SCHEDE TECNICHE - VARIE
"I codici QR"

di Lucio Viganò

Quando ci rechiamo al supermercato per i nostri acquisti e ci avviamo alle casse per il pagamento, tutti noi siamo abituati da parecchi anni alle operazioni di identificazione della merce e del relativo prezzo da pagare, svolte dalla cassiera che fa passare ogni articolo su uno speciale scanner a raggi laser il quale, identificato l'oggetto, emette un segnale acustico ed istantaneamente mostra sul display la denominazione commerciale della merce ed il prezzo finale da pagare. L'operazione, che avviene in una frazione di secondo, è completamente automatizzata ed a prova di errore e può avvenire solo grazie al codice a barre (quella sequenza di righe verticali di diverso spessore con un codice numerico riportato sul lato inferiore), che troviamo comunemente posizionato sulla confezione esterna di tutte le merci in vendita. Il suo utilizzo consente di svolgere le operazioni di cassa in modo efficiente ed estremamente veloce, gestendo in tal modo notevoli flussi di merci in uscita, come è tipico dei grandi magazzini e dei centri commerciali.
La data di nascita del precursore del moderno codice a barre è piuttosto remota, datandosi nel 1948 ad opera di due studenti universitari americani; tuttavia, non essendo all'epoca disponibili strumenti di lettura e decodifica adeguati, il sistema non si rivelò efficace a causa di errori ed imprecisioni, che ne compromettevano l'affidabilità. Si dovette attendere fino ai primi anni 70 per vedere finalmente il debutto di questo moderno strumento di gestione dei magazzini: per la cronaca, è stato un pacchetto di gomme americane, nel lontano 26 giugno 1974, ad essere venduto in un negozio dell'Ohio (Stati Uniti D'America) utilizzando il sistema di lettura a codici a barre.
Nella sua lunga evoluzione, questo metodo di classificazione ha subito processi di perfezionamento ed internazionalizzazione, di pari passo con la globalizzazione dei mercati. Attualmente vi sono diversi sistemi di codifica, che dipendono particolarmente dal tipo di merce classificata nonché dal suo ambito di diffusione. Uno dei più diffusi sistemi di codifica delle merci è l'EAN (European Article Number), utilizzato principalmente nella grande distribuzione; è composto da tredici cifre di cui le prime tre identificano il paese di provenienza (non necessariamente coincidente con il paese di produzione), le successive quattro l'indirizzo del produttore o del fornitore, mentre le successive cinque cifre si riferiscono all'articolo vero e proprio. L'ultimo numero è un codice di controllo e serve per impedire errori di lettura.
I limiti di questo metodo di codifica sono principalmente due: la necessità, per la lettura e la decodifica, di disporre di uno scanner - sia pur piccolo e maneggevole, come quelli portatili di ultima generazione - ed il fatto che il codice deve essere stato precedentemente “caricato” in un database (archivio informatico) perché possa essere correttamente interpretato in fase di lettura. Queste limitazioni hanno relegato questo sistema all'utilizzo professionale, escludendo ogni applicazione al di fuori di questo ambito.
Negli ultimi trent'anni, quindi, complice l'avvento e lo sviluppo dei sistemi informatici, il codice a barre è stato l'indiscusso protagonista dei moderni sistemi di catalogazione ed immagazzinamento delle merci, avendo sempre svolto egregiamente il proprio lavoro. Fino ad ora.
All'orizzonte si sta profilando infatti una rivoluzione che presto potrebbe mandare in pensione, dopo tanti anni di onorato servizio, il nostro codice a barre, sostituito da un sistema di catalogazione e di codifica più adeguato alle esigenze moderne, in grado di immagazzinare molti più dati del suo predecessore, che possa infine essere letto e decodificato senza dover necessariamente ricorrere allo scanner a raggi laser.
Stiamo parlando del codice QR (in inglese Quick Response, Risposta Rapida), che comincia timidamente a fare capolino un po' ovunque. Il QR è un codice a struttura bidimensionale, inventato nel 1994 dalla società giapponese Denso-Wave e si sta rapidamente diffondendo grazie alla particolarità di poter codificare fino a 4296 caratteri alfanumerici e alla possibilità di essere letto dai telefoni cellulari evoluti (gli smartphone) dotati di fotocamera, sui quali sia stato installato un apposito software di decodifica.
Visivamente rappresentato da un quadrato di dimensioni variabili, contiene al suo interno una serie di piccoli quadratini bianchi e neri, disposti senza una logica apparente sino a formare un'immagine astratta, una sorta di labirinto senza significato. Ma se viene inquadrata da un telefono cellulare predisposto, ecco che la sequenza senza senso si trasforma, restituendo la frase originaria. Gli sbocchi e le possibilità offerte da questo nuovo strumento si possono solo immaginare e aprono il campo alla più fervida fantasia; si possono codificare indirizzi mail, biglietti da visita completi, indirizzi di siti internet; poiché il telefono cellulare è ormai parte integrante della vita quotidiana e vive in perfetta simbiosi con ciascuno di noi, è facile immaginare l'enorme potenzialità di questo sistema per lo scambio di informazioni le più disparate, vista la grande facilità di accesso alla procedura, alla portata di chi abbia un cellulare di ultima generazione, un pc, una stampante ed una connessione ad internet, vale a dire alla gran parte della popolazione attiva mondiale.
In internet, all'indirizzo http://www.qurify.com/it, è possibile creare un codice QR digitando qualsiasi informazione si voglia: immediatamente appare il codice QR corrispondente; sotto forma di immagine il codice può essere scaricato sul pc e stampato da qualsiasi stampante. Possiamo così creare ad esempio il nostro biglietto da visita, pronto per essere scambiato con chiunque abbia un cellulare predisposto; basta inquadrarlo con la fotocamera e le informazioni contenute possono essere memorizzate nella rubrica del telefono, senza fastidiose digitazioni.
A Venezia, per esempio, è stato inaugurato un nuovo sistema di informazioni per turisti basato su codici QR; si è guidati alla scoperta di una parte della città attraverso un percorso prestabilito con l'aiuto del proprio telefonino e dalla rete wi-fi cittadina. È sufficiente riprendere con la fotocamera del cellulare il codice QR impresso su una serie di piastrelle piazzate su lampioni o insegne turistiche per scaricare informazioni in italiano o in inglese sul luogo in cui ci si trova o su come raggiungere il punto di interesse più vicino.
Il settimanale Panorama, dal numero in edicola venerdì 11 dicembre 2009, ha iniziato l'utilizzo in grande stile dei codici QR per memorizzare gli indirizzi web dove sono visibili i filmati relativi agli articoli pubblicati. Come ben si sa, digitare l'indirizzo internet di un sito può facilmente condurre ad errori di battitura, in particolar modo se lo si fa con la tastiera di un cellulare; se però l'URL richiesto è codificato con un codice QR, basta inquadrarlo con un telefonino abilitato ed immediatamente il codice viene interpretato e l'indirizzo visualizzato; basta la pressione di un tasto per essere collegati via internet, immediatamente e senza errori.
A titolo di esempio, di seguito si può vedere il nome del nostro Camper Club generato da un codice QR: è sufficiente inquadrarlo con uno smartphone su cui sia stato installato il necessario software e, come per magia, apparirà la frase “Camper Club La Granda”. Provare per credere!

