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di Beppe Tassone
(Da Caravan e Camper di Febbraio 2000)
" Quando un camper mi sorpassa, non provo invidia, né
mi sento un diverso, ognuno ha i propri hobby, le proprie sensibilità:
la caravan l’ho nel sangue, rappresenta una parte di me, non
la sostituirei con un’autocaravan per alcuna cifra al mondo",
chi parla è Stefano Stuppia, "roulottaro" (come
ama essere definito) convinto, uno che non disdegna viaggiare e
che partecipa senza complessi di inferiorità ai raduni nei
quali le roulottes si possono contare sulle dita di una mano.
Parlare con lui vuol dire scoprire un mondo ai più sconosciuto,
tornare con la mente ai tempi dei pionieri, scoprire che la roulotte
costituisce anche una filosofia di vita, che ha un suo spazio, che
merita molta considerazione.
"La roulotte da viaggio", tende a precisare, "quella
con le quale spostarsi con la famiglia, con cui recarsi in capo
al mondo: ha conosciuto il Nord Europa ed il Marocco, ha sostato
nel deserto come tra i ghiacciai, un’esperienza elettrizzante
quanto romantica".
Ormai nel mondo del turismo di movimento, il camper ha praticamente
scalzato la roulotte, almeno in Italia: praticità, facilità
nel movimento, maggior tempo libero durante il fine settimana, possibilità
di essere in pista tutti i week end dell’anno, libertà
di scegliere ove sostare senza vincoli.
In altre parti d’Europa non è così, capita,
soprattutto in estate, di scorgere colonne di caravan che scendono
verso il Mediterraneo con targhe olandesi o del Regno Unito: giovani
ed anziani, non vi è scontro generazionale, proprio come
accade da noi, ma qui la scelta di campo è stata fatta in
un’altra direzione.
Valutiamo allora le ragioni di chi, anche in Italia, ha deciso di
coltivare la propria esperienza turistica con la roulotte, senza
tentare paragoni con il camper: siamo in presenza di una scelta
di vita, di una filosofia, non sono necessarie comparazioni con
altri mezzi, ma l’analisi obiettiva di un settore che in questi
anni è rimasto troppo ai margini al punto che molti se ne
sono scordati o hanno preferito farlo.
Non è un caso che anche alla recente Fiera di Parma lo spazio
dedicato alla caravan fosse di gran lunga minoritario rispetto a
quello assegnato al camper.
Una premessa va comunque fatta: ci occuperemo esclusivamente del
settore che utilizza la caravan per spostarsi, dell’altra
componente, quella che effettua turismo di tipo stanziale, "Caravan
e Camper" già ha diffusamente trattato sul numero di
ottobre dello scorso anno.
I mezzi idonei al turismo itinerante possono essere suddivisi in
quattro settori: autocaravan, roulottes, tende e carrelli tenda
per quanto concerne la componente che privilegia il movimento, essenzialmente
caravan di media e grossa dimensione per gli stanziali.
I LATI POSITIVI
Il costo di gestione di una roulotte di piccola o media dimensione
è alquanto ridotto: poche decine di migliaia di lire per
sbrigare la pratica della tassa di possesso ed un minimo esborso
per una polizza che copra i rischi statici.
A queste spese vanno aggiunte un incremento di proporzioni ridotte
sulla polizza assicurativa dell’automobile oltre all’installazione
del gancio di traino, nulla in più ad eccezione dell’acquisto
di due specchietti laterali aggiuntivi per assicurare una migliore
visibilità durante la guida.
Anche l’acquisto di una caravan comporta una spesa, variabile
a seconda delle dimensioni, di proporzioni non estremamente eccessive,
in grado di venire incontro alle esigenze famigliari che sono quelle
di possedere un mezzo autonomo di soggiorno e, nel contempo, di
non dover affrontare spese aggiuntive per la manutenzione del motore,
per contrarre polizze assicurative o per far fronte alle necessità
che un veicolo comunque comporta.
Una roulotte di medie proporzioni, sui cinque metri, in grado di
ospitare quattro o cinque persone, costa intorno ai venti milioni
di lire, decisamente di meno del costo di un camper nuovo.
La scelta economica rappresenta dunque uno degli elementi essenziali
che inducono all’acquisto di una caravan, il mercato dell’usato
consente di strappare prezzi ancor più convenienti: per molti
la roulotte rappresenta il secondo livello, dopo quello degli anni
giovanili che sono caratterizzati dalla tenda.
La disponibilità di un’automobile, che sia almeno di
media cilindrata, per spostamenti piccoli o medi, costituisce un’altra
carta da giocare.
