SCHEDE TECNICHE - VARIE
"Un problema finalmente risolto ..."

di Rino Braccialarghe

Più o meno tutti i veicoli da campeggio soffrono inevitabilmente di alcune problematiche "stradistiche", strettamente connesse con i compromessi tecnici a cui il mezzo - per forza di cose - ha dovuto sottostare fin dalla fase progettuale...
Tutto ciò risulta ancora più evidente in alcuni casi, quando le dimensioni dell'intera struttura diventano "maxi" o quando - a livello di telaio motoristico - non è stato messo in atto tutto ciò che poteva essere fatto per migliorare il comportamento su strada.
Purtroppo, in un mercato che tiene sempre di più al prezzo di vendita finale, non è facile decidere di montare - già in fase costruttiva - determinati componenti che, inevitabilmente, finirebbero poi per far lievitare verso l'alto il prezzo del veicolo.
Per nostra fortuna l'operazione è - spesso, anche se non sempre - di possibile realizzazione anche in un secondo tempo: a condizione, naturalmente, di poter poi disporre dei necessari punti di riferimento per una perfetta realizzazione tecnica della modifica.
E ancora una volta, proprio per la professionalità che ormai abbiamo imparato a conoscere, noi de L'ITINERANTE abbiamo raggiunto il nostro punto di installazione di fiducia, in quel di Tolentino. E ancora una volta l'amico Beppe (ormai preferiamo chiamarlo anche pubblicamente così...) ha eseguito ottimamente il montaggio. Ma non solo...
Infatti, in questo primo articolo tecnico di questo numero, affrontiamo il grave problema delle sospensioni del camper, un elemento di primaria importanza, sia sotto il profilo della sicurezza di marcia, sia sotto quello relativo al comfort della marcia stessa. Nei successivi articoli vi presenteremo altri montaggi, sempre effettuati presso la stessa officina.
Il ruolo che sono chiamati a svolgere gli ammortizzatori in un veicolo ricreazionale è certamente uno di quelli particolarmente gravoso: dalla sua efficienza, dalla sua robustezza, deriva inevitabilmente il nostro comfort e la nostra stessa sicurezza. E' infatti questo l'organo che, comprimendosi ed espandendosi di nuovo fino al suo punto di massima estensione, ci consente di tenere un buon comportamento su strada, assorbendo le diverse asperità e oscillazioni del fondo stradale.
Questo argomento riguarda tutti i mezzi di trasporto, dalla'autovettura al fuoristrada, dal TIR al motorino: ciascun veicolo è dotato di ammortizzatore proprio perché tutti devono fare i conti con le irregolarità proprie del fondo stradale...
Naturalmente esiste una vasta gamma di ammortizzatori, di dimensioni, foggia, peso, resistenza diversificate, proprio perché ciascuno di essi deve svolgere al meglio il proprio ruolo, sostanzialmente diverso a secondo dell'utilizzo previsto.
E in questa ovvietà, che come tutti ben comprendiamo, si nasconde la difficile operazione di scelta: infatti poniamo di aver bisogno di sostituire quelli originali (molto probabilmente quelli montati sul la versione "furgonata" normale della nostra meccanica) con ammortizzatori dalle prerogative tecniche migliori: a questo punto quali montare?
Certo sul mercato si trovano già ammortizzatori maggiorati e rinforzati per gli usi più diversi: peccato solo che questi oggetti, tra componente e montaggio, spesso finiscano con il costare migliaia (e magari ancora migliaia) di euro...
E allora, in queste situazioni, spesso si ripone il sogno nel cassetto e si preferisce continuare ad utilizzare il nostro camper così com'è...
Invece il nostro amico Beppe può riuscire nel "miracolo" di risolverci il problema, occupandosi direttamente lui oltre che del montaggio, anche del reperimento sul mercato dell'ammortizzatore rinforzato in grado di risolvere al meglio il nostro problema! Si tratterà sempre, visto il peso e la stazza dei nostri veicoli, di ammortizzatori specifici, tarati appositamente per la nostra meccanica, identici in tutto e per tutto a quelli di serie, ma in grado di sopportare senza affanni i gravosi carichi che li attendono: si tratta di componenti speciali, a "doppio effetto", in grado cioè di lavorare sia in fase di compressione, sia in quella di rilascio.
Per poter permettere di reperire il modello corretto (tra le centinaia e centinaia di quelli prodotti) sarà necessario comunicargli, anche telefonicamente o via fax, i numeri incisi (di norma con vernice rossa) sugli ammortizzatori di serie: l'indicazione è riportata su uno di quelli anteriori e spesso occorre pulire bene lo stelo per riuscire a leggere i numeri stessi (e spostare il manicotto di gomma che spesso li ricopre).
In alternativa si potrà provare a trasmettere via fax il libretto del veicolo, in modo da poter risalire, tramite la concessionaria, a questa indicazione: la prima strada è però quella che permette una più certa identificazione.
Fatto questo si provvederà a stilare un preventivo dell'intervento completo (sensibilmente più contenuto - come abbiamo potuto verificare noi stessi - di quelli praticati normalmente sul mercato) e ad indicare i tempi di attesa. Di norma in una decina di giorni il nostro nuovo ammortizzatore è pronto e in poco più di una mezza giornata di lavoro esso verrà perfettamente montato sul nostro veicolo.
Una volta che raggiungeremo l'officina potremo subito apprezzare - prima ancora del montaggio - la straordinaria rigidità dei nuovi componenti, con una prova specifica: la cosa diverrà assai evidente quando, una volta smontati uno per uno i vecchi, faremo una comparazione...
A quel punto il nostro stupore sarà senza limiti: nel nostro caso, dopo circa 30.000 Km. di percorrenza, i due anteriori apparivano del tutto inaffidabili, capaci di rientrare nel corpo sotto una pressione davvero poco sostenuta...
In un altro caso abbiamo notato come l'ammortizzatore destro estratto da un altro veicolo fosse ormai al punto di rottura, con lo stelo che si sfilava completamente dal corpo, dal quale fuoriusciva anche olio...
A rotazione, si prosegue dunque nel lavoro, sostituendo dapprima quelli anteriori e poi quelli posteriori: l'occasione sarà anche "ghiotta" per dare uno sguardo ravvicinato allo stato di usura dei freni e delle gomme (quelle anteriori devono essere rimosse per effettuare il montaggio).
Adesso il nostro veicolo, con le nuove sospensioni, è pronto per il consueto collaudo su strada...

