GLI SPECIALI DEL CAMPER CLUB
SCUOLA DI BALLO A CURA DI MARZIA PULICI
BALLO, GRANDA e ... ALLEGRIA
"POLKA"

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Terminati i “bagordi carnevaleschi” in cui ci siamo sicuramente tutti cimentati in cha, cha, cha, samba o quant’altro di sudamericano si possa trovare, passiamo ora a trattare di un ballo piuttosto “impegnativo” fisicamente, che richiede non tanto un’elevata capacità tecnica per eseguirlo, ma piuttosto una particolare dote fisica: la resistenza!
Saltello dopo saltello, ci ritroveremo in un batter d’occhio ad aver fatto un giro della pista, poi un altro, un altro ancora finchè il fiato si accorcia e le gambe fanno cilecca: ma dato che siamo ormai praticamente in primavera e l’estate si avvicina, qualche giro di questo ballo non guasta per aiutare signore e signori a perdere qualche…taglia.
A proposito, ancora non vi ho detto (ma sicuramente tutti l’avrete capito) che sto per parlarvi della mitica POLKA; veniamo quindi ad occuparci un po’ più seriamente di questo simpatico e certamente popolare ballo la cui storia è poco nota nonché curiosa e un po’ misteriosa.
Il termine “polka” ha origine ceca e sul suo significato ci sono due ipotesi: una prima che lo traduce con l’aggettivo “polacca” e una seconda che lo fa derivare da “pulk o pulka”, significa “metà” e si riferisce probabilmente al mezzo passo che la caratterizza. È curioso anche ricordare una storiella con radici reali, tratta dall’esperienza personale di uno storico boemo al quale si riconduce principalmente l’origine della polka. Si tratterebbe di un maestro di musica di Praga che nel 1830 sarebbe rimasto colpito dallo spettacolo spontaneo e autentico di una contadina che ,cantando, ballava a saltellava; osservando e riflettendo pensò che quei movimenti e quella musica, a seguito di una opportuna elaborazione, avrebbero potuto generare un vero e proprio stile musicale nonché di danza; si mise all’opera e lo lanciò inizialmente a Praga e poi in altre città, raccogliendo man mano sempre maggiori consensi, addirittura anche dal corpo musicale dell’esercito boemo. Si diffuse brevemente in tutta l’Europa entrando a far parte di tutti i repertori dei più grandi musicisti dell’epoca, varcando le soglie dei templi della musica più prestigiosi, dalla Scala di Milano all’Opera di Parigi.
Riguardo più propriamente la tecnica di questo ballo, anche in questo caso si svilupparono due filoni: uno elaborato da un coreografo e caratterizzato da movimenti eleganti e raffinati e un altro elaborato da un insegnante di ballo da sala più istintivo, movimentato e sfrenato; ne derivò una diatriba che divenne un vero e proprio “caso polka” in cui si schierarono a fianco del primo filone gli ambienti culturali e socialmente più elevati e a fianco del secondo filone la classe popolare: il tutto confluì in una sfida con tanto di esibizione dei due stili di ballo che vide stravincere il secondo, sostanzialmente per la sua autentica popolarità. Il ritmo della polka era veloce e allegro e suscitava negli animi della gente simpatia e divertimento; divenne simbolo di spontaneità trovando consensi fin negli Stati Uniti!
In Italia oggi la polka è molto diffusa ; fa parte sia della danza sportiva che della danza cosiddetta popolare e non manca mai come espressione di festa; c’è chi la balla in modo “camminato” che ricorda un po’ il filone elegante, ma la vera polka nazionale è quella saltellata, indubbiamente più caratteristica, briosa e tecnicamente impegnativa, nonché, come accennavamo all’inizio, decisamente faticosa. Insieme alla mazurca e al valzer viennese, fa parte delle competizioni nazionali italiane di LISCIO UNIFICATO; vi sono poi delle variazioni regionali con notevoli diversificazioni tecniche e di stile con competizioni specifiche e riservate a ciascuna di esse ( per esempio la polka romagnola che appartiene alla disciplina di “danze folk” o la polka piemontese che appartiene alla disciplina di “liscio tradizionale”).
La relativa semplicità di esecuzione e lo spirito travolgente di questa danza la rendono davvero accessibile a tutti: è una sorta di incoraggiamento personale a tutti i camperisti non ancora ballerini ma che potrebbero diventarlo e magari avere l’onore di aprire le danze di qualche nostra allegra serata!!


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