GLI SPECIALI DEL CAMPER CLUB
"Sesso in camper"




SESSO IN CAMPER, LE VOSTRE ESPERIENZE

Il camper è anche “galeotto” ed aiuta nei rapporti affettivi.
Vogliamo raccogliere le vostre esperienze, i vostri racconti, le vostre emozioni. Qualunque sia la vostra età, perché l’amore non ha età…
Vogliamo capire, dai vostri scritti, quanto il camper aiuti e quanto il camper sia complice.
Scriveteci e mail raccontando le vostre esperienze, fateci partecipi delle vostre emozioni.
Garantiamo, logicamente l’anonimato attraverso la firma con uno pseudonimo.
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GALEOTTO FU QUEL CAMPER

San Valentino non possedeva un camper, altrimenti se ne sarebbe innamorato: l’autocaravan é un veicolo eccezionale, anche sotto il profilo dell’affettività, qualunque sia l’età della coppia che lo occupa.
Sono in tanti ad aver scelto i mezzi del turismo di movimento per compiere il viaggio di nozze ed un numero ancor maggiore coloro che hanno visto rifiorire il proprio rapporto col partner dopo un week end trascorso in riva al mare o a quattro passi da vette immacolate.
Vinto un primo comprensibile pudore, sono pochi i camperisti di entrambi i sessi che si sono tirati indietro e non hanno voluto parlare della propria vita sessuale su quattro ruote: ne emerge uno spaccato originale che aiuta ancor di più a comprendere come, in questo inizio di terzo millennio, pur con usi e costumi che si stanno velocemente modificando, certi valori rimangano intatti nel tempo e l’amore, passione ed i buoni sentimenti restino lì, intatti, come un disegno di Peynet.

LA COPPIA

La vera regina é la coppia, matura, giovane o adolescente che sia, il camper rappresenta infatti il mezzo per eccellenza del turismo di movimento per la famiglia, più degli alberghi, delle seconde case e dei villaggi vacanza.
La duttilità del mezzo, la sua capacità di adattarsi alle esigenze, di consentire rapidi spostamenti, ma anche indubbie comodità hanno indotto migliaia di persone ad effettuare una scelta della quale raramente si sono pentite.
Racconta Chiara, quarant’anni ben portati, una figlia adolescente, impegnata attivamente nel mondo del turismo, collaboratrice di giornali di club, organizzatrice di manifestazioni:” Se tornassi indietro il viaggio di nozze con il mio Lui lo farei senza ombra di dubbio sul nostro camper. Non è certamente da paragonare alle fredde ed impersonali camere d'albergo.
Il camper diventa per la coppia un nido caldo, accogliente e molto…molto intimo. Ma gli anni passano, dall'amore di coppia nascono i figli, per i primi anni tutto funziona ancora a meraviglia tra dinette e mansarda, poi anche i figli crescono, si arriva all'età che va da sette a sedici anni e cercare un po' di intimità diventa molto più difficile se non impossibile”.
Proprio perché il camper é lo strumento per eccellenza del turismo familiare, l’arrivo dei figli crea problemi che, man mano che trascorrono gli anni, diventano sempre più difficili da risolvere.
“Fino a quando anche farlo in casa diventa un problema ed allora si scopre che é comodo l’alibi di scendere in cortile con la scusa di preparare il camper... ci si scopre ragazzini magari con un marito di cinquant’anni”
Problemi di coppia, con i figli adolescenti, la ricerca sempre più difficile dell’intimità, ma anche la soddisfazione di trovare unita la famiglia durante il fine settimana, lontani da casa, dagli affanni, dal telefono che trilla, dalla televisione che trasmette i soliti programmi.

L’ADOLESCENZA

Chi ora ha i capelli bianchi in testa, quando era giovane si guardava bene dall’affrontare il problema dei propri primi approcci sessuali con i genitori, era tutto top secret, al massimo ci si arrangiava, con qualche scusa, a rimediare l’automobile e poi si correva al fiume con la ragazza. L’unico rischio che si correva era dato dal sopraggiungere di una macchina della polizia o dei vigili urbani.
Tempi, usi e costumi sono cambiati e parecchio: ora sono i genitori, più dei figli stessi a preoccuparsi non tanto dell’attività sessuale ed affettiva dei ragazzi, quanto che gli stessi non corrano rischi. I pericoli sono sempre in agguato ed il camper, anche in questo caso, corre in soccorso.
Non è raro sentirsi chiedere in prestito l’autocaravan con la quale trascorrere in campeggio un fine settimana con “gli amici”: nessun genitore ci crede, ma finge di cascarci e comunque il camping dà il massimo della garanzia sotto il profilo della sicurezza.
Ecco allora il mezzo che finire in una struttura attrezzata, poi i genitori se ne vanno dopo aver rivolto le solite, classiche raccomandazioni, tranquilli comunque sul fatto che incontri pericolosi con malcapitati non ne possano avvenire.
Da qui al “secondo camper” la strada diventa assai breve: un tempo vi erano le mansarde, gli alloggi nel centro storico, le cantine arredate, ora la crescita dei costi delle locazioni hanno reso per molti impraticabile questa strada.
Spuntano, allora, le roulottes stanziali utilizzate dai ragazzi e si propone il fenomeno del secondo camper, quello di terza mano, acquistato ai ragazzi non tanto per viaggiare, quanto piuttosto per fermarsi in questa o quella struttura.
Tanta acqua é passata: un tempo certe richieste avrebbero provocato le ire dei genitori, ora ci si arrabbia se si scopre che i ragazzi si appartano in luoghi isolati con l’autovettura, non certo se si recano in un camping con la nuova fiamma. I pericoli sono ben altri!
E poi resta la soddisfazione di poter condividere l’hobby dei genitori.