IL TEST PRATICO
Ancora una volta non ci siamo limitati ad un breve giro, ma abbiamo sottoposto il tutto ad un severo collaudo, che si è protratto per poco meno di settecento chilometri.
La differenza in ordine di marcia del veicolo è davvero eclatante: i continui sobbalzi, le oscillazioni senza fine che s'innestavano sugli "scalini" dell'asfalto, ora sono nettamente diminuiti, quasi scomparsi del tutto (un minimo di oscillazione è naturale, in certe condizioni). Finiti anche i vari "rumori" e vibrazioni che prima erano perfettamente percettibili, in determinate situazioni.
Ma l'elemento che maggiormente ci colpisce durante il moto è la nuova sicurezza di marcia che il mezzo ora trasmette: al volante ci si sente davvero ben saldi e senza più quella sgradevole sensazione di dover "accettare" tutte quelle oscillazioni che il veicolo prima metteva in mostra.
Questa nuova sicurezza, questa "immediatezza" e "padronanza" che adesso si prova, è certamente la sensazione più piacevole, quella più gratificante per il conducente, che il nuovo assetto adesso mette in mostra. Qui, a differenza di altre modifiche, non è in gioco la comodità della guisa, ma sostanzialmente la sicurezza della marcia stessa.
Per fare comprendere bene quanto sia cambiato sostanzialmente l'assetto del nostro camper (che pure è un "bestione" da patente C!) basti pensare come prima si cercava di osservare bene il fondo stradale, proprio per rallentare - o meglio ancora evitare - le varie buche, i cordoli, i binari, gli avvallamenti del manto stradale. Il nostro piede era sempre pronto ad intervenire sul freno, così da ridurre gli effetti dannosi sulla marcia del veicolo di simili ostacoli. E allora guidare in queste condizioni diveniva stressante, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità: adesso, come d'incanto, tutto ciò è scomparso. Anzi, di più: adesso in questo lungo tragitto di prova, queste imperfezioni del terreno venivano ricercate. E su di esse si arrivava a velocità costante, proprio per valutare al meglio il lavoro delle sospensioni. E i risultati sono stati davvero al di sopra di ogni attesa: l'unione del KIT BLU, presentatovi nello scorso numero della nostra rivista, e delle nuove sospensioni si è dimostrato come l'intervento proposto sia in grado di modificare sostanzialmente la tenuta di strada di qualsiasi camper, indipendentemente dalle sue dimensioni e dal suo stesso peso.
In conclusione, se per voi la sicurezza e il comfort del viaggio valgono la spesa dell'intervento, vi consigliamo davvero di provvedere: i risultati saranno davvero superiori alle vostre stesse attese!

