GALEOTTO FU QUEL CAMPER
San Valentino
non possedeva un camper, altrimenti se ne sarebbe innamorato: l’autocaravan
é un veicolo eccezionale, anche sotto il profilo dell’affettività,
qualunque sia l’età della coppia che lo occupa.
Sono in tanti ad aver scelto i mezzi del turismo di movimento per
compiere il viaggio di nozze ed un numero ancor maggiore coloro
che hanno visto rifiorire il proprio rapporto col partner dopo un
week end trascorso in riva al mare o a quattro passi da vette immacolate.
Vinto un primo comprensibile pudore, sono pochi i camperisti di
entrambi i sessi che si sono tirati indietro e non hanno voluto
parlare della propria vita sessuale su quattro ruote: ne emerge
uno spaccato originale che aiuta ancor di più a comprendere
come, in questo inizio di terzo millennio, pur con usi e costumi
che si stanno velocemente modificando, certi valori rimangano intatti
nel tempo e l’amore, passione ed i buoni sentimenti restino
lì, intatti, come un disegno di Peynet.
LA COPPIA
La vera regina é la coppia, matura, giovane o adolescente
che sia, il camper rappresenta infatti il mezzo per eccellenza del
turismo di movimento per la famiglia, più degli alberghi,
delle seconde case e dei villaggi vacanza.
La duttilità del mezzo, la sua capacità di adattarsi
alle esigenze, di consentire rapidi spostamenti, ma anche indubbie
comodità hanno indotto migliaia di persone ad effettuare
una scelta della quale raramente si sono pentite.
Racconta Chiara, quarant’anni ben portati, una figlia adolescente,
impegnata attivamente nel mondo del turismo, collaboratrice di giornali
di club, organizzatrice di manifestazioni:” Se tornassi indietro
il viaggio di nozze con il mio Lui lo farei senza ombra di dubbio
sul nostro camper. Non è certamente da paragonare alle fredde
ed impersonali camere d'albergo.
Il camper diventa per la coppia un nido caldo, accogliente e molto…molto
intimo. Ma gli anni passano, dall'amore di coppia nascono i figli,
per i primi anni tutto funziona ancora a meraviglia tra dinette
e mansarda, poi anche i figli crescono, si arriva all'età
che va da sette a sedici anni e cercare un po' di intimità
diventa molto più difficile se non impossibile”.
Proprio perché il camper é lo strumento per eccellenza
del turismo familiare, l’arrivo dei figli crea problemi che,
man mano che trascorrono gli anni, diventano sempre più difficili
da risolvere.
“Fino a quando anche farlo in casa diventa un problema ed
allora si scopre che é comodo l’alibi di scendere in
cortile con la scusa di preparare il camper... ci si scopre ragazzini
magari con un marito di cinquant’anni”
Problemi di coppia, con i figli adolescenti, la ricerca sempre più
difficile dell’intimità, ma anche la soddisfazione
di trovare unita la famiglia durante il fine settimana, lontani
da casa, dagli affanni, dal telefono che trilla, dalla televisione
che trasmette i soliti programmi.
L’ADOLESCENZA
Chi ora ha i capelli bianchi in testa, quando era giovane si guardava
bene dall’affrontare il problema dei propri primi approcci
sessuali con i genitori, era tutto top secret, al massimo ci si
arrangiava, con qualche scusa, a rimediare l’automobile e
poi si correva al fiume con la ragazza. L’unico rischio che
si correva era dato dal sopraggiungere di una macchina della polizia
o dei vigili urbani.
Tempi, usi e costumi sono cambiati e parecchio: ora sono i genitori,
più dei figli stessi a preoccuparsi non tanto dell’attività
sessuale ed affettiva dei ragazzi, quanto che gli stessi non corrano
rischi. I pericoli sono sempre in agguato ed il camper, anche in
questo caso, corre in soccorso.
Non è raro sentirsi chiedere in prestito l’autocaravan
con la quale trascorrere in campeggio un fine settimana con “gli
amici”: nessun genitore ci crede, ma finge di cascarci e comunque
il camping dà il massimo della garanzia sotto il profilo
della sicurezza.
Ecco allora il mezzo che finire in una struttura attrezzata, poi
i genitori se ne vanno dopo aver rivolto le solite, classiche raccomandazioni,
tranquilli comunque sul fatto che incontri pericolosi con malcapitati
non ne possano avvenire.
