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di Lucio Viganò
In questo numero di Insieme concludiamo la lunga carrellata
sulle principali infezioni informatiche esaminando nel dettaglio
un altro agente infettante, il trojan, assai attuale e non meno
pericoloso degli altri virus visti nelle puntate precedenti. Esso
deve il suo nome al mitologico cavallo di Troia, proprio perché
le modalità di azione del virus richiamano alla memoria quella
pagina della storia greca in cui Ulisse ideò appunto lo stratagemma
del cavallo di legno, utilizzato per penetrare nella città
di Troia. Esattamente allo stesso modo il trojan horse, o appunto
cavallo di troia, penetra nel computer sotto mentite spoglie, spacciandosi
spesso per programma innocuo se non addirittura utile; esso però
cela al suo interno il malware che è il vero obbiettivo del
trojan, installare ed eseguire il codice malevolo nascosto.
Come il virus propriamente detto, anche il trojan non è un
programma che si installa da solo, ma ha bisogno di un “veicolo”
che lo traghetti nel computer da attaccare, dato che l'utente deve
essere ignaro di ciò che sta avvenendo. Il trojan è
molto pericoloso perché la sua caratteristica principale
è quella di consentire all'hacker (termine molto utilizzato
per identificare il pirata informatico), di aprire un varco nel
PC in modo da consentirgli il completo controllo della macchina.
In che modo? L'utente, “vittima designata”, attraverso
la rete viene attratto, ad esempio, dall'offerta gratuita di copie
illegali di programmi comunemente in commercio e solitamente piuttosto
costosi, oppure di programmi di declamata utilità; in effetti
il software promesso viene effettivamente messo a disposizione,
ma durante la fase di installazione, in modo assolutamente trasparente
all'utente viene copiato sull'hard disk anche il trojan. Una volta
attivo, il virus crea una “porta virtuale”, attraverso
la quale l'hacker è in grado di penetrare all'interno della
macchina, impadronendosene senza che l'utente ignaro possa sospettare
qualcosa. Ovviamente, il controllo può avvenire solo quando
il PC è acceso e la connessione ad internet attiva!
Lo scopo di questa intrusione è sempre la stessa: creare
danni solo per il piacere di farlo, oppure impadronirsi delle informazioni
riservate contenute nel computer. Rispetto ai sistemi visti nelle
puntate precedenti, questa è semplicemente una variante.
In tempi abbastanza recenti, ha fatto la sua apparizione un nuovo
tipo di programma spia, che viene veicolato da un trojan installato
su un computer infetto e, come visto in precedenza, controllato
a distanza da un hacker: si tratta del keylogger. Come suggerito
dal termine inglese, un keylogger registra le sequenze dei tasti
premuti dall'utente, inviandole attraverso internet all'hacker in
“ascolto”; in questo modo, il pirata riesce a conoscere
tutta l'attività ed i movimenti effettuati dalla vittima
attraverso la tastiera: dai siti visitati ai files digitati nonché
tutte le diverse password di accesso utilizzate durante l'attività
in rete e non. Come si può ben vedere, lo scopo principale
delle infezioni informatiche è quello di carpire il maggior
numero possibile di dati riservati degli utenti presi di mira, dati
che poi serviranno per compiere tutti quei reati di cui sono piene
le cronache dei quotidiani.
Giunti al termine di questa lunga chiacchierata sull'argomento,
appare evidente che la fantasia dei pirati informatici è
oltremodo fertile nell'ideare sempre nuove strategie per portare
a compimento i propri disegni criminosi; occorre allora domandarsi
come trovare il modo per difendersi da queste minacce insidiose
e persistenti; nelle puntate precedenti si è accennato più
volte alla necessità di affidarsi ad appositi programmi,
gli antivirus, che tentano di contrastare l'avanzata del fenomeno
e di fornire una certa protezione ai PC sui quali sono installati;
questo è un buon inizio, ma non è sufficiente. Occorre
abituarsi ad assumere qualche buona abitudine, perché il
lavoro sia completo; ed allora:
- installare e, soprattutto, mantenere aggiornato l'antivirus; un
antivirus non aggiornato è un antivirus inefficace;
- evitare, se possibile, di visitare siti di dubbia provenienza
o moralità; in genere sono quelli che offrono software illegale
e dichiaratamente pirata. Anche i siti di materiale pornografico
sono una fonte inesauribile di malware;
- evitare di rispondere a messaggi di posta elettronica inviati
da sconosciuti, oppure che chiedono a vario titolo i nostri dati
riservati;
- non scaricare mai da internet programmi non specificatamente richiesti
e che non siano di provata utilità o necessità;
- mantenere aggiornato il sistema operativo del PC; quando una nuova
minaccia appare in internet, la casa produttrice rilascia in breve
tempo un aggiornamento specifico;
- tenersi informati su tutto ciò che avviene nella rete:
qualche rivista specializzata, ma anche qualche chiacchiera con
gli amici più informati può essere sufficiente.
Osservando abitualmente queste semplici precauzioni, il pericolo
di trovarsi in balia di qualche pirata informatico sarà veramente
assai remoto e tale da non destare alcuna preoccupazione durante
la navigazione nella rete.
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