GLI SPECIALI DEL CAMPER CLUB
"Speciale CONVEGNO ROSA IN CAMPER "
MONDO NATURA 2007 - RIMINI

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Rimini. Fiera del camper “Mondo natura”, edizione 2007. Il camper club “La Granda” ha organizzato un convegno dal titolo “Rosa Camper: quando il turismo itinerante è donna”. Argomento originale, nel senso che per la prima volta si discute della vita in camper dell’universo femminile. L’appuntamento è fissato per venerdì 14 settembre alle ore 15 nella Sala Abete. Per la grande stampa, vale a dire quella delle riviste specializzate nel turismo in camper che si comprano in edicola, sono presenti Claudia Reali di “Caravan e Camper” e Simona Benzi capo redattrice di “Turismo all’aria aperta”, mentre Nirvana Kucich Carion ed io siamo state invitate a rappresentare la redazione di “Insieme”.

La sala, addobbata con grandi fiocchi rosa, è piena di donne, ma sono pure presenti tanti uomini. Beppe Tassone apre il convegno commentando i risultati di un sondaggio che il camper club ha portato avanti per un paio di anni, sia attraverso il sito internet sia durante i raduni del club. Dai tanti questionari esaminati è emerso il ruolo rilevante che la donna ha nell’organizzazione della vita in camper, riproponendo, nei limiti del possibile, lo stile della vita familiare nella piccola casa viaggiante, nell’adattarsi meglio del compagno ai piccoli disagi ed anche nel saper coinvolgere figli e marito nelle faccende domestiche, mentre lei non si nega nell’alternarsi con il compagno alla guida del mezzo.

Questi risultati sono confermati da Simona Benzi. Turismo all’aria aperta ha condotto un’indagine simile tra le lettrici e le collaboratrici della rivista, indagine intesa a comporre il profilo della donna in camper. Il quadro già delineato da Beppe Tassone è confermato e si amplia con un dato che direi eclatante, cioè che il risparmio economico non è la molla principale che spinge a fare le vacanze in camper, bensì il piacere di fare le cose insieme e ritrovare un’intimità di coppia e familiare che la frenetica vita moderna tende a mettere in secondo piano.

Dalla relazione della dott.sa Simona Benzi: “Molte citano tra le motivazioni la maggiore intimità creata dal camper, che favorisce il rapporto tra i partner, e il maggior confronto con la famiglia. Lo stare vicini, in spazi limitati, il fare insieme le piccole cose quotidiane fa riscoprire il valore della famiglia. In questo senso, si può parlare di una vera e propria funzione sociale svolta dal turismo all'aria aperta, che avvicina e cementa il nucleo familiare. Inoltre, grande è il vantaggio di poter vivere come si è abituati a casa propria.

Per larga parte delle intervistate si tratta soprattutto della libertà nel senso più ampio del termine (di movimento, di orari, di abbigliamento).

Solo per un quarto del campione esistono alcuni svantaggi. Dover svolgere i lavori domestici anche in vacanza, la poca intimità matrimoniale (nel caso dei figli al seguito), la convivenza con altri e gli spazi ridotti.

Riguardo alla presenza o meno di compagni di viaggio, le opinioni si diversificano.
Un terzo del campione preferisce non averli e viaggiare in solitaria, un altro terzo ama la vacanza in gruppo e il restante non ha preferenze a riguardo.

Con i vicini di camper la donna instaura, in larga parte, rapporti di amicizia, in alcuni casi mitiga gli eventuali motivi di disaccordo e soltanto pochissime incentivano alcune dinamiche di conflitto. In generale, si può individuare una sorta di caratterizzazione "pacifica" della donna, propria dell'indole femminile.

Un quarto del campione mantiene nel tempo l'amicizia nata in viaggio, un quinto solo in alcuni casi. Poche non mantengono mai contatti con gli amici conosciuti in viaggio. Dai dati si evince una certa facilitazione ai rapporti sociali garantita dal camper. La condivisione della passione per il camper è già di per sè un forte fattore che accomuna chi pratica il camperismo.

Il quadro che emerge dal mini-sondaggio è quello di una camperista dinamica, attenta al territorio e alle sue bellezze e desiderosa di condividerle con il partner e la famiglia. Di pari passo va l’attenzione per il suo microcosmo domestico, del quale è indiscussa regina. Ma soprattutto a caratterizzarla è l’entusiasmo per la vacanza all’aria aperta”.

All’intervento di Simona Benzi fa seguito l’intervista in video con una camperista appassionata che ha girato il mondo da sola con il suo camper. Nonostante l’età non più giovane continua a farlo anche oggi con lo stesso entusiasmo di sempre e “teme il giorno che poserà le chiavi”.

È la volta di Claudia Reali, giornalista di “Caravan e camper” che si è posta, e per conseguenza pone alla platea, tre domande: 1) come sceglie la donna un nuovo camper – 2) se il ruolo della donna è centrale mentre l’uomo sta ai margini – 3) impostazione di guida.

Le risposte si possono riassumere in pochi concetti. La donna sceglie un camper con un occhio attento allo spazio (troppo spazio è inutile, poco spazio compromette la vivibilità dell’equipaggio), alla funzionalità dell’insieme, ossia collocazione di letti e dinette, ampiezza di armadi ed armadietti, piano cottura, ecc., alla praticità della pulizia del mezzo con un occhio particolare ai tessuti ed al vano toilette.

