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di Lucio Viganò
Nei precedenti numeri di Insieme (6 e 7/2008), abbiamo esaminato
da vicino le caratteristiche dei moderni schermi televisivi ad alta
definizione, di grandi dimensioni e con tecnologia al plasma o a
cristalli liquidi (LCD). Abbiamo così visto che in entrambi
i casi si tratta di prodotti di vera eccellenza e, nei rispettivi
modelli di punta, di apparecchi che possono tranquillamente essere
definiti “lo stato dell'arte” nel campo dell'intrattenimento
domestico.
Abbiamo esaminato pregi e difetti di entrambi, verificando che,
ognuno con le proprie caratteristiche, sono entrambi adatti all'utilizzo
domestico, pur considerando le differenze che possono far preferire
l'uno o l'altro dei due in rapporto alla collocazione nell'ambiente,
al modo di utilizzo e, non ultimo, al budget a disposizione.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un notevole sviluppo nella
tecnologia a cristalli liquidi che, eliminando o riducendo significativamente
i difetti ed i problemi iniziali, ha di fatto contribuito ad un
notevole miglioramento della qualità complessiva con un contestuale,
sensibile calo dei prezzi; oggigiorno gli esperti del settore ritengono
che, salvo sorprese dell'ultim'ora, la tecnologia LCD sia destinata
in futuro ad un predominio pressoché assoluto nel campo degli
schermi televisivi ad alta definizione.
Ma poiché nel campo dell'elettronica di consumo nulla può
essere considerato definitivo e nessun primato insuperabile, ecco
che all'orizzonte si profila un nuovo temibile concorrente che nel
giro di pochi anni potrebbe insidiare le posizioni di predominio
raggiunte dagli schermi LCD: la tecnologia OLED, appena uscita dalla
fase sperimentale, ancora afflitta da problemi che al momento ne
sconsigliano l'applicazione su larga scala negli apparecchi consumer,
ma che sta recuperando a grandi passi il divario che la separa dai
concorrenti.
Come accennato nello scorso numero di Insieme, cercheremo ora di
scoprire le caratteristiche di questa nuova tecnologia, per capire
se porterà realmente un'innovazione nel panorama dei prodotti
hi-end, o se, come peraltro già accaduto in passato in casi
analoghi, le aspettative iniziali saranno deluse.
Un po' di storia, innanzitutto; il termine OLED è un acronimo
e significa Organic Light Emitting Diode (diodo organico ad emissione
di luce) e sta a significare la capacità, da parte di alcuni
elementi di natura organica (la cui struttura molecolare è
costituita prevalentemente da carbonio), di emettere un flusso luminoso
se stimolati da una corrente elettrica appropriata. Contrariamente
a quel che si possa pensare, questa caratteristica non rappresenta
una novità nel mondo della scienza, essendo conosciuta fin
dal lontano 1987, sia pure a livello sperimentale; l'esordio nel
campo dei prodotti consumer è avvenuto all'inizio del mese
di marzo 2003 ad opera della statunitense Kodak, che ha presentato
la fotocamera digitale EasyShare LS633, equipaggiata da un monitor
OLED da 2,2 pollici.
L'idea di implementare questa tecnologia nei moderni schermi televisivi
è venuta come sempre dall'estremo oriente, dove colossi dell'elettronica
del calibro di Sony e Samsung sono arrivati ben oltre la fase di
sperimentazione e si accingono a presentare qualche modello di televisore
equipaggiato con questo tipo di schermo. Grazie alla caratteristica
sopra accennata e contrariamente agli schermi LCD, i cui pixel devono
essere retroilluminati per poter generare l'immagine, quelli di
uno schermo OLED emettono luce propria e questo costituisce un notevole
vantaggio, perché questa peculiarità elimina in un
sol colpo i difetti che affliggono i cristalli liquidi. Maggiore
luminosità, quindi, colori vividi e profondi ed un angolo
di visione di 180°; inoltre, esattamente come per gli schermi
al plasma, per generare il nero viene spento il pixel corrispondente
cosicché anche negli schermi OLED si otterrà un nero
profondo, totale, ideale per la visione dei film. Per questi motivi
il contrasto sarà quindi molto elevato. Di pari passo anche
l'effetto scia, che negli schermi LCD è causato dal tempo
impiegato per ottenere la rotazione del campo di polarizzazione,
nella tecnologia OLED come negli schermi al plasma è un difetto
sconosciuto.
Per finire, in un momento in cui vi è molta sensibilità
per i problemi energetici, si scopre con piacere che il consumo
di energia elettrica è circa il 40% di uno schermo LCD, a
tutto giovamento del bilancio familiare del consumatore. Vi sono
perciò tutte le premesse perché la tecnologia OLED
rappresenti per i prossimi anni il sistema perfetto, che racchiude
quanto di meglio l'elettronica moderna possa concepire, il tutto
in uno schermo televisivo ultra piatto, dello spessore addirittura
di pochi millimetri. Nel mese di ottobre 2007 Sony ha presentato
uno schermo OLED di 11 pollici e dallo spessore di soli 3 millimetri;
il costo ovviamente è in linea con le prestazioni: circa
1800 dollari.
Attualmente, però, questa tecnologia è ancora sconosciuta
ai più sia perché relativamente recente, sia perché
ancora argomento di studio per gli esperti e per gli appassionati
del settore. Nella fascia dell'elettronica di consumo non sono infatti
tuttora in commercio apparecchi equipaggiati con dispositivi OLED,
se si esclude qualche modello di lettore musicale MP3 e qualche
telefono cellulare di fascia alta. Questo perché i tempi
sono ancora prematuri, dato che le realizzazioni sono ancora al
livello di prototipi e non si prevede a breve termine la produzione
di schermi OLED su larga scala. Ciò è dovuto essenzialmente
alla presenza di alcuni problemi che devono essere ancora risolti
prima del lancio sul mercato; in primo luogo il costo dei processi
produttivi che, trattandosi come detto di una tecnologia ancora
nella fase iniziale, sono ancora troppo elevati; si parla di circa
il 50% in più rispetto ai concorrenti. Secondariamente la
durata dei pannelli OLED, che attualmente è notevolmente
inferiore alla durata media di uno schermo al plasma o LCD che,
come abbiamo visto nei precedenti articoli, è stimata in
circa 60.000 ore o più. È evidente quindi che la messa
in commercio di schermi televisivi con simili caratteristiche sarebbe
una mossa sicuramente affrettata, perché i costi elevati
allontanerebbero la maggior parte dei consumatori, anche se si tratta
di un prodotto di altissimo livello qualitativo e tecnologico.
Sappiamo bene però che le nuove tecnologie sono sempre inizialmente
molto costose, per poi gradualmente calare di prezzo sino a raggiungere
livelli più accessibili; andando a ritroso nel tempo vediamo
che è stato così per i primi TV a colori, per i primi
videoregistratori, per i primi lettori DVD e via discorrendo (chi
non ricorda il costo proibitivo dei primi supporti ottici?). È
auspicabile allora che nel giro di qualche anno anche gli schermi
OLED raggiungano costi più competitivi, consentendoci di
avvicinarci a questa promettente branca dell'elettronica di consumo.
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