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| 19
marzo 2010
La gioia di un figlio, l'amore per la famiglia
Auguri a tutti i papà |
19 Marzo è la festa di tutti i papà
che cade in concomitanza con la Festa di San Giuseppe.
Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria,
è il santo protettore dei poveri e dei derelitti.
San Giuseppe è anche il protettore dei falegnami, che da
sempre sono i principali promotori della sua festa. Pare che l'usanza
pervenga dagli Stati Uniti, celebrata la prima volta intorno ai
primi anni del 1900, quando una giovane donna decise di dedicare
un giorno speciale a suo padre.
La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni
specifiche, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia:
i falò e le zeppole.
Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine
dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria,
effettuati nel passato pagano. In questa occasione, infatti, si
bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di
legna vengono accese ai margini delle piazze. Questi riti sono accompagnati
dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando
nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa
festa.
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W I PAPA’
una poesia di Gian Luigi Bonardi
Stasera vorrei
che una sola parola,
un forte grazie,
superi il brusio
di un pubblico distratto
per farsi voce
da dividere in tanti.
Stasera vorrei,
che in questa festa,
nel silenzio che cresce,
tutti i nostri pensieri
si prendano per mano,
per abbracciare insieme
tutti i nostri papà presenti.
Stasera vorrei
consegnare alle mani
una musica d’applausi
da spedire oltre il tempo
per far partecipare
a questa commozione
tutti i nostri papà assenti.
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| Nella foto
i tanti Papà presenti a San Damiano d'Asti nel raduno del
Marzo 2010 |
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| Nella foto i tanti
Papà presenti a San Damiano d'Asti nel raduno del Marzo 2008 |
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| In questa composizione
fotografica sono presenti le persone che hanno letto una poesia
sul papà: da destra in basso, in prima posizione Giorgia
che ha letto una poesia
La seconda poesia sul Papà è stata letta da tre persone
di differenti età per seguire anche il contenuto della stessa.
- partendo da destra in seconda posizione il bimbo che legge la
poesia si chiama Stefano
- partendo da destra in terza posizione il giovane che legge la
poesia si chiama Andrea
- partendo da destra in quarta posizione la persona adulta che legge
la poesia si chiama Giuseppe
Ringraziamo gli autori delle belle poesie e i loro lettori.
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| Caro Papà
di Gian Luigi Bonardi
Caro Papà, che un giorno, con amore,
mi hai preso fra le braccia, un po’ impacciato,
e per la prima volta, con stupore,
hai toccato il mio corpo appena nato;
caro Papà, che eri così fiero
di mostrare agli amici il tuo bebè,
e che una volta non ti parve vero
che in piedi, solo, venissi da te;
- prima parte letta dal piccolo Stefano
caro Papà, che sempre, con pazienza,
sei stato accanto alle mie confusioni
donando la saggezza e la prudenza
necessarie secondo le occasioni;
caro Papà, che con solerte impegno
mi hai dato il piatto dell’educazione
e il pane dell’affetto e dell’ingegno
per il tempo in cui ero “banboccione”;
caro Papà, che mi hai visto partire
per la mia nuova strada personale
e abbracciandomi hai finto di gioire
per quel triste distacco naturale;
- seconda parte letta dal giovane Andrea
caro Papà, resta ancora a vegliare
su questo tuo figliolo brizzolato...
sapendo che ci sei, è bello stare
a scambiarci un augurio riservato.
E voi, Papà che ora siete lassù,
benedite la nostra commozione,
perché questa giornata ancor di più
sia per tutti una festa d’eccezione.
- terza parte letta dall'adulto Giuseppe
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| Grazie Papà
letta da Giorgia
Se un rimprovero tu fai, è per il bene mio, lo sai,
ma il tuo cuore non vorrebbe mai.
Tu sai dare gioia e calore,
serenità e sicurezza a quel bimbo che a casa la sera ti aspetta.
Stanco ma felice, con tanto amor da dare
il tuo pensier sincero al bimbo tuo e al doman si posa.
Caro Papà la tua mano accarezza il mio viso, è dolce
il tuo sorriso.
Ma quando meno te lo aspetti la mia mano si posa sul tuo viso,
e tu con una lacrima e un sorriso,
colmi il tuo cuor di gioia.
Grazie Papà per l'amore che mi hai dato e che sempre mi darai,
sappi però che è ... ricambiato.
Ormai sono diventato grande,
e in cuor porto l'amore e la vita che mi hai insegnato.
Per questo dico con gran sincerità,
è bella la tua festa,
grazie Papà e tanti Auguri.
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| In occasione del raduno del 2006 a San Damiano
d'Asti abbiamo festeggiato tutto i Papà presenti ed a loro
Simona e Oreste hanno dedicato due belle poesia che pubblichiamo |
| Al Mio Papà
di Simona
Papà devo dirti una cosa importante,
non ridere sai, è interessante!
E' stata proprio brava la mia mamma
a darmi un papà come te,
sei il più simpatico che ci sia,
sei proprio il papà che ci voleva per me.
Per la tua festa: un dono, un fiore,
ma non sono io il regalo migliore?
E se qualche volta ti prende la malinconia,
pensa a me e ti ritornerà l'allegria.
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Cari Papà
di Oreste
Cari Papà
siamo in tanti qua.
che bello sentire la vocina
del piccino o piccina
che dopo tante "mamma"
dice per la prima volta
Papà
Un pensiero ai Papà ..... lassù,
Che guardano i figlioli di quaggiù. |
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Dedicata a
tutti i Papà che sono ormai tra gli Angeli
Caro Papa' sara' questa la terza festa del Papa' senza
di te! Purtroppo qualcuno piu' potente di noi (Dio)
ha deciso di chiamarti a lui tre anni fa a soli 63 anni!
eri per me il mio sole ... il mio muro d'appoggio ...
l'uomo della vita ... il padre perfetto ... eri ....
eri ... anzi e' meglio dire sei e sarai sempre il miglior
papa' del mondo! Oggi sei il mio angelo custode, con
te parlo molto, a te affido i miei pensieri ... a te
affido la mia vita quella che ... 31 anni fa mi hai
donato !!!