La caravan, in effetti, permette di stabilizzarsi anche per alcuni
giorni in un medesimo campeggio visitando le località vicine
avendo a disposizione una vettura il che comporta minori problemi
per quanto concerne il parcheggio ed anche un più basso rischio
di incappare in fenomeni di microcriminalità.
La caravan è sicuramente un mezzo che facilita la socializzazione
e le conoscenze: fermandosi per più giorni nel medesimo campeggio
è naturale stringere amicizie o anche solo venire a contatto
con svariate persone.
Il campeggio, in questo senso, gioca un ruolo importante ed insostituibile.
La presenza di figli adolescenti consente di garantire loro spazi
di autonomia altrimenti impensabili. Non sono pochi i caravanisti
che viaggiano con tenda canadese al seguito: verrà installata
nella medesima piazzola, consentirà ai ragazzi di godere
di una certa libertà ed alla coppia di potersi garantire
momenti di intimità senza il rischio di improvvise irruzioni.
La roulotte, a differenza del camper, viene utilizzata quasi esclusivamente
in estate o comunque nei mesi meno freddi, il che consente di trovare
spazi necessari soprattutto al di fuori, sotto la veranda o il tendalino:
anche la cucina è normalmente esterna, così come in
piazzola vengono posti tavolini, sedie e l’amaca.
Questo fatto riesce ad ovviare allo spazio ridotto ed anche alla
presenza di supporti dalle proporzioni ridotte: le taniche per l’acqua
hanno solitamente una capacità di trenta litri ed il frigorifero
è di dimensioni non eccezionali.
I servizi igienici, considerato che si è comunque ospiti
di una struttura attrezzata, appaiono sufficienti per far fronte
a necessità ridotte: le toilettes dei campeggi si trovano,
infatti, a due passi…
Il "roulottaro" assicura che la vivibilità del
suo mezzo, anche se di dimensioni ridotte, è comunque sufficiente,
rivendicando uno spirito pionieristico che altri avrebbero dimenticato.
Le biciclette vengono riposte sul timone, mentre altri, quando viaggiano,
preferiscono stipare la caravan di tutto punto, facendola diventare
un vero e proprio magazzino, assicurandosi comunque un valido mezzo
per trasportare anche molti bagagli e tanti accessori indispensabili
per le vacanze.
I LATI NEGATIVI
Il primo è di ordine psicologico e traspare chiaramente dalle
parole di Stefano Stuppia: " I campeggi ormai sono totalmente
all’appannaggio degli stanziali, con piazzole che sembrano
giardini delle ville, i pochi spazi liberi sono destinati ai camper,
a noi toccano le aree più distanti, quelle più scomode
e meno centrali".
Vi è del vero in queste parole: in Italia la diminuzione
del numero degli equipaggi con le roulottes, l’esplosione
del fenomeno degli stanziali, la crescita esponenziale delle autocaravan
ha creato degli equilibri ben diversi rispetto all’estero.
Varcati i nostri confini, in direzione Nord, si trovano campeggi
nei quali è impensabile fare delle differenze tra mezzo e
mezzo: da noi il rapporto di forza è tale da far sì
che per le caravan in transito lo spazio diminuisca sempre di più.
Le stesse aree di sosta, strutture a metà strada tra l’area
pubblica ed il campeggio sottostanno a disposizioni legislative
ben chiare, quali l’autosufficienza e la possibilità
di essere immediatamente in grado di assicurare la mobilità
dei mezzi, condizioni alle quali le caravan di media e piccola dimensione
non possono ottemperare.
Per il "roulottaro" il campeggio diventa dunque un obbligo
ed il costo che deve affrontare non è mai insignificante:
le tariffe, soprattutto in Italia, sono abbastanza care, anche perché
normalmente ci si muove nei mesi estivi quanto i prezzi applicati
sono da alta stagione.
Il Codice della Strada, del resto, è abbastanza chiaro: se
per il camper la sosta in area pubblica non costituisce campeggio
se non vengono occupati spazi superiori alla massa naturale del
mezzo, per la roulotte questa norma non può venire rispettata.
Per poterla abitare è necessario abbassare i piedini di stazionamento,
questo di per sé già costituisce, se ci si trova su
una pubblica via o su un piazzale, una violazione alle norme del
codice della strada.
I nomadi hanno fatto il resto, contribuendo a far emanare nella
maggior parte dei comuni norme precise che, se salvaguardano la
sosta delle autocaravan nel rispetto del Codice della Strada, vietano
comunque quella delle caravan.
L’assenza di associazioni che si occupino direttamente di
quanti praticano il turismo di movimento con la roulotte (caravan
club ve ne sono, ma la loto attività è pressoché
indirizzata ai possessori di camper) hanno contributo ad appesantire
ancor di più la situazione.
