Ci
stiamo avvicinando inesorabilmente a quella che è considerata
da tutti la serata danzante per eccellenza dove tra cene, giochi,
musica e fuochi d’artificio tutti ci apprestiamo ad accogliere
ballando il nuovo anno. E chi non attende ogni primo dell’anno
per gustare l’ormai tradizionale grande concerto che la
televisione si onora di trasmettere per augurare, in un tono
musicale di elevato valore artistico, un grandioso Buon Anno?!?
In questo periodo, con il capodanno ormai alle porte, ricco
di feste e festeggiamenti, è quindi doveroso scegliere
di parlare del più classico e tradizionale ballo che
nessuno, ma proprio nessuno, può rifiutare di ballare
almeno una volta brindando alla mezzanotte: Il WALZER VIENNESE.
Lasciarsi idealmente trasportare sulle onde del Danubio, girando
e rigirando a destra e a sinistra fino a perdere la cognizione
del tempo e dello spazio, totalmente coinvolti, anzi travolti,
dalla musica di una grande orchestra o semplicemente di un compact
disc; questo è il reale effetto che ogni ballerino deve
provare ballando il walzer viennese mentre il suo cuore batte
rinvigorito dalla sensazione di movimentata gioia che questo
ballo sa suscitare!
Le sue origini, assai dibattute, pare vadano ricercate nella
“volta”, un’antica danza provenzale caratterizzata
da una serie di giri a destra e a sinistra alternata a giochi
di salti fra dame e cavalieri; inoltre la volta sembra sia stato
il primo ballo a ritmo ternario ad introdurre la posizione di
coppia chiusa, ovvero il cavaliere e la dama l’uno di
fronte all’altra: giri, ritmi e posizione corrispondono
a quelli del walzer e giustificano l’ipotesi della derivazione.
Nel 700 si assiste alla diffusione del walzer in molte regioni
europee, entra sempre di più a far parte delle usanze
popolari ed aumenta il piacere della gente comune a cimentarsi
in giravolte sfrenate; cresce poi man mano l’interesse
verso questa danza anche ad alti livelli e all’inizio
dell’800 la voglia di novità,passione ,emozione
e divertimento ne decretano il rapido successo. E’ proprio
tra la fine del 700 e il primo 800 che il walzer ottiene la
nobilitazione di alcuni grandi nomi della musica quali Mozart,
Beethoven e Weber ; con la rivoluzione francese e la nuova filosofia
di vita inneggiante la libertà, il walzer diviene protagonista
di tutte le feste popolari, borghesi, militari e aristocratiche.
Vienna ne diventa la capitale artistica e Strauss in qualità
di principale interprete, andando a suonare a Parigi e Londra,
fa scoppiare ovunque una sorta di febbre del walzer. Successivamente
suo figlio rimaneggiando il tutto, determina il passaggio da
una matrice classica a una caratteristica più decisamente
mondana legata alle trasgressioni dell’aristocrazia viennese:
ecco perché il più classico dei walzer viene denominato
“viennese” e fino ad oggi è sopravvissuto
non solo alle due guerre mondiali ma anche a tute la trasformazioni
economiche e socio-culturali del secondo novecento.
Oggi il Walzer Viennese si annovera fra le cinque danze standard
ballate nelle competizioni internazionali; inoltre fa parte
del liscio unificato e insieme a mazurca e polka viene ballato
nelle competizioni nazionali italiane. Esistono anche molteplici
variazioni brillanti caratteristiche di diverse regioni italiane
come il valzer romagnolo o quello piemontese. Ma dovunque ci
troviamo, non dimentichiamoci di accogliere il 2005 ballando
tutti insieme un grande walzer: non potrà esserci modo
migliore per augurarci vicendevolmente un volteggiane augurio
di BUON ANNO !!!