Il
compito del nostro gruppo storico (che interpretavano la parte
dei Popolani) era quello di entrare in città con due carri
al seguito del comandante delle truppe canellesi, il Colonnello
Taffini. Nella prima cruenta battaglia le donne avevano il compito
di incitare i soldati amici mentre gli uomini avevano il compito
di barellieri per soccorrere i feriti o riportare i morti della
battaglia alla tenda della croce rossa dove un medico aiutava
i feriti e due frati davano l'Estrema Unzione ai morti.
La domenica mattina nella battaglia finale invece i popolani entrati
in scena dal fondo della piazza durante l'assalto finale avevano
il compito di scacciare, armati di soli bastoni, le truppe nemiche.
Dopo lo scontro finale il Colonnello Taffini che seguiva il carro
dove era stato adagiato il corpo del Duca di Nevers del Ducato
di Mantova (morto perdendo la battaglia) era a sua volta seguito
dal nostro gruppo di popolani festanti. Si deve dire grazie a
loro se la battaglia contro gli invasori mantovani era stata vinta.
Applausi per tutti nel giro d'onore dal popolo canellese contento
per la vittoria
L’ASSEDIO
DI CANELLI…. IN RIMA
una
poesia di Mirella Sangiorgi Pieri
Qui si vuole raccontare con la rima più sfrenata
dei cinquanta camperisti che hanno fatto la sfilata,
nei due giorni dell’assedio
all’ameno paesello
tra battaglie perse e vinte e bicchier di moscatello
si è avverato
un sogno strano, siamo entrati in un momento
nella favola vissuta che ha sapore del seicento.
Il difficile è
arrivato nella gran trasformazione,
ritornare ai vecchi tempi coi vestiti d’occasione,
via gli anelli, via
gli occhiali, poi sottane e mutandoni
popolani piemontesi coi forcali ed i bastoni,
a difendere con grinta
la città dagli invasori,
che giungevano dai campi coi cavalli ed i cannoni.
E il momento più
esaltante fu la storica battaglia
chi sparava coi cannoni tra gli scontri e gran fumaglia,
fucilate a destra
e a manca, poi feriti e morti stesi
mentre c’era grande rissa, arrivavan gli scozzesi.
Ma gli eroi di quei
momenti sono stati i barellieri
che incuranti delle spade e dei tanti fucilieri
trasportavano in
barella i feriti via dal campo
dritti dritti in ospedale, o diretti al camposanto.
Alla fine dello scontro
ho capito con sollievo
che era un gioco; ma vi giuro, mi sembrava proprio vero!!!!
A seguire,
dopo alcuni secondi compariranno in successione automatica 30
fotografie scattate al nostro gruppo storico nella giornata di
sabato e di domenica.