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di Lucio Viganò
Durante il trascorso 2006 abbiamo assistito alla rapida ed impressionante
diffusione del navigatore satellitare tra gli automobilisti, complice
il consistente abbassamento dei prezzi e l'offerta di una vasta
gamma di nuovi apparecchi, tale da accontentare tutte le esigenze
ma, ancor più importante, tutte le tasche. Secondo i dati
emersi da recenti ricerche di mercato, nella sola Europa occidentale
si è avuto un incremento del 40% delle vendite rispetto all'anno
precedente, con quasi 7,5 milioni di nuovi apparecchi venduti, mentre
le previsioni per i prossimi anni indicano un dato tendenziale di
tutto rispetto.
Oggi il navigatore satellitare si è ulteriormente evoluto,
offrendo, oltre ad una grafica accattivante e numerose funzioni
semplificate, anche diverse utilità che per la verità
hanno poco a che vedere con l'esigenza di pianificare un viaggio.
Stiamo parlando della possibilità di riprodurre fotografie,
filmati digitali oppure mp3 (la musica codificata per l'ascolto
con il computer o i lettori digitali come l'Ipod - Insieme n°
2-2007); in alcuni è perfino implementata anche la funzione
vivavoce per i telefoni cellulari. Oggi, al costo di poche centinaia
di euro, è possibile acquistare uno strumento completo, versatile
e, perché no, anche bello a vedersi, con schermi generosi,
colori vividi e mappe tridimensionali.
Ma qual'è il loro principio di funzionamento?
I Navigatori satellitari sfruttano la tecnologia GPS (Global Positioning
System), sviluppata dagli Stati Uniti negli anni tra il 1970 ed
il 1993 per finalità esclusivamente militari. Dal 1991 la
tecnologia GPS è diventata disponibile ed utilizzabile per
scopi civili, tuttavia, per evitare che potesse essere sfruttata
per compiere atti terroristici, il segnale diffuso veniva intenzionalmente
degradato sino ad offrire una precisione di rilevamento non superiore
ai 100 metri; il servizio così strutturato ha preso il nome
di SPS (Standard Positioning System), per differenziarlo da quello
per uso militare chiamato PPS (Precision Positioning System) il
cui segnale, criptato ed inaccessibile, offriva una precisione nettamente
superiore, calcolata intorno ai 10 metri. Solo nel maggio del 2000
il Presidente Bill Clinton, con un proprio decreto, autorizzò
definitivamente l'abolizione del segnale degradato, decretando la
fine dell'sps e aprendo di fatto la strada alla rapida diffusione
dei sistemi GPS per uso civile.
La rete GPS si basa su una flotta di 24 satelliti non geostazionari
suddivisi in 6 gruppi di 4 ciascuno, che volteggiano a 20.200 km
sopra di noi con orbita di 12 ore; dei 24 satelliti, solo 21 sono
attivi, mentre gli altri 3 sono di scorta. Ognuno dei satelliti
della flotta, dotato di un orologio atomico al cesio di elevatissima
precisione, ad intervalli regolari invia a terra un segnale radio
ad alta frequenza, attraverso il quale comunica i dati relativi
alla propria posizione orbitale nonché l'ora esatta di trasmissione;
il navigatore riceve tali dati e li elabora, confrontando l'ora
del satellite con l'ora indicata dal proprio orologio interno. La
differenza tra i due orari indica il tempo impiegato dalle onde
radio a percorrere la distanza satellite-navigatore; essendo nota
la velocità di propagazione del segnale radio, il navigatore
è quindi in grado di stabilire la distanza che lo separa
dal satellite, determinando in tal modo un punto preciso nello spazio.
In nessun caso però un punto solo può tracciare una
posizione univoca, dato che è possibile ottenere tanti punti
aventi la medesima distanza dal satellite esattamente quanti sono
quelli rilevabili sulla superficie di una ipotetica sfera, che abbia
come centro la posizione del satellite stesso e raggio pari alla
distanza cui si trova il navigatore; perché si possa parlare
di univocità occorre rilevare la distanza da tre satelliti
per poter avere un rilevamento bidimensionale, mentre con quattro
satelliti (il caso del GPS), si ottiene un rilevamento tridimensionale
(latitudine, longitudine ed altitudine) e quindi un punto univoco
nello spazio. Questo punto corrisponde alle coordinate relative
alla posizione corrente del navigatore, con un scarto di 10-15 metri
rispetto alla reale posizione dello strumento, in linea con lo standard
GPS. Le coordinate così trovate sono quindi confrontate con
la cartografia interna, individuando il segmento di mappa corrispondente,
che viene mostrato sullo schermo del dispositivo nella sua veste
grafica finale.
É interessante sapere che ogni navigatore satellitare effettua
questa mole di lavoro una volta al secondo, in modo assolutamente
trasparente all'utente, a condizione però che non vi siano
ostacoli che possano interrompere la ricezione del segnale; è
questo il motivo che impedisce al navigatore di funzionare correttamente
quando si trova in mezzo a palazzi molto alti, su strade fittamente
alberate e nelle gallerie. Alcuni navigatori sono peraltro in grado
di funzionare anche in queste condizioni, ma devono poter supplire
alla momentanea assenza di segnale con la conoscenza dei parametri
di movimento del veicolo sul quale sono installati. Perché
questo possa avvenire, è necessario montare un sensore del
movimento delle ruote ed un sensore di retromarcia, così
da rilevare lo spostamento del mezzo di trasporto, che il software
del navigatore si incaricherà di interpretare opportunamente,
in attesa di poter nuovamente ricevere i dati dai satelliti.
Si può quindi facilmente intuire che l'accuratezza e la puntualità
nella realizzazione della cartografia ricoprono un ruolo fondamentale
nel corretto funzionamento del navigatore, perché una mappa
imperfetta o non aggiornata vanificherà sicuramente l'estrema
precisione del sistema GPS.
Ecco allora che dietro alla vendita dei navigatori satellitari si
cela un intenso lavoro, mirato al continuo aggiornamento delle mappe
terrestri, perché la morfologia del territorio è continuamente
modificata dalla normale attività umana ed altrettanto rapidamente
devono essere aggiornate le mappe utilizzate dai navigatori.
A questo provvedono ditte specializzate, che si occupano di tutte
quelle attività necessarie alla realizzazione della cartografia,
attraverso l'acquisizione delle mappe stradali dagli enti pubblici
proprietari nonché da riprese aeree o satellitari. Ma il
grosso del lavoro sul territorio viene svolto da numerosi veicoli
appositamente attrezzati e muniti di telecamere su ogni lato del
veicolo che, percorrendo in lungo ed in largo il territorio da mappare,
a cadenza fissa raccolgono milioni di immagini delle strade percorse,
da ogni angolazione possibile; questa enorme mole di dati viene
successivamente elaborata dai centri di produzione, sino ad ottenere
il prodotto finale.
Il risultato di tutte queste sinergie è ben rappresentato
dall'accessorio che oggigiorno costituisce il principale oggetto
del desiderio per moltissimi automobilisti, tra i quali devono essere
annoverate di diritto anche le decine di migliaia di camperisti,
formidabili macinatori di chilometri e certamente tra i principali
beneficiari di questa nuova tecnologia.
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