All’uomo generalmente compete la scelta in base alla dotazione meccanica del mezzo (prestazioni del motore, batterie e quant’altro), anche se qualche volta la donna, ormai competente anche in questa materia, ha qualcosa da dire a proposito.

Se si vuole concentrare tutto in uno slogan, si potrebbe dire: “Sì funzionalità, meno estetica, niente cose inutili”.

La giornalista conclude il suo intervento con una proposta che trova concordi tutti i presenti: i costruttori dei camper, che spesso non ne sono poi i fruitori e che soprattutto in questi ultimi tempi mettono sul mercato dei mezzi sempre più grandi ed accessoriati, dovrebbero tener conto del parere di coloro che il mezzo lo usano.

Nirvana Kucich Carion, redattrice di “Insieme” e camperista trentennale espone una profonda riflessione su “quell’universo al femminile che viaggia, lavora, sogna e vive in questo insieme di poliuretano, alluminio, viti e bulloni che solo la sua mano riesce a trasformare in casa viaggiante.

… il discorso sull’ “affare camper” sin dal momento del suo acquisto, o dell’ipotesi di acquisto, sembra abbia a che fare solamente con le frasi stereotipate del venditore… ed è invece, fin da questo primo approccio che la nostra vivace creatività… ci consente di predisporre quasi immediatamente l’allestimento personalizzato all’interno del mezzo…Non facciamo sfoggio delle insite capacità femminili nel rendere vivo e funzionale il tale mobiletto, di elaborare la sistemazione di quell’anfratto apparentemente inutilizzabile, ma pensiamo saggiamente a come sia possibile ottimizzare tutti gli spazi…

Non abbisogniamo del pubblico, dei suoi consensi opportunistici, noi sappiamo già dove intendiamo arrivare e come intendiamo arrivarci.

Se esiste un momento tipicamente femminile del plein-air, questo lo si riscontra nel viaggio vero e proprio, durante il quale si evidenziano maggiormente le nostre peculiarità… Possiamo parlare del ritrovamento di ciò che serve senza rovistare all’impazzata… dello sguardo rapido e competente alle possibili aree per una veloce sosta… della capacità di trovare immediatamente una segnalazione stradale consultando la carta geografica in una battaglia continua – e spesso vincente – con la voce metallica e priva di sentimento del navigatore satellitare. Sedute accanto al guidatore… dobbiamo essere in grado di riuscire a svolgere in contemporanea una miriade di compiti, l’uno diverso dall’altro… Quasi sempre ci riusciamo – od almeno ci impegniamo con serietà a farlo…

… mi sento di ribadire ancora una volta l’essenzialità e la duttilità del nostro ruolo…per questo motivo tutta la struttura vitale del camper stesso risentirebbe della mancanza della presenza femminile.”

Sono l’ultima a parlare e sono anche emozionata, pur se cerco di mostrare un atteggiamento disinvolto. È la prima volta che mi capita di partecipare ad un convegno dalla parte di chi ha qualcosa da dire e io che cosa dirò? Gli argomenti a cui avevo pensato, senza sceglierne alcuno in particolare, sono già stati ampiamente trattati da chi mi ha preceduto. L’emozione sfuma mentre faccio un riassunto degli argomenti che mi sono parsi più interessanti e con i quali mi trovo pienamente d’accordo, poi butto là un’idea che mi è venuta guardando i bei camper esposti in questa fiera, dei mezzi sempre più grandi ed accessoriati. Proprio perché la vita in camper è quasi la fotocopia della vita quotidiana, soggetto ampiamente emerso nel corso dei vari interventi, trovo strano che nessuno abbia mai pensato ad una piccola lavatrice di bordo. Sarebbe un accessorio che risolverebbe la necessità che abbiamo tutti di lavare della piccola biancheria personale, per non parlare di chi ha dei bambini piccoli che si sporcano facilmente. Mi si fa notare che l’idea era già stata attuata una decina di anni fa senza successo. Bene, ripartiamo da lì ed affidiamoci alla tecnologia che in un decennio ha fatto molti passi avanti.

Senza enfasi né retorica si può senz’altro affermare che il convegno è stato un successo. Nel vivace dibattito finale tra il pubblico ed i vari giornalisti presenti a cui si erano aggiunti i direttori di “Autocaravan” e Turismo all’aria aperta”, si sono sentiti tanti pareri concordi e discordi, un segnale che dimostra quanto l’argomento trattato sia sentito ed interessante per entrambe le parti.

Chiudo prendendo in prestito le parole del nostro socio poeta Gian Luigi Bonardi: “La donna camperista…… sa navigare in ogni direzione”. E allora “Buona navigazione amiche camperiste”.

Graziella Vignazza Santi


NB. su Camper Magazine sta andando in onda il convegno :
Rosa camper, quando il turismo itinerante è donna
Per conoscere il palinsesto della programmazione completa satellitare e regionale clicca su:
www.campermagazine.tv dove nell'area "Video" è già inserito la 66a puntata.



 
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