GLI SPECIALI DEL CAMPER CLUB
"Canelli 2005, con il nostro gruppo storico all'Assedio"

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L'ASSEDIO DI CANELLI
UNA SORPRESA DIETRO L'ALTRA, UN'EMOZIONE CONTINUA!

Sabato 18 giugno e domenica 19 giugno 2005 il Camper Club La Granda con il gruppo storico dei "Popolani" ha partecipato con circa 60 camperisti a tutte le manifestazioni della rievocazione dell'Assedio del 1613 come parte attiva e vestiti con costumi dell'epoca.
Tutti si sono divertiti e più che altro hanno vissuto due giorni in un'altra realtà al di fuori dagli schemi comuni in allegria e facendo la conoscenza di nuovi amici.

Da parte del Club ringraziamo Il Gruppo Storico di Canelli ed il Comune di Canelli nella persona del Sindaco Sig. Giuseppe Dus e dell'Assessore Sig. Paolo Gandolfo per l'opportunità che ci è stata data ed anche tutti quanti hanno creduto in questa iniziativa e che hanno trascorso due giorni veramente diversi e ricchi di avventure, al gruppo dei 60 camperisti figuranti i nostri complimenti per la loro eccellente interpretazione


Il compito del nostro gruppo storico (che interpretavano la parte dei Popolani) era quello di entrare in città con quattro carri al seguito del comandante delle truppe canellesi, il Colonnello Taffini. Nella prima cruenta battaglia le donne avevano il compito di incitare i soldati amici e raccogliere le armi ed il berretto dei caduti in battaglia, mentre gli uomini avevano il compito di barellieri per soccorrere i feriti o riportare i morti della battaglia alla tenda della croce rossa dove un medico aiutava i feriti e due frati davano l'Estrema Unzione ai morti.
La domenica mattina nella battaglia finale invece i popolani entrati in scena dal fondo della piazza durante l'assalto finale avevano il compito di scacciare, armati di soli bastoni, le truppe nemiche. Dopo lo scontro finale il Colonnello Taffini che seguiva il carro dove era stato adagiato il corpo del Duca di Nevers del Ducato di Mantova (morto perdendo la battaglia) era a sua volta seguito dal nostro gruppo di popolani festanti. Si deve dire grazie a loro se la battaglia contro gli invasori mantovani era stata vinta.
Applausi per tutti nel giro d'onore dal popolo canellese contento per la vittoria


Nella fotografia il Presidente del Camper Club La Granda, Beppe Tassone, il Sindaco di Canelli Giuseppe Dus, il Vicepresidente del Camper Club La Granda Piero Marenco, l'Assessore Paolo Gandolfo, il Sig. Aldo Gai (che interpreta nella rievocazione dell'assedio il colonnello Taffini alla guida delle truppe canellesi) durante la cerimonia dei saluti e della presentazione dell'assedio 2005.


L'Assedio di Canelli,
una sorpresa dopo l’altra, un’emozione continua!
L’Assedio di Canelli e' molto più di una semplice rievocazione storica: e' la festa dei Canellesi che, rivivendo il passato, sanciscono forte e chiara la propria identità, e si riappropriano di quelle “radici” che sono presupposto fondamentale di ogni comunità.

E’ una festa in cui l’esatta ricostruzione storica viene resa viva ed autentica dal coinvolgimento popolare, che riesce a creare un clima difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni in costume.

E’ una festa senza schemi e senza forzature, in cui la storia rivive attimo per attimo anche nei più piccoli gesti, nelle espressioni dei volti, nelle ombre e nelle pietre della Città antica. Sul canovaccio degli avvenimenti principali oltre mille canellesi in costume ricreano per due giorni l’atmosfera e le situazioni di una città assediata, coinvolgendo il visitatore che diventa la tempo stesso testimone degli eventi e protagonista, confondendosi tra ufficiali e soldati o tra contadini sbandati con i loro animali; frequentando le osterie e le taverne dove convengono anche i malfattori e gli accattoni, sussultando per gli imprevisti scoppi delle artiglierie nemiche evitando i carriaggi e di masserizie che strepitano sul selciato. Come per i soldati e i popolani, il visitatore, deve sottostare agli obblighi ferrei del lasciapassare; deve accettare di buon grado l’eventuale inquisizione da parte delle guardie di ronda, e rischia la berlina se nelle osterie alzasse troppo il gomito; e poi odore di polvere da sparo dovunque, tamburi, ordini concitati, ispezioni a sorpresa, momenti di relativa tranquillità alternati a quelli eccitati dalle sortite, alterigia degli ufficiali e doloro della povera gente.


