SCHEDE TECNICHE - VARIE
"La domotica"

di Lucio Viganò

Con questo numero di Insieme trattiamo un argomento affascinante, che nei decenni scorsi ha solleticato spesso la fantasia di scrittori e sceneggiatori di spettacoli cinematografici: parliamo dell’automazione, di quella particolare disciplina che si occupa di migliorare la qualità della vita delle persone, attraverso dispositivi, congegni o macchinari che svolgano tutte quelle attività noiose, ripetitive o pericolose al posto dell’uomo. Chi, da bambino, non è stato affascinato dai robot, quelle fantasiose macchine umanoidi che hanno stimolato l’immaginazione di intere generazioni di adolescenti, quando non esisteva ancora l’elettronica e il congegno più sofisticato che si potesse immaginare era l’ascensore?
Oggi l’automazione è una realtà ormai consolidata e considerata da tutti come assolutamente normale; pensiamo solo alle applicazioni in campo industriale, scientifico, ospedaliero, dove la robotica ha consentito ad esempio di velocizzare e perfezionare le catene di montaggio, o di eseguire interventi di microchirurgia dove la mano dell’uomo non è in grado di operare con altrettanta precisione e sicurezza, rendendo in tal modo possibili interventi impensabili sino a qualche anno fa. Tutti noi abbiamo sicuramente visto qualche volta in televisione quei robot radiocomandati, che sono impiegati in operazioni antiterrorismo per ispezionare pacchi sospetti alla ricerca di bombe, evitando agli artificieri di correre inutili rischi; oppure le moderne fabbriche di autoveicoli, con i robot che ormai sono parte integrante delle catene di montaggio e lavorano accanto agli operai in perfetta simbiosi.
La branca di cui ci occupiamo in questo numero di Insieme è però più alla portata della collettività, con scopi forse meno nobili di quelli che abbiamo visto sopra, ma sicuramente in grado di rendere più confortevole la vita quotidiana: la domotica.
L’etimologia della parola ci riporta al latino “domus” (casa), in associazione con il termine automatica o, secondo alcuni, informatica. La domotica è quindi quella scienza che si occupa di studiare, promuovere e diffondere tutte le tecnologie e gli strumenti idonei a rendere più confortevole e più sicura la vita tra le mura domestiche. L’interesse per questa scienza esiste da diversi decenni, molto prima cioè che la computerizzazione su larga scala dell’elettronica rendesse possibile il passaggio dalla teoria all’applicazione pratica. Già negli anni ’30 e ’40 le riviste specializzate riportavano schemi di abitazioni completamente gestite da dispositivi automatici, ma si era più nel campo della fantascienza che in quello della realtà; i sogni anticipavano parecchio la tecnologia. Si sapeva cioè cosa si sarebbe voluto fare, ma non si sapeva come.
Per comprendere gli enormi problemi che, sino all’avvento della miniatu-rizzazione e del transistor, ostacolavano ogni futuristico progetto, è suffi-ciente andare con la memoria agli albori dell’informatica, con l’invenzione del primo computer, l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Com-puter), progettato e costruito nel 1946 in Pennsylvania. Questo gioiellino dell’epoca, era meno performante di un Commodore Vic 20 dei primi anni 80 (i meno giovani se lo ricorderanno senz’altro; fu il precursore del mo-derno personal computer e portò la generazione di allora sulla strada dell’alfabetizzazione informatica); con le sue trenta tonnellate, occupava un’intera stanza e con le sue 18.000 valvole termoioniche dissipava un enorme calore, stimato in circa 200 kilowatt. Il calore era talmente elevato che esse bruciavano continuamente, rendendo necessaria una continua revisione e sostituzione delle valvole esauste.
