SCHEDE TECNICHE - VARIE
"Bebè a bordo"

di Beppe Tassone

La scena è quella classica ed è sempre suggestiva: due scarpine vicino al piatto, una cenetta intima, un disco che suona musica romantica e poi l’annuncio: " Presto saremo in tre!".
E’ capitato a tanti ed in quel momento il mondo attorno comincia a girare, mille sensazioni si affastellano, ti sorprendi a sognare ad occhi aperti un bimbo che gioca per casa, che canta, che muove i primi passi.
Poi, dopo una notte romantica, il razionale inizia a farsi strada e, man mano che i giorni scorrono, la pancia cresce, il bimbo frulla, i preparativi per il gran giorno vanno avanti.
Per la casa non esistono grosse difficoltà, al massimo i problemi sono economici: culla, carrozzina, corredino, biberon costano e non poco…
Poi si comincia pensare al camper: anche la nostra "seconda casa" su due ruote necessita di un intervento per renderla idonea ad ospitare il nuovo inquilino.
Anzi, per molto tempo un inquilino alquanto importante, una persona attorno alla quale ruoterà tutta la nostra giornata, tutta la nostra vita.
Che cosa è un camper se non un mini alloggio?
Vediamolo sotto questa ottica: è necessario che lo rendiamo razionale ed idoneo alle nostre necessità senza intasarlo troppo, senza caricarvi sopra oggetti che non serviranno, ma che toglieranno tanto, a volte anche troppo, spazio vitale.
Il bambino occuperà già, di per sé, un grosso spazio e necessiterà di molti oggetti, è il caso di evitare doppioni e soprattutto di organizzarci al meglio per avere con noi il necessario, lasciando a casa il superfluo.
L’atteggiamento più razionale, che sicuramente paga di più è quello empirico: tentiamo alcune "uscite" anche solo di una giornata, verificando quello che serve e quello che è inutile, così da formarci un quadro esatto in previsione del primo, impegnativo viaggio.
Il gran giorno è finalmente giunto: il bebè ha lasciato il reparto di maternità e, in pompa magna, ha fatto ingresso nella sua casa.
Lo attendono in tanti: nonni, zii, cugini, la casa assomiglia ad un porto di mare, gente che va, gente che viene, i consigli si sprecano.
E’ il momento di staccare, di trovare un poco d’intimità, di rimanere finalmente in tre: la soluzione è semplice, basta mettere in moto il camper, il tempo è bello, la temperatura accettabile, la macchina fotografica carica, la cinepresa pronta.
Insomma, il primo viaggio sta per incominciare.
Dove sistemare il principino durante il viaggio e la successiva sosta?
Fino a tre mesi, il posto più sicuro e meno problematico rimane la cesta della carrozzina che deve essere sistemata su un sedile della dinette, ben allacciata e bloccata, si intende, al limite utilizzando anche delle cinture di sicurezza fatte installare appositamente.
Questo sistema è sicuramente razionale: il tavolino garantisce che, anche nell’affrontare delle curve o dovendo effettuare delle frenate brusche, la cesta resterà ben salda al suo posto, senza che l’augusto passeggero corra alcun rischio.
Anche il sedile per bebè, del tutto simile a quelle usato nelle vetture, è idoneo: occorrerà esclusivamente creare dei validi supporti che lo tengano ben ancorato e saldo: in questo caso l’utilizzo d’opportune cinture di sicurezza è consigliato.
Naturalmente la mamma o un altro passeggero dovranno comunque accomodarsi in dinette, stando vicino al bambino, così da venire incontro ad ogni sua esigenza.
Nei primi mesi il fenomeno del mal d’auto non si manifesta e questo è un dato di fatto quanto mai importante.
La temperatura e la circolazione dell’aria costituiscono invece dei fattori importantissimi, da tenersi in massimo conto.
Occorre che le condizioni di vita siano il più possibile simili a quelle di casa: un caldo eccessivo può causare problemi rispetto ad una temperatura di qualche grado inferiore rispetto a quella di casa.
Di questo dobbiamo tenere conto, così com’è necessario verificare, soprattutto in inverno, ma anche d’estate se ci rechiamo in qualche località montana soggetta a sbalzi di temperatura o a repentine modifiche del clima, che l’aria canalizzata funzioni al meglio così da limitare il più possibile la formazione di condensa e d’umidità.
