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di Beppe Tassone
L’inverno è la stagione romantica per antonomasia:
il camper sa esaltarla al punto che è praticamente impossibile
resistere all’idea di trovarsi in una località montana
a bordo di un’autocaravan, con la neve che fiocca, la stufa
che funziona alla perfezione, un bicchiere di whisky in mano, un
bel libro da leggere ed una lunga notte davanti da trascorrere in
piacevole compagnia.
Un quadretto senza dubbio intrigante, l’augurio è che
possa realizzarsi per tutti e che, soprattutto, certe uscite con
il camper in inverno non si trasformino in una via crucis fuori
stagione, magari a venti sotto zero con il mezzo bloccato e la moglie
che rivendica a gran voce il suo diritto a vivere in pace, fra le
mura di casa o in un’ospitale camera d’albergo.
Attrezzarsi per il meglio può essere utile, soprattutto se
si decide di abbandonare le solite località collinari, magari
per avventurarsi verso paesetti d’alta montagna, dove la colonnina
del termometro può anche abbassarsi e di molto, la strada
ghiacciare ed il nostro mezzo trasformarsi un frigorifero.
Insomma il camper è stato costruito ed ideato anche per la
stagione invernale, occorre un pizzico di buon senso ed anche saper
ascoltare i consigli di chi certe situazioni le ha già vissute
per evitare rischi e guai.
Come dice il proverbio: "Uomo avvisato…", con quel
che segue.
Per prepararsi al meglio alle uscite invernali, occorre innanzi
tutto preoccuparci dello stato del nostro camper, partendo dal basso,
cioè dai pneumatici.
I PNEUMATICI
Le gomme sono importantissime in tutte le stagioni dell’anno,
dalla loro tenuta dipende moltissimo, anche perché lo scoppio
di un pneumatico in velocità può causare guai anche
molto grossi.
In inverno lo stato dei battistrada è molto importante, soprattutto
in previsione di dover percorrere chilometri su strade innevate
o ghiacciate, magari non egregiamente sgomberate, oppure di venirsi
a trovare nel bel mezzo di una perturbazione meteorologica.
Esistono sul mercato pneumatici da neve anche per i camper, in queste
ultime settimane la "Michelin", ad esempio, ha proposto
un nuovo prodotto, "Agilis snow –ice", ideato per
chi vive in regioni caratterizzate da lunghi periodi invernali con
condizioni di circolazione particolarmente gravose.
In questo caso la mescola è stata rinforzata con particelle
di silice, consentendo al battistrada di mantenere una maggiore
stabilità.
Chi non vuole dotarsi di pneumatici invernali, deve assolutamente
preoccuparsi dello stato di usura delle gomme: a volte sono sufficienti
pochi centimetri, anche solo di neve marcia, per impedire al nostro
mezzo di proseguire e, se la strada è in salita, il rischio
è quello di trovarsi di traverso lungo la carreggiata, mettendo
a repentaglio la nostra e l’altrui incolumità.
LE CATENE DA NEVE
Per percorsi in quota le catene non devono comunque mai mancare,
anzi occorre tenerle a portata di mano.
Normalmente si aspetta fino all’ultimo prima di decidersi
a montarle, quasi che dietro la curva, invece di altri cumuli di
neve potessimo trovare uno splendido paesaggio tropicale.
Più si attende a montarle, più la situazione può
precipitare, anche perché potremmo venirci a trovare in situazioni
particolari, con strade strette, altri mezzi bloccati o addirittura
percorsi improvvisamente in forte pendenza con annesso rischio di
non riuscire a stabilizzare il mezzo.
Le catene, assicura la pubblicità, sono tutte di facilissimo
montaggio: sarà, ma a volte stentiamo a crederci.
Nel momento del bisogno, magari sotto una copiosa nevicata, al buio
o in condizioni di forte difficoltà, non è difficile
andare in tilt ed allora anche la catena da neve più semplice
diventa peggio di un rebus.
Allenarci una o due volte a montarle può dunque rivelarsi
assolutamente utile: susciteremo magari l’ilarità di
qualche passante che ci vedrà intenti, in una giornata autunnale,
ad installare le catene sul nostro mezzo, ma è meglio sopportare
qualche sogghigno, che dover sudare le proverbiali sette camicie
mentre già è la neve ad inzupparci.