Attenzione, però! È fondamentale dotarsi del programma di decodifica! Numerosi siti offrono gratuitamente il software necessario; occorre solo verificare che sia stata rilasciata la versione compatibile con il proprio modello di telefonino, dopodiché si deve scaricare ed installare il programma sul cellulare per poterlo utilizzare.
Alcuni siti mettono a disposizione, in forma gratuita, i programmi di lettura e decodifica di codici QR: su http://reader.kaywa.com/, è possibile, attraverso una procedura un po' complicata in lingua inglese, scaricare il software più appropriato per il proprio cellulare; il sito http://www.i-nigma.com/personal/devices.asp?lang=it, utilizzato anche dalla rivista Panorama per promuovere tra propri lettori l'utilizzo dei codici QR, distribuisce il software molto comodo da scaricare, facile da usare e molto efficace.
Un'altra valida alternativa la possiamo trovare su:
http://www.quickmark.com.tw/En/basic/index.asp.
Non resta che provare, divertendosi a sperimentare le infinite applicazioni di questa nuova tecnologia contribuendo nel contempo alla sua diffusione, come è avvenuto e sta avvenendo un po' in tutto il mondo.
Se non altro, quando vedremo impressa da qualche parte un'immagine raffigurante un codice QR, sapremo esattamente di che cosa si tratta.

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