Da qui al “secondo camper” la strada diventa assai breve:
un tempo vi erano le mansarde, gli alloggi nel centro storico, le
cantine arredate, ora la crescita dei costi delle locazioni hanno
reso per molti impraticabile questa strada.
Spuntano, allora, le roulottes stanziali utilizzate dai ragazzi
e si propone il fenomeno del secondo camper, quello di terza mano,
acquistato ai ragazzi non tanto per viaggiare, quanto piuttosto
per fermarsi in questa o quella struttura.
Tanta acqua é passata: un tempo certe richieste avrebbero
provocato le ire dei genitori, ora ci si arrabbia se si scopre che
i ragazzi si appartano in luoghi isolati con l’autovettura,
non certo se si recano in un camping con la nuova fiamma. I pericoli
sono ben altri!
E poi resta la soddisfazione di poter condividere l’hobby
dei genitori.
LA TERZA ETA’
Diventato fenomeno di massa, il turismo all’aria aperta ha
coinvolto strati crescenti di popolazione e quella anziana é
senza dubbio preponderante.
Anche il fenomeno sessuale non ne resta estraneo, é tenero
scoprire coppie di persone con i capelli bianchi, ma ancora arzille
che riscoprono l’affetto, che si dirigono, mano nella mano,
verso la propria autocaravan, addirittura che sono mossi da sentimenti
di gelosia verso l’occupante del camper a fianco che magari
ha fatto gli occhi dolci o si é lasciato andare ad una battuta
un poco maliziosa.
E poi giungono i nipotini, “parcheggiati” dai genitori
per qualche settimana in attesa delle vacanze estive o prima che
riprendano le scuole, ed allora ci si scopre a “giocare”
ai genitori, si dimentica la carta d’identità, si ringiovanisce
con i ragazzi e la componente affettiva riprende a giocare un ruolo
eccezionale, sicuramente altrettanto intenso come negli anni giovanili.
LE AVVENTURE CLANDESTINE
Pochi vogliono parlarne, ma anche in questo settore l’autocaravan
gioca un ruolo assai importante: é più sicura dell’albergo,
consente di non lasciare tracce, né schedine per la questura
che possono rivelarsi una grave ed ineluttabile prova dell’avvenuto
tradimento.
Basta parcheggiare il mezzo in un luogo sicuro, darsi un appuntamento
e se proprio il diavolo non ci mette, é il caso di scriverlo,
le corna, tutto fila assolutamente liscio ed il rischio di essere
sorpresi dal proprio partner assai minimo. Anche se occorre fare
attenzione: ciocche di capelli un letto disfatto, magari qualche
indumento dimenticato possono far scoppiare l’incidente quando
uno meno se lo aspetta.
Certo non solo sesso, ci mancherebbe: ma il camper rappresenta uno
strumento eccezionale, in certi casi anche terapeutico, per stimolare
i sensi e per aiutare a riscoprire quel desiderio e quella necessità
di affetto che regna in ognuno di noi.
E l’autocaravan attraversa tutta la vita delle persone: dalle
prime esperienze giovanili a quelle mature con i capelli bianchi,
attraverso quelle della coppia appena sposata che scopre prima l’attesa,
poi la maternità, infine la crescita della propria famiglia.
Troppe volte tutto questo si scontra con la realtà del camper,
progettato più per viaggiare che per stazionare, eppure su
di esso si trascorre più tempo fermi che non in movimento.
”Questa notte ho visto il camper che muoveva, cosa avete fatto?”
battuta classica sentita pronunciare più di una volta, ma
che non dà assolutamente fastidio, anzi dimostra come il
mezzo sia abitato da esseri umani che provano sentimenti, che sono
in grado di esprimerli e di viverli intensamente coniugandoli col
forte piacere di muoversi, di conoscere posti nuovi, di vivere esperienze
diverse.
Non passerà molto che qualche consulente o qualche psicologo
ad una coppia in crisi ordinerà a scopo terapeutico di trascorrere
qualche giorno in camper, scoprendo la bellezza del vivere insieme,
mentre ammira uno splendido tramonto e sente lo sciabordio delle
onde sugli scogli.
In tutto questo un solo fattore proprio non conta, quello della
carta d’identità: potenza e pregio del camper.
Beppe Tassone
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