Approfittiamo della "prova" autunnale per indicare chiaramente
su ognuna delle due catene su quale gomma debba essere montata ed
anche per scrivere su un foglio da depositare nella loro sacca quali
siano le ruote motrici. Farà ridere, ma se siamo soggetti
a lasciarci prendere dal panico in situazioni difficili, potremmo
anche porci la domanda: "Bisogna installarle sulle gomme anteriori
o su quelle posteriori?"
Qualcuno sorriderà, altri in questo momento staranno annuendo:
a molti è successo…almeno la prima volta.
In previsione di dover installare le gomme, o comunque di dover
intervenire in situazioni di particolare difficoltà meteorologica
o anche di notte, alcuni oggetti dovranno trovare ospitalità
sul nostro mezzo: un telo per potersi sdraiare sopra, una piccola
pala, dei guanti, i cunei per bloccare le ruote, un fornelletto
da cucina con piccola bombola, qualche straccio, dei prodotti sgrassanti
per le mani ed una potente torcia, ovviamente con le batterie in
efficienza.
Al contrario che in estate, durante la brutta stagione i pneumatici
debbono essere leggermente sgonfi, questo per aumentare l’attrito,
ma non occorre assolutamente esagerare.
LA MECCANICA
Anche la meccanica deve essere controllata: i consigli in questo
caso non sono molti.
Innanzi tutto nel radiatore occorre che la percentuale di anticongelante
sia quella richiesta, così come è necessario aggiungere
liquido specifico, o alcool denaturato, nel serbatoio del lavavetri.
Le batterie sono soggette a maggior utilizzo, prima di partire è
utile controllarne stato e livelli.
L’olio merita un momento di attenzione: per quello del motore
occorrerebbe sostituire al normale "Multigrade" uno specifico
per basse temperature, sul tipo del "20 W 30" e, per quanto
riguarda quello del cambio, è consigliato utilizzare quello
sintetico.
Particolare attenzione al carburante: se si debbono affrontare temperature
particolarmente rigide può essere utile asportare il filtro
del gasolio che si trova all’interno del serbatoio, così
da evitare la formazione di paraffina e poi di ricordarsi di trattare
il carburante con degli additivi specifici oppure di aggiungere
ad ogni pieno un litro di benzina super.
L’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
Spostiamoci ora all’interno della cellula abitativa, quella
che sarà la nostra casa durante le vacanze invernali, augurandoci
di potervi trascorrere ore serene lontani da rischi di raffreddore
o di reumatismi.
Il turismo invernale all’aria aperta dà sicuramente
molte soddisfazioni, ma necessita di qualche spesa e di una buona
attrezzatura, soprattutto se non si vogliono correre rischi gratuiti.
Dicono gli esperti, ed hanno sicuramente ragione, che il veicolo
ricreazionale non è stato studiato dalle case costruttrici
per situazioni climatiche estreme, siano essere estive come invernali,
per cui è necessario apportare delle modifiche che lo rendano
il più possibile idoneo.
In inverno è essenziale che l’impianto di riscaldamento
funzioni al meglio: in questo caso occorre prestare attenzione ad
alcuni fattori di estrema importanza.
La stufa deve trovarsi in condizioni ottimali, libera dalla polvere
che può essersi formata nella stagione estiva, soprattutto
con le batterie necessarie per l’accensione in piena efficienza.
E’ consigliabile avere sempre con noi delle pile di riserva,
anche perché se si dovessero scaricare ben difficilmente
riusciremmo ad accendere l’impianto di riscaldamento.
Enorme attenzione occorre anche prestare all’impianto dell’aria
canalizzata: verifichiamone lo stato, sdraio o altro materiale inserito
nei gavoni durante l’estate potrebbe aver provocato qualche
rottura nelle condutture, è consigliabile accorgersene per
tempo e correre ai ripari.
Diamo pure un’occhiata a tutto l’impianto di canalizzazione,
assicurandoci che aderisca il più possibile all’impianto
idrico, così da scongiurare che le tubazioni dell’acqua
possano ghiacciare.
E’ ovvio che l’impianto di ventilazione deve sempre
essere lasciato in attività, così da assicurare una
buona distribuzione del calore in tutte le parti del nostro mezzo
eliminando oltre tutto il più possibile il fastidioso fenomeno
della condensa.
Normalmente l’impianto di ventilazione consente una regolazione:
non è necessario che la ventola "giri" al massimo,
anche per evitare inutili consumi di energia, cerchiamo di dosarla,
dando anche un’occhiata al serbatoio del gas.
