Terminate
le vacanze estive, ci apprestiamo a vivere l’ultima parte
dell’anno solare che ci porterà, oltre che nella
magica atmosfera natalizia, direttamente al capodanno. Eh sì,
sembra ieri quando un anno fa, proprio in previsione del veglione
vi proponevo di esibirvi in un esilarante valzer viennese; per
accogliere il 2006 invece voglio proporvi un tipo di danze che
qualcuno definirebbe sicuramente più “adatte”
ai giovani, ma che ho notato, frequentando qua e là gli
ambienti della danza, negli ultimi anni ha appassionato parecchio
anche la categoria dei ballerini ...con qualche anno nelle gambe!!
Sto parlando delle DANZE CARAIBICHE; il termine “caraibico”
ci conduce immediatamente a quei paradisi marini che vedono
brillare le perle di Cuba e Santo Domingo e che più in
generale indicano l’intero Arcipelago delle Antille: proprio
queste sono le terre che hanno rappresentato, e tuttora rappresentano,
la culla di questo tipo di danze; sono ben tre i balli che,
riconosciuti dall’Organizzazione Internazionale della
Danza, formano questa categoria: MAMBO, MERENGUE e SALSA.
Le loro origini storiche sono alquanto varie dato che sono il
risultato di un’interazione culturale e popolare a molteplici
livelli; una sorta di miscela fra ritmi, sonorità, abitudini,
movimenti, gusti sonori provenienti da ben tre continenti e
riversatisi per motivi storici e culturali proprio sull’Arcipelago
delle Antille. Il cocktail è risultato esplosivo: la
vitalità,la coloritura e la ritmicità di queste
danze sono veramente esclusive e le rendono senza dubbio alquanto
piacevoli e avvincenti per qualsiasi occasione di festa e di
divertimento.
Negli ultimi anni, gli “addetti ai lavori” hanno
cercato di lavorare per codificare un po’ la tecnica di
questi balli; riuscire a standardizzarli era ormai divenuta
una necessità per garantire loro la dovuta credibilità
anche negli ambiti professionistici. E’ pur vero che in
questo tipo di danze giocano comunque sempre un ruolo determinante,
se non dominante, la forte personalità e l’inventiva
dei danzatori e la spettacolarità, più che la
tecnicità, delle figure eseguite.
Dedichiamo ora qualche parola a ciascuno dei tre balli sopra
citati.
MAMBO: la sua sensualità ne è la caratteristica
principale, è il ballo che crea atmosfera tanto che tutti
lo ricordiamo come protagonista indiscusso di film con avvincenti
storie sentimentali. E’ piuttosto antico ma attraverso
i decenni lo potremmo definire un “sempreverde”
perché si rinnova di interesse generazione dopo generazione
mantenendo vivo l’entusiasmo di chiunque ad esso si avvicini,
indipendentemente dall’età.
SALSA: considerato oggi, fra i tre, il ballo maggiormente diffuso
soprattutto tra i giovani,che negli ultimi anni si sono cimentati
alla grande nelle scuole di danza e poi nei locali nonché
nelle competizioni. Anche atleticamente la Salsa è sicuramente
adatta ad un fisico giovane e scattante e la sua esecuzione
richiede senza mezzi termini un livello di agilità piuttosto
elevato oltre che un allenamento frequente ed adeguato.
MERENGUE: è il più semplice fra i tre balli, quello,
come si suol dire, “alla portata di tutti”. Non
soltanto non richiede elevate o particolari doti fisiche ma
ha anche una struttura musicale estremamente semplice e comprensibile
che lo rende apprezzabile ed eseguibile pressoché da
tutti.
Nel mondo delle competizioni mambo, salsa e merengue sono inseriti
nella disciplina italiana delle Danze Caraibiche; le coppie
di ballerini in competizione esibiscono, oltre alle loro abilità,
anche una notevole varietà di colori attraverso abiti,
acconciature ed accessori sempre più fantasiosi che completano
ed arricchiscono ulteriormente il quadro dello spettacolo.
Non meno divertenti sono però da considerarsi le interpretazioni
“dilettantistiche”, qualche volta magari leggermente
più “goffe” (scusate l’aggettivo, ma
è ironico!) e meno tecniche ma altrettanto simpatiche
ed accattivanti.
Buon 2006 dunque…….con tutto il calore dei Caraibi!!!