GLI SPECIALI DEL CAMPER CLUB
SCUOLA DI BALLO A CURA DI MARZIA PULICI
BALLO, GRANDA e ... ALLEGRIA
"RUMBA"

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Sicuramente meno popolare degli altri balli di cui abbiamo parlato fino ad oggi, ma di un fascino artistico elevato e raffinato: il ballo di cui voglio raccontarvi qualcosa e che mi piacerebbe si apprezzasse più di quanto comunemente si fa, è la RUMBA.
Alcuni studiosi di Storia della danza tendono a dare al termine “rumba” un significato che non identifica un solo ballo ma più ampiamente un genere sia musicale che coreico (riferito cioè più propriamente a una danza); in spagnolo il verbo “rumbear” definisce un particolare modo di ballare basato su movimenti seducenti del bacino e dei fianchi, il “rumbeare” che ricorre anche in altri balli del genere latino-americano.
Le origini della Rumba si collocano quasi con certezza agli inizi del ‘900 o poco prima, a Cuba, dopo l’abolizione della schiavitù sancita dopo la guerra combattuta contro la Spagna. Le moltitudini di schiavi lasciavano i campi dove vivevano in assoluto stato di nulla tenenza per trasferirsi ai margini delle grandi città, dove si aggregavano a vivere in squallidi quartieri da utilizzare come base e dormitorio per migrare quotidianamente in centro a svolgere i lavori più umili. Questa condizione di ulteriore povertà era però associata alla condizione di libertà che trovava espressione in manifestazioni spontanee e autentiche di canto, ballo e musica . La “musica “ era prodotta con oggetti e materiali di uso comune ( zucche svuotate con sassolini dentro, bastoncini percossi l’uno contro l’altro, barattoli usati come tamburi ecc.); il movimento raccoglieva spunti e riproponeva movimenti derivati da balli africani, i ritmi erano più o meno vivaci e correlati ai testi delle canzoni che spaziavano dalle tematiche sociali a quelle amorose con le loro leggi eterne.
Inizialmente la rumba aveva una vera a propria impalcatura che la vedeva svilupparsi in tre parti ben distinte: lo “yambù”, parte riservata alla dama che su un ritmo molto lento si esibiva in movimenti sensuali che ne esaltavano la femminilità, il “guaguancò”, dove il protagonista era il cavaliere che muovendosi su un ritmo più veloce si muoveva per simulare un corteggiamento e il tentativo di toccarla, il “columbia” dove il ritmo diventava incalzante e il cavaliere si muoveva con il preciso intento di sprigionare virilità. Alcuni studiosi tendono a considerare le tre parti come tre veri e propri balli distinti per le notevoli differenziazioni che vi intercorrono e proprio questa tesi ricondurrebbe all’idea già accennata all’inizio, di considerare la rumba non un ballo ma un genere. In realtà l’anima romantica iniziale e l’anima aggressiva successiva finiscono per intersecarsi e completarsi a vicenda dando un risultato veramente sensazionale; è anche vero che hanno dato origine col passare del tempo a due filoni musicali e generi di ballo: dallo yambù sarebbe principalmente derivata la Rumba-Beguine mentre dal guaguancò e dal columbia avrebbero preso origine rispettivamente il mambo e la salsa cubana dal primo e la salsa portoricana dal secondo.
Oggi quella che noi comunemente conosciamo come Rumba, ha le caratteristiche della prima parte e viene comunemente identificata come la danza della seduzione; insieme ad altre quattro discipline fa parte ufficialmente delle Danze Latino americane di classificazione mondiale e a breve farà parte con esse delle Danze Olimpiche. Più comunemente nelle sale da ballo la rumba è stata un po’ “bistrattata”tanto dai musicisti che dai ballerini; in realtà il suo valore artistico è notevole anche perché, ancora più di altri balli,la sua esecuzione richiede una capacità interpretativa sul piano emotivo molto elevata oltre che un’innata sensualità che si deve leggere nel movimento durante l’esecuzione. Un’altra volta quindi lo spettacolo è garantito!


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