L’IMPIANTO A GAS
Se la nostra sosta invernale è prolungata e il nostro impianto
è dotato di bombolone GPL dobbiamo prestare il massimo dell’attenzione
al consumo: verifichiamo quanto gas viene bruciato al giorno, così
da evitare non solo di rimanere senza, ma anche di veder scendere
di molto il suo livello.
Il GPL, infatti, è costituito da una miscela di gas dei quali
il propano è uno dei componenti: quest’ultimo tende
a bruciare per primo, così che nel bombolone rimarranno alte
percentuali di altri gas che tendono a gelare anche a temperature
non molto rigide.
Più si abbassa il livello nel serbatoio, maggiore è
la percentuale di butano, la fiammella allora diventa sempre più
tenue ed il rischio che la stufa possa anche spegnersi o comunque
a non scaldare diventa concreto.
Il rischio è assolutamente minore per chi alimenta l’impianto
di riscaldamento con bomboloni, è sufficiente procurarsi
quelli di propano puro per dormire sonni tranquilli, anche qui ricordandoci
di avere sempre con noi una bombola di scorta, in certi casi, al
freddo, la notte è proprio lunga…
Altro rischio che può presentarsi in situazioni estreme è
quello che il gas contenuto nel bombolone, anche se quasi tutto
pieno, possa gelare.
Prestando il massimo dell’attenzione, può essere sufficiente
accendere una candela o anche solo un accendino sotto il serbatoio
per farne immediatamente alzare la temperatura, consentendo la ripresa
del flusso del gas.
Volendosi comunque recare in alta montagna può essere utile
dotare l’impianto a gas di un bocchettone esterno che consenta
di alimentare la stufa, i fornelli ed il boiler anche attraverso
una bombola.
GLI SCURI E LE PROTEZIONI TERMICHE
Per quanto concerne la vivibilità del nostro mezzo a basse
temperature, un importante ruolo giocano anche gli scuri.
Debbono essere termici e, a temperature basse, meglio ancora se
abbiniamo a quelli interni anche quelli esterni.
E’ importante utilizzare durante la notte il divisore termico
tra la cabina e la parte abitabile: così facendo otterremo
un ambiente molto più piccolo e quindi ancora più
facile da riscaldare.
L’IMPIANTO IDRICO
Anche l’impianto idrico merita alcuni accorgimenti.
Già abbiamo scritto della necessità di proteggere
i tubi dell’acqua dal rischio gelo facendo correre al loro
fianco le canalette dell’aria forzata.
Questo peraltro può non essere sufficiente per garantirci
la piena funzionalità del mezzo a temperature molto rigide.
Infatti potrebbe verificarsi, non è assolutamente improbabile,
il fatto che l’acqua contenuta nei serbatoio di recupero geli
formando una sorta di tappo che impedirà il deflusso dai
nostri lavandini. In questo caso saremo costretti ad utilizzare
bicchieri o tazze per scaricare l’acqua nel water.
A volte non esiste alcun accorgimento in grado di consentire di
affrontare temperature particolarmente rigide ma si rivelerà
sicuramente utile, se non altro per favorire il disgelo durante
le ore più calde, inserire nel serbatoio di recupero o sostante
anticongelanti oppure una miscela di sale grosso da cucina e di
alcool.
Comunque se la temperatura nella notte sarà particolarmente
rigida nulla impedirà al serbatoio di gelare.
Accorgimento utile potrebbe essere quello di inserire due deviatori
sotto ognuno dei lavandini, così da creare un nuovo scarico
diretto: ovviamente in questo caso dovrà essere utilizzato
un serbatoio volante di recupero.
Questa soluzione, se si vogliono trascorrere più giorni in
alta montagna in posti estremamente freddi, ad esempio Livigno,
è forse la migliore e quella meno costosa.
Altri accorgimenti possono essere quelli di coibentare i serbatoio
di scarico, oppure, addirittura, di inserire delle resistenze a
12 volt, oppure ancora di modificare il percorso dell’aria
canalizzata, ma paiono assolutamente sproporzionati per il costo
o per altri rischi che potrebbero produrre.