Papa' ti amero' su questa terra fino a quando "Lui"
non decidera' di farci rincontrare!
Papa' Gaetano sei la mia stella !!!
Mary Romano |
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La Storia di San Giuseppe
Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria,
è il santo protettore dei poveri e dei derelitti, poiché
i più indifesi hanno diritto al più potente dei Santi.
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in
un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro
rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto.
Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l'ospitalità
e l'amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l'allestimento
di un banchetto speciale.
Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno,
si usava invitare i poveri al banchetto di san Giuseppe. In questa
occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti
dal padrone di casa.
Oltre a proteggere i poveri e le ragazze, San Giuseppe, in virtù
della sua professione, è anche il protettore dei falegnami,
che da sempre sono i principali promotori della sua festa. La festa
del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche,
che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia:
i falò e le zeppole.
Poiché la celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine
dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria,
effettuati nel passato pagano.
In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto
sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini
delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano
con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni
per San Giuseppe.
Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole,
le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a
regione, sono il piatto tipico di questa festa.
A Roma la preparazione delle zeppole, affiancate dai bignè
di san Giuseppe, ha un fervore particolare.
Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile trovare un banco
di frittelle, e tutta la città era addobbata da decorazioni
festive
| Spesso
ricordo quando ero piccola che giocavamo insieme; spesso
ricordo di quando mi aiutavi per inglese o per latino;
ma spesso ricordo di quando sei tornato da Laggiù
e ti sono corsa incontro e ti ho buttato le braccia
al collo. Ti voglio bene Papo!
Papà....
mi sento sola ad affrontare le difficoltà della
vita, ora che non ci sei, mi sento come una stella senza
il suo cielo... il mio cielo eri te... anche se non
ci sei più non smetterò mai di amarti...
Tanti Auguri Papà....
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| Al
mio meraviglioso Papà.
Semplicemente essendo te stesso mi hai mostrato il
modo migliore di essere.
Credendo nei miei sogni mi hai reso orgoglioso di
me stesso. Auguri Babbo. |
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Quando Dio creò il Papà
Quando Dio creò il Papà cominciò disegnando
una sagoma piuttosto robusta e alta.
Una angelo che svolazzava sbirciò sul foglio e si fermò
incuriosito.
Dio si girò e l'angelo "scoperto" arrossendo
gli chiese
"Cosa stai disegnando?".
Dio rispose "Questo è un grande progetto".
L'angelo annuì e chiese "Che nome gli hai dato?".
"L'ho chiamato Papà" rispose Dio continuando
a disegnare lo schizzo del Papà sul foglio.
"Papà...." pronunciò l'angelo "E
a cosa servirebbe un Papà?" chiese l'angioletto accarezzandosi
le piume di un'ala.
"Un Papà" spiegò Dio "Serve per
dare aiuto ai propri figli, saprà incoraggiarli nei momenti
difficili, saprà coccolarli quando si sentono tristi, giocherà
con loro quando tornerà dal lavoro, saprà educarli
insegnando cosa è giusto e cosa no.".
Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce ferma
e autorevole, e disegnò ad uno ad uno ogni lineamento.
L'angelo che si era addormentato accanto a Dio, si svegliò
di soprassalto e girandosi vide Dio che ancora stava disegnando.
"Stai ancora lavorando al progetto del Papà?"
chiese curioso.
"Sì" rispose Dio con voce dolce e calma "Richiede
tempo".
L'angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e disse "Ma
non ti sembra troppo grosso questo Papà se poi i bambini
li hai fatti così piccoli?"
Dio abbozzando un sorriso rispose: "E' della grandezza giusta
per farli sentire protetti e incutere quel po' di timore perchè
non se ne approfittino troppo e lo ascoltino quando insegnerà
loro ad essere onesti e rispettosi".
L' angelo proseguì con un'altra domanda: "Non sono
troppo grosse quelle mani?".
"No", rispose Dio continuando il suo disegno "Sono
grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia e farli
sentire al sicuro".
"E quelli sono i suoi occhi?" chiese ancora l'angioletto
indicandoli sul disegno.
"Esatto", rispose Dio "Occhi che vedono e si accorgono
di tutto pur rimanendo calmi e tolleranti".
L'angelo storse il nasino e aggiunse "Non ti sembrano un
po' troppo severi?".
"Guardali meglio" rispose Dio.
Fu allora che l'angioletto si accorse che gli occhi del Papà
erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza
il suo piccolo bambino.
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I padri invecchiano. Ah! Quanto ti ho amato
e quanto ti amo Padre mio.
Ero piccola e non capivo quanto grande fosse il tuo amore.
Quante ore passate lontano, il lavoro i sacrifici e il tempo passava.
I tuoi neri capelli hanno cambiato colore ma il tuo amore è
rimasto lo stesso, grande immenso.
Io bambina non son più e capito ho che neanche il tempo cancella
l'amore di un Padre.
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A te che non hai mai mollato e che mi hai insegnato
ad andare dritto per la mia strada, sbattendo la faccia da solo
e da solo rialzandomi, ma sempre con un supporto dietro, nell'ombra,
una stampella per i miei errori pronta per appoggiarmi, casomai
ne avessi avuto bisogno.
Caro Papà tu mi hai dato tanta sicurezza, forza e dignità.
Mi hai insegnato l'onestà e l'umiltà. Spero di non
deluderti mai. |
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