| di Oreste Ottolini
Entrato con prepotenza nel settore automobilistico, installato prima
su vetture di fascia alta, ora disponibile a prezzi accessibili
anche su vetture di fascia media, installabile come optional anche
sui nostri camper, il sistema di navigazione satellitare può
veramente aiutarci nella guida e nella ricerca di località
senza però farci dimenticare l'utilizzo della "vecchia"
carta geografica, fedele compagna di tanti nostri viaggi.
In questo breve articolo cercherò di presentare in modo semplice
e dove possibile non tecnico, il funzionamento di questa stupefacente
apparecchiatura, ora alla portata di molti.
Il Global Positioning System (per brevità GPS) nasce dalla
ricerca di un grande gruppo americano (della Silicon Valley) per
esigenze militari degli Stati Uniti d'America ed è stato
utilizzato dalla Forze Armate per evidenti scopi di posizionamento
e di localizzazione ad alta precisione.
Negli ultimi anni è divenuto di libero dominio, perché
superato da sistemi più precisi ed evoluti, pur essendo tuttora
attivo per scopi militari di emergenza su un canale preferenziale.
Con il disenteresse dei militari cessava quindi lo scopo per il
quale era stato progettato, ma questo "ben di Dio" fù
subito sfruttato da alcune aziende commerciali che fiutando l'interesse
e lo sviluppo nel settore civile, si adeguarano alla progettazione
di ricevitori facilmente installabili su autoveicoli e natanti,
integrandoli di mappe più o meno sofisticate tali da identificare
il numero civico di una determinata via in una determinata città.
Non furono dimenticati anche gli escursionisti e vennero progettati
sistemi miniaturizzati quanto un telefono cellulare, strutturati
per fornire una serie ristretta di dati ma di notevole precisione.
Ma come funzione tutto il sistema?
Il GPS si basa sul posizionamento in orbita di una costellazione
di 30 satelliti, dei quali 24 operativi, che garantiscono la copertura
globale in qualsiasi parte del mondo e soprattutto una ricezione
a terra, indenne da disturbi ed interferenze. I satelliti sono posizionati
nello spazio in orbite tali che almeno cinque o sei di essi sono
"visti" dal nostro GPS, in qualsiasi parte del mondo ci
dovessimo trovare. Essi sono in grado di inviare dei segnali particolari
che ci permettono di identificarli e di segnare sulla mappa del
nostro GPS la loro posizione in orbita. Occorre anche dire che il
GPS, utilizzato normalmente al suolo, è in grado di ricevere
solo i segnali dei satelliti sopra l'orizzonte. La visuale del cielo
è quindi determinante per il buon funzionamento dello strumento
ed occorre ricordare che montagne, alberi o altri ostacoli diminuiscono
la possibilità di ricezione. Il segnale quindi si perde similmente
a quando si percorre una galleria, ma lo si riprende in automatico
all'uscita.
Fatto questa premessa vediamo cosa succede quando accendiamo il
nostro GPS, sia esso più o meno sofisticato. Innanzitutto
comincerà ad analizzare quanti e quali satelliti sarà
in grado di ricevere sopra la nostra testa e per questa operazione
impiegherà un paio di minuti. Poi, una volta identificati,
comincerà a "dialogare" con loro inviando e ricevendo
impulsi radio di elevata frequenza, scambiando reciproche informazioni.
Diciamo che starà lavorando per determinare la nostra posizione.
In pochi minuti avrà fatto il "punto" determinando
latitudine e longitudine se avrà dialogato almeno con tre
satelliti; aggiungerà anche l'altidudine se avrà agganciato
almeno quattro satelliti in modo simultaneo.
Occorre ricordare che il GPS in origine era stato progettato per
ottenere valori di altissima precisione (si parla di identificazioni
con un errore massimo di 30 centimetri) - Quando il GPS è
diventato di uso pubblico, il proprietario del sistema, che è
il Dipartimento della Difesa USA ha deliberatamente introdotto una
procedura di calcolo che rende meno precise la determinazione delle
coordinate, questo per ovvii motivi di sicurezza.
Rimane comunque accettabile senza compromessi per utenti di secondaria
importanza; ora la sua precisione, in dipendenza del tipo di ricevitore
utilizzato è compresa tra i quindici ed i quattro metri,
valore più che accettabile considerando il fatto che nessuno
degli utilizzatori sostiene il costo di alcun canone.
Il GPS è comunque in grado di svolgere altri servizi complementari,
oltre al suo obiettivo primario; la sua funzione di orologio è
estremamente precisa, essendo governata da un insieme di orologi
atomici la cui precisione è ritenuta assoluta e comunque
utilizzata come base di riferimento per calcolatori di altissima
precisione. Utilizzando proprio la funzione "orologio"
potranno essere determinati vari parametri, quali la velocità
dei nostri spostamenti, le distanze percorse, il valore medio di
crociera, il tempo impiegato, segnare fisicamente sulla sua mappa
il tragitto con una serie continua di punti, tale da permetterci
di rifare perfettamente il percorso in senso inverso. Lo possiamo
utilizzare anche come semplice ma precisissima bussola logicamente
non influenzata da campi magnetici.
Abbiamo quindi in auto o in tasca uno strumento davvero eccezionale,
le cui prestazioni continueranno a migliorare con l'avvento anche
del nuovo sistema satellitare Europeo; prepariamoci quindi a grande
cose, ma non dimentichiamo la "vecchia e cara" carta geografica
che per anni ci ha permesso di progettare i nostri itinerari facendoci
poi navigare per le strade di tutto il mondo. Sarebbe anche un poco
triste se in un futuro quanto mai prossimo saremo costretti a muoverci
solo con l'ausilio di questi precisi ed infallibili strumenti. Il
pensiero corre a mia moglie che nei nostri spostamenti è
la navigatrice. Come saranno monotoni i nostri itinerari senza le
immancabili discussioni per una strada sbagliata o per un errata
lettura della carta geografica.
Personalmente penso che continuerò a fidarmi di lei e della
sua cartina anche se ogni tanto l'occhio corre al display del GPS
per vedere che si proceda nella giusta direzione.
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