IL RISCALDAMENTO DELLA CELLULA DURANTE IL VIAGGIO
Problema non secondario è quello di riscaldare mentre si
viaggia, la cellula abitativa: alcuni lasciano accesa la stufa,
correndo grossi rischi, altri cercano di riscaldare al massimo la
cabina col pericolo di cuocere pilota e patner e comunque non riuscendo
a raggiungere i passeggeri della cellula, che, il più delle
volte, sono i nostri ragazzi.
Accorgimenti consigliati sono due: il meno costoso, ma con risultati
inferiori, è quello di prolungare, anche in modo artigianale,
il bocchettone di riscaldamento della cabina facendolo giungere
fin nella cellula, sicuramente la temperatura si alzerà di
qualche grado.
Altra soluzione, senza dubbio razionale anche se un poco costosa,
è quella di inserire un secondo radiatore, posizionandolo
in un gavone della dinette, prolungando la circolazione di quello
del motore ed inserendo una ventola a velocità variabile
azionata dalla cabina.
Con questo sistema, utilizzato normalmente nelle ambulanze e che
in molti mezzi e già di serie, si riuscirà a riscaldare
il camper senza difficoltà ed anche a controllarne la temperatura.
Oltre tutto questo metodo si rivelerà un sistema di riscaldamento
di emergenza nel caso dovesse terminare il gas di notte o rompersi
la stufa.
Sarà sufficiente mettere in moto il mezzo (allontanandosi
ovviamente dagli altri) per ottenere un minimo di riscaldamento
in grado di consentirci di attendere l’arrivo del nuovo giorno.
IL BOILER E LA SOSTA
Il boiler in inverno non dà particolari problemi, unico consiglio
è quello di farlo funzionare ogni tanto: non dimentichiamoci
che al suo interno vi sono parecchi litri di acqua a contatto con
una parete soggetta al gelo esterno.
Particolare attenzione a scaricare tutta l’acqua quando, giunti
a casa in luoghi ove la temperatura scende comunque sotto lo zero,
si parcheggia il camper lasciandolo con l’impianto di riscaldamento
spento.
Occorre eliminarla tutta, utilizzando lo scarico diretto dei serbatoi
e del boiler e lasciando aperti i rubinetti, sia quelli dell’acqua
fredda che di quella calda. Solo così si avrà la certezza
che tutta l’acqua è stata scaricata.
Prima di andare via sarà comunque utile far girare a vuoto
per qualche secondo la pompa, andare a dare un’occhiata alla
doccetta (se la dimenticano sempre tutti!) ed inserire un tappo
di sughero nella valvola del water, così da lasciarla un
pochino aperta.
ALCUNI CONSIGLI PRATICI
Questi i consigli più importanti, cose sicuramente conosciute
da tutti i camperisti, ma che certe volte può essere utile
rammentare.
Alle mogli, vero angelo del focolare ed anche dell’autocaravan,
tocca ora inventarsi quegli accorgimenti, che costituiscono un "pizzico
in più", al limite un’occasione per essere imitati
e magari anche invidiati per l’inventiva.
Proviamo a svelarne alcune di queste trovate che in questi anni
abbiamo potuto sperimentare di persona salendo e scendendo da decine
di camper.
Protezione dei letti, soprattutto di quello della mansarda che,
poggiando sulla cabina solitamente non molto riscaldata, possono
rivelarsi freddi.
E’ sufficiente inserire sotto il materasso, quale intercapedine,
una fodera con all’interno il medesimo materiale utilizzato
per la realizzazione degli scuri termici.
Pavimento particolarmente freddo: disporre dei tappeti di moquette
modulari e quindi facilmente sostituibili, man mano che si inzuppano
di neve o di pioggia.
Sacca di pronto intervento per abiti fradici: lasciare vicino ad
un bocchettone di aria forzata la biancheria di ricambio soprattutto
dei bambini. Quando giungeranno bagnati fradici avremo qualcosa
di tiepido con il quale rivestirli, evitando magari l’insorgere
di un potente raffreddore.
Questi ed altri accorgimenti caratterizzano la vita dei camperisti.
In inverno, in condizioni estreme, uno sguardo dovrà comunque
essere dato al nostro guardaroba cercando di renderlo il più
possibile adeguato alle temperature che sappiamo troveremo e nel
contempo assicurandoci di possedere adeguati ricambi.
Anche i piumoni termici ed i sacchi a pelo possono essere migliorati
aiutandosi con un pochino di velcro.
L’inserimento di un lenzuolo opportunamente modulato all’interno
non trova fondamento solo in ragioni d’igiene, ma anche in
motivazioni di carattere pratico.