Da allora si sono fatti progressi impensabili e finalmente l’idea di casa intelligente non è più una chimera, ma è diventata ormai una prospettiva a portata di mano. Sebbene non vi sia ancora concretamente una diffusione di massa della domotica, intesa come automazione totale, già numerose sono le applicazioni che ad essa si ispirano; si pensi ad esempio al telesoccorso, che da molti anni è una realtà per migliaia di persone anziane, sole e con limitata autosufficienza che possono, in caso di necessità ed urgenza, chiamare i soccorsi semplicemente premendo un pulsante su un dispositivo elettronico portato costantemente addosso; da tempo sono in commercio alcuni modelli di tende veneziane da esterni, quelle per intenderci che arredano i balconi creando uno spazio chiuso, che in caso di vento improvviso ed in assenza degli inquilini si avvolgono automaticamente, evitando di essere danneggiate; anche i moderni termostati elettronici programmabili so-no un esempio, sebbene elementare, di domotica applicata ai sistemi domestici di climatizzazione.
Ma la scommessa per il futuro è ben più ambiziosa, prevedendo una casa composta di elementi totalmente integrati fra loro, flessibili e controllabili da programmi specifici oppure a distanza, magari con una telefonata o un sms. La domotica è alla base del concetto di “Building automation”, ovvero “edificio intelligente” e si riferisce a quelle costruzioni che già in fase di progetto sono ottimizzate per l’integrazione e la gestione informatizzata dei dispositivi tecnologici di comune utilizzo. Grazie a questi scenari, è possibile immaginare che la moderna abitazione potrà prevedere la presenza di dispositivi che si occupino di gestire diverse aree di automazione; la sicurezza, ad esempio: sistemi antiallagamento, antincendio e antintrusione che operano autonomamente al verificarsi non già dell’evento, dato che sarebbe troppo tardi, bensì delle condizioni di preallarme; la variazione di alcuni parametri, memorizzati nel sistema, farebbe scattare in automatico le contromisure. Altro esempio, l’ambiente: climatizzazione, illuminazione, illuminazione di emergenza e gestione dei carichi elettrici, per prevenire ad esempio episodi di black-out con danni agli alimenti congelati, causati dall’interruzione della catena del freddo.
Benché, come accennato sopra, nella realtà attuale sia difficile immaginare che la domotica possa, nell’immediato futuro, divenire velocemente un fenomeno di massa, lo studio di questa scienza e delle sue applicazioni costituisce già il presente ed influirà sempre più profondamente nella progetta-zione e nella costruzione dei nuovi edifici, siano essi destinati ad abitazione domestica piuttosto che alle attività terziarie; anche l’evoluzione degli elettrodomestici, normalmente presenti nelle nostre case, porterà ad avere una nuova generazione di apparecchi che saranno provvisti della tecnolo-gia necessaria per renderli compatibili con gli indirizzi e gli scopi dell’home automation.
La previsione di una diffusione su larga scala della domotica, ha conse-guentemente reso necessario lo studio di uno standard di omologazione, cui dovranno ispirarsi ed uniformarsi i vari componenti del futuro, al fine di consentire una totale e completa integrazione e compatibilità tra di essi.
In Europa è nato da alcuni anni il Konnex (KNX), standard sorto nel 1999 dalla fusione di tre associazioni: EIBA (European Installation Bus Association), BCI (Batibus Club International) ed EHSA (European Home System Association). Scopo dell’associazione Konnex è la promozione, lo sviluppo e l’integrazione dello standard unico per la domotica, cui dovranno orientarsi i costruttori di componenti che vorranno ottenere la certificazione di qualità e di compatibilità delle periferiche; nel 2002 è nata la Konnex Italia, con il compito di promuovere, introdurre e diffondere lo standard sul territorio nazionale.
Come si può ben vedere, la tecnologia procede a grandi passi, discretamente ma costantemente, portando le prossime generazioni a veder realizzato il sogno dei nostri antenati, che immaginavano e sognavano le mura domestiche come un luogo estremamente confortevole e sicuro, nel quale poter trascorrere i momenti più belli della vita in compagnia dei propri cari.

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