Per ogni informazione e per un preventivo, contattate il Sig. Beppe, presso CAMPERMANIA a Tolentino, tel. 333-3380774 oppure 0733-961129.


UNA SPESA CONTENUTA PER AUMENTARE LA NOSTRA SICUREZZA...

Quante volte, nell'affrontare una curva stretta, abbiamo suonato il clacson del nostro camper? E quante volte abbiamo pensato che lo stesso non era proprio adeguato a preavvisare un mezzo di proporzioni non proprio minimali...? Questi pensieri sono piuttosto comuni tra noi camperisti: nei raduni spesso si sentono affermazioni del tipo "...il mio clacson sarebbe più adeguato ad un'Ape che non ad un camper!"
In effetti, soprattutto sulle strade di montagna dove i tornanti sono spesso stretti e ciechi, oltre che ripetuti, poter contare su un clacson che faccia intuire la mole del veicolo che stiamo incrociando potrebbe davvero essere utile. Infatti anche il conducente dell'altro veicolo potrebbe regolarsi diversamente - magari tenendo una guida più tranquilla... - se sapesse che all'improvviso gli si parerà davanti il muso di uno dei nostri "bestioni"!
Purtroppo, anche in questo caso, dobbiamo accontentarci di quanto è stato montato in fabbrica, su quella che era la meccanica di un furgone leggero: e assai sovente (per non dire sempre!) questo componente appare sottodimensionato...
Per fortuna l'intervento per migliorare la situazione non è particolarmente complesso: in commercio esistono già dei kit - di norma sviluppati su impianti che prevedono l'impiego di trombe - che sono già completi di quanto necessario per effettuare il montaggio-tipo. Nella confezione si trova il piccolo compressore a 12 volt; indispensabile per fare "suonare" le trombe, i due (o più) cornetti, il tubo di plastica per il relativo collegamento, la parte elettrica e lo schema di montaggio.

IL MONTAGGIO
La prima cosa da verificare è la situazione degli spazi disponibili nel nostro cofano motore: sarà lì che andranno fissate le trombe e il compressore, che verrà alimentato direttamente dalla batteria del motore, ogni qual volta noi metteremo in funzione le trombe stesse.
per quanto concerne i collegamenti elettrici, si potrà procedere in due modi diversi: potremo sostituire le trombe al nostro clacson preesistente (attenzione alla relativa omologazione!), oppure decidere di mantenere entrambe le possibilità, operando poi la scelta tramite un deviatore posto sul cruscotto. Questa ultima soluzione ci pare quella maggiormente consigliabile: potremo così sempre agire sul nostro clacson per inviare il comando all'impianto originario - viaggiando in città - mentre sulle strade secondarie potremo spostare il nostro deviatore così da mettere in funzione - nei casi utili - il nuovo apparato.
L'operazione non è certo difficile, anche se richiede un minimo di conoscenza elettrica dell'impianto di bordo e la capacità di "leggere" uno schema elettrico piuttosto semplice.
Il tempo di montaggio può essere indicato, in tutto, in una o due ore, a secondo anche della tipologia di funzionamento prescelta.


IL NOSTRO TEST
Nel caso specifico abbiamo optato per un sistema a due trombe, di dimensioni piuttosto contenute, avendo scelto il montaggio nel cofano-motore: ovviamente chi dovesse preferire l'installazione a tetto (come si vede spesso sui TIR o sui camper "americani") potrà tranquillamente orientarsi su modelli di maggiori dimensioni e di potenza correlata (ovviamente, in questo caso, occorrerà provvedere anche per quanto riguarda il compressore, che dovrà essere in grado di fornire un rendimento maggiore: il problema non si pone solo su quei veicoli - appunto come i TIR e i mezzi pesanti in genere - che dispongono di serie di un potente compressore multiuso...).
In ogni caso il nostro sistema ci ha fornito risultati del tutto apprezzabili: oltre all'emissione sonora infatti possiamo contare anche su un suono completamente diverso da quello di un normale clacson: e questo costituisce un altro elemento importante per la nostra sicurezza, sopratutto quando chi arriva dalla parte opposta non riesce ad vedere la sagoma del nostro camper.
Assai comodo risulta anche il comando a pulsante (il deviatore) che ci permette di passare, in un istante, dal clacson alle trombe e viceversa: potremo così scegliere, di volta in volta, quale sistema acustico utilizzare...
Insomma, con una modica spesa (il kit è acquistabile nei negozi di accessori auto a prezzi compresi tra i 20 e i 60 Euro, a secondo delle dimensioni e del numero di trombe) e con qualche ora di lavoro, potremo contare su un fidato compagno di viaggio in più.

 

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