Esiste un kit che, ad un costo quanto mai ridotto, consente di installare anche nella cellula abitativa un riscaldatore munito di ventola collegato con il radiatore del nostro mezzo. L’ho personalmente sperimentato e mi sono reso conto che è utilissimo, non solo in presenza di bambini piccoli, ma anche quando i passeggeri crescono, perché consente di ottenere un riscaldamento regolare anche durante medi o lunghi spostamenti durante la stagione fredda.
Qualche copertina di scorta o di ricambio, comunque non guasta ed è sempre meglio averla a bordo: il gas può improvvisamente esaurirsi e la temperatura interna abbassarsi senza che siamo in grado di porvi rimedio fino all’alba successiva.
Altro problema di un certo rilievo è quello collegato con l’alimentazione dell’ultimo nato.
Fino a quando a questa incombenza provvede direttamente la mamma eccessivi problemi non esistono, tutto avviene come a casa.
Se invece l’alimentazione è di tipo artificiale, occorre far ricorso a qualche accorgimento: del resto anche fra le quattro mura domestiche abbiamo dovuto correre ai ripari ed arrangiarci, perché questo non dovrebbe accadere quando siamo in camper?
Esistono in commercio degli scalda biberon a 12 volt in grado di essere utilizzati sia sulle vetture, sia sul nostro camper: funzionano assolutamente bene e non danno problemi di sorta.
Non volendo sostenere questa spesa, per scaldare o intiepidire il biberon si potrà sempre e comunque far ricorso al classico pentolino pieno d’acqua posto sul gas.
Il sonno rappresenta un’altra componente quanto mai importante, sia per il bebè, sia per tutti gli altri componenti della famiglia.
Trascorrere notti insonni non è assolutamente piacevole, figuriamoci se questo avviene in un ambiente piccolo quale è il camper.
La cesta della carrozzina è il luogo adatto per far riposare il "frutto del nostro amore" nei suoi primi mesi di vita, anche perché non rappresenterà per lui una novità e quindi non lo innervosirà.
I bimbi, infatti, nelle prime notti, possono soffrire per il cambiamento d’ambiente e risultare maggiormente nervosi ed irritabili.
Prima di partire per un viaggio impegnativo o per le vacanze, è comunque consigliabile consultare il pediatra, per ottenere dei consigli su come comportarsi, per verificare la compatibilità con la località nella quale ci vogliamo recare e per provvedere ad effettuare una scorta di medicinali che, al bisogno, potrebbero rivelarsi utili.
Il posto più consigliato per far dormire la "creatura" ed anche la mamma è la dinette e non certo la mansarda che presenta alcuni problemi legati alla libertà di movimento sia per quanto concerne l’allattamento, sia per la discesa durante le ore notturne.
Creare un ambiente tranquillo da occupare a turno dal coniuge che non si occupa in quel momento direttamente del bambino è utilissimo.
Papà e mamma, nei primi mesi, sono apprensivi e si gettano sul bebè non appena si muove o anche solo accenna a mettersi a piangere: è necessario imporsi un minimo di autocontrollo e di turnazione, soprattutto in ambienti piccoli qual è il camper.
Si deve riposare a turno: questo consentirà di essere più riposati e rilassati e di non trasformare la nostra vacanza all’aria aperta in un sofferto tour de force.
Se la situazione dovesse precipitare, allora sì che si giustificherebbe la presenza contemporanea di entrambi i genitori, altrimenti è meglio che almeno uno dei due continui a riposare, "fidandosi" dell’altro.
Questo vale soprattutto per le mamme…
Se il bimbo è solito svegliarsi durante la notte e piangere, il consiglio è quello di non parcheggiare il nostro camper a ridosso di altri mezzi, proprio per evitare di disturbare il sacrosanto sonno altrui.
A volte ce ne scordiamo, ma insomma, sono millenni che i bimbi nascono: il nostro, sicuramente, è il più bello, il più intelligente, il più vispo di tutti, ma per gli occhi e le orecchie dei nostri vicini, soprattutto durante le ore notturne, non sarà che un cucciolo di uomo come tanti altri e quindi non autorizzato ad intrattenere altri equipaggi con pianti e nenie impedendo loro di usufruire del meritato e necessario sonno.