La speciale bottiglia che ci è stata donata dal Sindaco di Canelli, Giuseppe Dus è dell'artista Massimo Berruti l'etichetta dei vini dell'Assedio 2005. Rappresenta il Duca Carlo Emanuele I, al secolo Giuseppe Dus, attuale sindaco di Canelli. L'etichetta è stata apposta sulle bottiglie somministrate durante la manifestazione. Le copie rimaste sono a disposizione dei collezionisti che ne faranno richiesta.
L'etichetta, realizzata in un numero limitato di esemplari (2.000 esemplari autoadesivi e 2.000 normali), ha già attirato l'interesse dei collezionisti come pure tutte le etichette delle precedenti edizioni. Le copie rimaste sono a disposizione dei collezionisti sino ad esaurimento delle scorte. (Città di Canelli - Ufficio manifestazioni - Via Roma 37 - 14053 Canelli AT - assedio@comune.canelli.at.it - fax 0141 820 255



I CAMPERISTI ALL’ASSEDIO DI CANELLI

di Mirella Sangiorgi Pieri

E’ il secondo anno che noi camperisti della Granda partecipiamo in prima persona a questa rievocazione storica. E’ una esperienza coinvolgente ed entusiasmante vederci trasformati in pochi istanti in contadini del seicento alla difesa del proprio paesello.
Che bello ritrovarci il mattino del sabato! Ritrovare gli amici dell’anno prima e scoprirne dei nuovi!
Beppe e Piero, i nostri moschettieri, già di primo mattino erano pronti, elegantemente vestiti di nero, colletto bianco e cappello rosso con piume al vento come si conviene ai comandanti e noi tutti in gruppo per la foto, coi vestiti popolari in dotazione: le donne con camicetta arricciata e gonna lunga, senza ori, orologi, occhiali, ma appena un tocco di civetteria, cuffietta o cappellino di paglia sui capelli, e la gonna tirata su leggermente sul fianco; gli uomini, proprio buffi con camicioni e braghe larghe, strette al ginocchio e con sandali a frate, e, miracolo, senza cellulari! E poi uniche nostre armi di difesa, bastoni, canne, forcali e…tanta grinta.
E’ incredibile come certuni di noi fossero veramente adatti alla trasformazione; è bastato un qualcosa nella fisionomia, nel taglio dei capelli o nel portamento ed ecco fatto, ingaggiati come attori professionisti.
Quest’anno c’erano tanti bimbi coi noi, anche loro con costumi contadini ed è stato simpatico vederli tutti sul carro con le mamme e i nonni, in attesa dell’ingresso in città. Erano curiosi e consapevoli come noi di questo particolare evento, direi quasi coscienti di partecipare ad un sogno…vero.
Questa rappresentazione storica è talmente reale e popolare che ci si lascia coinvolgere totalmente negli eventi che si susseguono; infatti nella battaglia del sabato pomeriggio, i camperisti-barellieri, agli ordini del medico correvano sul fumoso campo di battaglia a gruppi di quattro, fra fucilate e cannonate e raccoglievano i feriti sparsi a terra, mentre le nostre donne incuranti del pericolo raccoglievano le armi, e le altre sul pendio incitavano i loro uomini e il colonnello Taffini alla vittoria.
E la domenica mattina, dopo la battaglia finale, grande gioia fra noi per la vittoria e la sconfitta del nemico, con brindisi augurale a base di fresco moscatello.
Racconto a casa, agli amici, quel che ho visto e vissuto ma per quanto parlo non riesco a spiegarlo abbastanza, e chi, leggendo, si è incuriosito……..venga il prossimo anno a Canelli, ciao a tutti


A seguire, dopo alcuni secondi compariranno in successione automatica 30 fotografie scattate al nostro gruppo storico nella giornata di sabato e di domenica.


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