LA TERZA ETA’

Diventato fenomeno di massa, il turismo all’aria aperta ha coinvolto strati crescenti di popolazione e quella anziana é senza dubbio preponderante.
Anche il fenomeno sessuale non ne resta estraneo, é tenero scoprire coppie di persone con i capelli bianchi, ma ancora arzille che riscoprono l’affetto, che si dirigono, mano nella mano, verso la propria autocaravan, addirittura che sono mossi da sentimenti di gelosia verso l’occupante del camper a fianco che magari ha fatto gli occhi dolci o si é lasciato andare ad una battuta un poco maliziosa.
E poi giungono i nipotini, “parcheggiati” dai genitori per qualche settimana in attesa delle vacanze estive o prima che riprendano le scuole, ed allora ci si scopre a “giocare” ai genitori, si dimentica la carta d’identità, si ringiovanisce con i ragazzi e la componente affettiva riprende a giocare un ruolo eccezionale, sicuramente altrettanto intenso come negli anni giovanili.

LE AVVENTURE CLANDESTINE

Pochi vogliono parlarne, ma anche in questo settore l’autocaravan gioca un ruolo assai importante: é più sicura dell’albergo, consente di non lasciare tracce, né schedine per la questura che possono rivelarsi una grave ed ineluttabile prova dell’avvenuto tradimento.
Basta parcheggiare il mezzo in un luogo sicuro, darsi un appuntamento e se proprio il diavolo non ci mette, é il caso di scriverlo, le corna, tutto fila assolutamente liscio ed il rischio di essere sorpresi dal proprio partner assai minimo. Anche se occorre fare attenzione: ciocche di capelli un letto disfatto, magari qualche indumento dimenticato possono far scoppiare l’incidente quando uno meno se lo aspetta.
Certo non solo sesso, ci mancherebbe: ma il camper rappresenta uno strumento eccezionale, in certi casi anche terapeutico, per stimolare i sensi e per aiutare a riscoprire quel desiderio e quella necessità di affetto che regna in ognuno di noi.
E l’autocaravan attraversa tutta la vita delle persone: dalle prime esperienze giovanili a quelle mature con i capelli bianchi, attraverso quelle della coppia appena sposata che scopre prima l’attesa, poi la maternità, infine la crescita della propria famiglia.
Troppe volte tutto questo si scontra con la realtà del camper, progettato più per viaggiare che per stazionare, eppure su di esso si trascorre più tempo fermi che non in movimento.
”Questa notte ho visto il camper che muoveva, cosa avete fatto?” battuta classica sentita pronunciare più di una volta, ma che non dà assolutamente fastidio, anzi dimostra come il mezzo sia abitato da esseri umani che provano sentimenti, che sono in grado di esprimerli e di viverli intensamente coniugandoli col forte piacere di muoversi, di conoscere posti nuovi, di vivere esperienze diverse.
Non passerà molto che qualche consulente o qualche psicologo ad una coppia in crisi ordinerà a scopo terapeutico di trascorrere qualche giorno in camper, scoprendo la bellezza del vivere insieme, mentre ammira uno splendido tramonto e sente lo sciabordio delle onde sugli scogli.
In tutto questo un solo fattore proprio non conta, quello della carta d’identità: potenza e pregio del camper.

Beppe Tassone



EROS HA SCOSSO LA MIA MENTE

Eros ha scosso la mia mente
come il vento che giù dal monte
batte sulle querce.
Dolce madre, non posso più tessere la tela
domata nel cuore dall'amore di un giovane:
colpa della soave Afrodite.
Sei giunta, ti bramavo,
hai dato ristoro alla mia anima
bruciante di desiderio.

Saffo
MI PARE SIMILE A UN DIO

Mi pare simile a un dio
l'uomo che ti siede accanto
e ti ascolta così, mentre parlicon lieve sussurro e ridi amabile:
questo mi stringe il cuore nel petto!
Basta che ti getti uno sguardo
e subito la voce mi manca
la lingua si spezza, subito
un fuoco sottile mi scivola
sotto la pelle,
lo sguardo s'offusca, rombano le orecchie,
un freddo sudore mi cola, tutta
mi scuote un tremito,
e più verde dell'erba divento
e poco manca che muoia.
Ma bisogna che tutto sopporti...

Saffo

LE FOGLIE MORTE

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica...
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

Jacques Prévert
 

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