Per cambiare il bebè il posto migliore è sempre il tavolo della dinette che è collocato ad un’altezza ottimale per questa operazione.
Esistono in commercio dei fasciatoi gonfiabili che consentono di cambiare il bimbo in una situazione di massima sicurezza e comodità.
Questi fasciatoi sono dotati di molte tasche che contengono tutto il necessario: dai pannolini ai fazzoletti detergenti, dalle creme al borotalco.
Insomma in poco spazio è possibile riporre tutto il necessario e soprattutto averlo a portata di mano al momento del bisogno.
Consigli pratici su cosa portare in camper possono sprecarsi, anche perché nessuno conosce meglio di mamma e papà il proprio piccolo e le sue esigenze, alcuni accorgimenti sono peraltro necessari.
Innanzi tutto fotocopiamo la cartella clinica che l’Ospedale ci avrà rilasciato al momento delle dimissioni e annotiamo su un quadernetto tutte le indicazioni che il pediatra ci avrà dato nei suoi primi giorni di vita.
Non dimentichiamo di annotare su un’agenda alcuni numeri telefonici indispensabili: quello del pediatra di fiducia e quello del reparto di pediatria dell’ospedale della nostra città, questi numeri possono rivelarsi utilissimi per vare dei consigli pratici e per non rischiare, per un nonnulla, di interrompere il viaggio.
Fotocopiamo pure il tesserino dell’ASL di nostro figlio ed inseriamolo fra le copie dei documenti che opportunamente conserveremo sul nostro mezzo, così come riproduciamo pure il suo primo tesserino anagrafico indispensabile per l’espatrio.
Anche una scorta di prodotti alimentari che solitamente utilizziamo per il bebè è quanto mai consigliata: succede, cambiando località, di non riuscire a trovare il prodotto che normalmente utilizziamo.
Questo fenomeno si può manifestare anche in Italia, è praticamente certo se ci troviamo all’estero: a volte cambia solo nome e confezione, perché il contenuto è sempre il solito, ma se siamo apprensivi non ci fideremo di modificare marca e prodotto ed allora ci troveremo costretti a percorrere chilometri e chilometri per trovare il prodotto che vogliamo, il che non è piacevole.
Un simpatico frugoletto di mia conoscenza, che ora scrive su questa stessa rivista, mangiava esclusivamente una certa marca di biscotti e non si lasciava "turlupinare" nonostante i trucchi più abbietti giustificati dall’emergenza: entrai in decine di negozi di splendide località pirenaiche senza riuscire a trovare nulla di simile (eppure la marca era di quelle note in tutto il mondo, almeno così credevo) con il risultato che non riuscii a gustare al meglio le vacanze e soprattutto spesi una barca di soldo in biscotti dal nome diverso (assolutamente uguali nel gusto, ma non di gradimento visivo del frugoletto) e ritrovai la pace solo dopo aver superato la frontiera di Ventimiglia.
Da allora non mi sono più fatto cogliere impreparato.
Non dimentichiamoci poi di conservare sul camper uno dei tanti manuali che sono in vendita e che costituiscono una sorta di enciclopedia del bambino e delle sue prime necessità: può anche darsi che non ci serva a nulla, ma potrà anche rivelarsi utile al comparire di piccoli problemi o per suggerirci delle soluzioni quando ci troviamo in località diverse da quelle dove abitiamo e quindi non in grado di rivolgerci con immediatezza alle persone che normalmente sanno consigliarci al meglio.
Ed ora mettiamo in moto il nostro mezzo: il viaggio inaugurale con il nostro bebè ci accoglie.
La nostra vita già è cambiata da quando ha fatto la sua comparsa, sperimenteremo ora come di modificheranno anche le nostre vacanze.
Man mano che crescerà dovremo adeguare il nostro mezzo alle sue esigenze e dotarci di altri oggetti e di altri accorgimenti: questo sarà oggetto di una prossimo articolo.
Per il momento sbizzarriamoci con latte e pappine, impratichiamoci nel cambiare pannolini e nel dondolare la creatura: sarà piccolo, peserà pochi chili, ma il suo spazio lo occupa tutto.
Sono stati sufficienti pochi giorni per rendercene conto: forse è giunto il momento di pensare alla coppia… o no?

 

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