre macchine fotografiche hanno
immortalato un numero di “bociany” -ossia
cicogne in lingua polacca, che si avvicina al centinaio;
tutte in un fazzoletto di territorio, erano appollaiate
nei loro nidi sui tetti, sugli alberi, sui camini. Esse
ci seguiranno ancora nel percorso successivo verso Wegorzewo
e all’indomani alla “ Tana del lupo”
serie di bunker che sono stati il quartier generale
nascosto di Hitler e del suo stato maggiore, fino ad
arrivare al Santuario di Swieta Lipka, nel quale abbiamo
assistito incantati ad un concerto suonato dalle agili
mani di una suora, con il meraviglioso organo che si
anima a seconda delle note musicali .
Ancora avanti e avanti su queste difficili e tortuose
strade polacche, ci aspetta Wigry con il suo monastero
Camaldolese, ma soprattutto ci aspetta il “ campo
tende “: un’oasi di pace lontana da tutti
i clamori e da tutte le luci: uniche luci che hanno
illuminato i nostri animi e la nostra serata sono state
un grande falò e le stelle alte nel cielo.
Non ancora sazi di “avventura” dopo un saluto
alla comunità tartara di Kruzniami con la moschea
verde ed il pranzo “ tipico” alla Tatarska
Yurta, via uno dietro l’altro, i nostri mezzi
si avventurano sulla “strada del lupo”.
Quanto può lasciar immaginare il suo nome rispecchia
abbondantemente la realtà, ma i fantastici 25
sono arrivati alla meta: la foresta di Bialowieza!
Altra giornata unica nel suo genere: saliamo sulle carrozze
trainate dai cavalli, trotterellando percorriamo i maestosi
viali della foresta tra bisonti, lupi ed uccelli delle
più svariate specie, il massimo sarà poi
raggiunto nel pomeriggio dove, abbandonati i destrieri,
passeggeremo a piedi nell’incontaminata foresta
vergine !
Un’ulteriore forte emozione ci viene proposta
dalla sosta a Treblinka, dove tutti i nostri cuori hanno
giurato “mai più” e per rafforzare
questo nostro imperativo abbiamo anche posto un piccolo
ricordo, e poi via verso la civiltà delle città
di Warsavia, con le sue caotiche strade e la bellissima
ed incantevole Torun, che nel percorso notturno ci ha
regalato immagini ed emozioni indimenticabili.
E prima di concludere la nostra galoppata in terra polacca,
piccola sosta a Biscupin, alla riscoperta dell’origine
dei vari mestieri ed a Wenecja a bordo del fumante trenino
– assaltato anche dai banditi mascherati - tra
le vecchie locomotive, per giungere poi alla fine del
nostro “ viaggiare” a Poznan.
Ringraziamo
indistintamente tutti gli equipaggi, perché ognuno
ha saputo, con le proprie capacità e sensibilità,
rendere piacevole e solidale il viaggio in ogni aspetto.
Li ringraziamo inoltre per aver condiviso con noi lo
spirito del viaggio che voleva coniugare ambiente, personaggi,
natura e luoghi che forse ancora per poco tempo potremo
testimoniare prima che la “globalizzazione”
se ne impossessi in maniera definitiva.
Un ringraziamento particolare va ai più stretti
collaboratori, gli equipaggi: n.2 Carlo Vitali - n.13
Anna e Giulio Tiberini - n. 25 Carmen e Sergio Casarotti,
nonché n.3 e 4 Ludovica e Gianluigi Bonardi e
Lydia e Enrico Davalle che ci riproporranno rispettivamente
il filmato e le fotografie della nostra “avventura.
Ognuno di loro ha messo a disposizione il proprio tempo,
sacrificandolo ai momenti liberi, al fine comune della
buona riuscita del tour.
Ed
ancora una volta…arrivederci alla prossima “avventura”
… INSIEME!!!