Solo ultimamente alcune associazioni hanno "aperto" anche
a quanti utilizzano la roulotte per il movimento, è il caso
del Camper Club "La Granda" che ha addirittura inserito
nel proprio statuto tra le finalità quelle di occuparsi di
tutti coloro che praticano, con qualsiasi mezzo, il turismo all’aria
aperta.
Del resto sta proprio nella "presa" sull’opinione
pubblica, il differente peso delle due categorie del turismo itinerante
che fanno la differenza e fanno chiaramente pendere da una parte
il piatto della bilancia.
Durante il viaggio la scomodità della caravan viene chiaramente
a galla: si è costretti a restare per ore in automobile,
se si ha sete è necessario fermarsi, salire sulla roulotte
o entrare in un bar, non parliamo poi di quando scocca l’ora
di pranzo.
Già si è affaticati, si fatica a trovare un piazzale
nel quale sostare senza dover provvedere a staccare il rimorchio
dal gancio e per salire occorre spostare bagagli, crearsi veri e
propri spazi: non sono pchi quanti si accontentano di un panino
e di una birra pur di non doversi sobbarcare fatiche supplementari.
I bambini, soprattutto, sono sacrificati: un conto è riposare
nel proprio lettino mentre il babbo guida o giocare i dinette, un
lato è dover trascorrere ore ed ore seduti in auto senza
potersi svagare, sena potersi divertire, senza poter fare un poco
di baccano.
Queste sono le ragioni che inducono la maggior parte delle famiglie,
soprattutto in previsione dell’arrivo di un bebè, ad
operare scelte diverse: e difficilmente si potrebbe dare loro torto.
In autostrada i problemi si accentuano ancora di più: le
norme sono estremamente restrittive per quanto concerne la sosta
notturna, il più delle volte non vengono fatte rispettare,
ma questo non vuol dire che non esistano.
Non poche difficoltà derivano anche dall’utilizzo degli
elettrodomestici di bordo: di norma le bombole per il gas sono di
dimensioni assai ridotte, così come la capacità del
frigorifero.
Questo fatto crea non pochi problemi quando si debbono affrontare
le lunghe vacanze estive: ma i "roulottari" a tutto questo
sono abituati, si direbbe che vanno a cercare queste differenze
per proclamare la propria diversità e la propria genuinità.
UNO SPIRITO IRRIDUCIBILE
La forza degli amanti della caravan sta proprio nel proprio spirito
irriducibile, nella ricerca di emozioni ed esperienze nuove rifiutando
quegli agi e quelle comodità che i cugini camperisti non
cessano di vantare in ogni occasione.
Ecco allora il piacere di giungere con la roulotte in cima al passo
alpino, di affrontare strade strette e tortuose trainando il rimorchio,
di "intamparsi" nel deserto ed essere costretti a chiedere
aiuto per rimettere la roulotte in condizione di ripartire.
Una roulotte che per alcuni deve essere assolutamente di dimensioni
ridotte: "Non saprei rinunciare alla mia tre e venticinque"
dice Stefano Stuppia calcando con la voce sulla lunghezza del mezzo,
quasi per accentuarne la funzione spartana di puro servizio, senza
gingilli, razionale e funzionale all’eccesso.
"Ho abolito il vano doccia e ne ho ricavato un armadio supplementare,
quasi quasi sono tentato di togliere pure la cucina interna, in
estate mi è sufficiente un fornelletto da usare fuori, se
piove ci si arrangia".
Nulla è indispensabile, tutto serve, ma non si è schiavi
di alcun elemento.
Sentirsi pionieri nel terzo millennio, pronti a viaggiare verso
le mete più impensate con i bagagli ridotti, con poche scorte
e tanta voglia di essere protagonisti.
L’uomo, sostengono, è il vero protagonista: non è,
con la caravan, schiavo del mezzo, lo comanda, lo domina, lo dirige
sia quando sfreccia in autostrada, sia quando deve far manovra a
marcia indietro per parcheggiare in un campeggio.
Difficile dargli torto, certo il camper superaccessoriato, il frigo
ed il surgelatore, la televisione ed il videoregistratori, il satellite
ed i pannelli solari stanno da un’altra parte,
Ma è la diversità il vero elemento di forza per quanti
praticano il turismo itinerante: sia che si decida di viaggiare
in camper, sia che si prediliga la roulotte, l’essenziale
è trovarsi la sera, sotto la veranda, a sorseggiare un bicchiere
di birra, trascorrendo ore tra amici, cercando di conoscere persone
diverse, dimostrando di essere veri cittadini del mondo e non dei
sudditi.
La vera essenza forse sta proprio nel praticare il turismo itinerante.
Camper, roulotte, carrello o tenda sono dei mezzi che l’uomo
utilizza per riaffermate la propria forza e la propria voglia di
riscoprire la natura.
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