Non è raro, infatti, che, temendo il troppo freddo, si alzi
a dismisura la temperatura interna ed allora la sudorazione aumenta,
così come cresce in presenza di piccoli malesseri o di raffreddori.
L’inserimento di lenzuola all’interno dei piumoni consente
un veloce ricambio e nel contempo assicura contro l’umidità.
COSA NON BISOGNA PROPRIO FARE
Un capitolo a parte meritano le "cose da non farsi assolutamente",
quelle azioni inconsulte che a volte possono anche sfociare in tragedia.
Innanzi tutto bisogna guardarsi anche solo dal pensare di andare
a chiudere con carta adesiva, nailon o altro le prese d’aria
del nostro mezzo.
La stufa e la cucina, oltre alla nostra presenza, consumano ossigeno,
è assolutamente necessario assicurare uno scambio d’aria;
chiudendo le prese d’aria di serie del nostro mezzo non ne
innalziamo la temperatura, in compenso aumentiamo e di molto i rischi
per quanti lo abitano, soprattutto nelle ore notturne.
Eventuali stufe aggiuntive debbono essere elettriche, ne esistono
in commercio alcune a bassissimo consumo (circa 600 watt) in grado
di reggere i limitatori dei campeggi, ma evitiamo di "fare
la scoperta" di portare stufette a gas che, consumando direttamente
l’ossigeno presente nella cellula e non alimentandosi all’esterno,
sono di pericolosità estrema.
Quando si cucina occorre tenere aperta, anche per poco, la finestra
o almeno la ventola di aspirazione: oltre al ricambio di aria, questo
accorgimento eviterà la formazione di condensa su tutte le
pareti.
Discorso a parte meritano i diffusori di aria che si trovano nella
cabina: soprattutto in presenza di vento è consigliabile
tenerli chiusi, tramite loro, infatti, si incuneeranno nel nostro
mezzo veri e propri spifferi destinati ad abbassare di molto la
temperatura nel vano di guida, soprattutto se già avremo
provveduto ad isolarlo dal resto del camper con gli scuri termici.
L’EMERGENZA
Se poi, nonostante tutte le precauzioni, nel bel mezzo di una gelida
notte rischiarata da una splendida luna viene a mancare il gas e
comincia a far freddo dentro il mezzo?
A volte essere prudenti può non bastare, ma essere previdenti
non guasta.
Un accorgimento sarà quello di posizionare dei plaid sulle
pareti del camper, utilizzando, per appenderli, carta adesiva o
le porticine degli armadietti e poi di riunire il più vicino
possibile tutta la famiglia.
Pur tenendo conto che il caldo tende sempre ad andare in alto, non
è comunque consigliabile che, in questa situazione estrema,
l’intero nucleo famigliare trovi rifugio in mansarda: questa
parte del mezzo, infatti, per la sua posizione rischia di trasformarsi
in una sorta di celletta frigorifera. E’ consigliabile invece
restare in dinette usufruendo del lettone centrale, in attesa che,
con l’arrivo del nuovo giorno, la situazione possa sbloccarsi.
Sembrerà questa una situazione estrema, ma non lo è
affatto: a più persone, in posti molto freddi come in Italia
possono essere Livigno o anche il Sestrieres, è successo
di veder gelare il gas della stufa e quindi di non essere più
in grado di scaldare il mezzo.
Nel cuore della notte, soprattutto con temperatura molto rigida
che impedisce al camper di andare in moto, occorre arrangiarsi,
escogitando soluzioni le più indolore possibile, anche perché
in poco tempo la temperatura all’interno del nostro mezzo
si abbasserà e di molto e di colpo diverrà inservibile,
a causa del gelo, anche l’impianto idrico.
Prima che questo accada e che quindi qualche tubo possa scoppiare
è necessario disattivare la pompa dalla centralina e far
uscire più acqua possibile dai rubinetti, lasciandoli aperti
ed anche facendo scorrere a terra un poco di acqua presente all’interno
dei boiler aprendo la valvola.
Così facendo avremo creato nei tubi "spazio" per
il ghiaccio che andrà a formarsi.
Pure lo scalino esterno merita un minimo di attenzione: di notte
è consigliabile ritiralo, infatti, la neve o residui di fango
lasciati la sera prima possono ghiacciare. Il mattino successivo,
volendo partire, potremmo andare incontro a grosse difficoltà
dovendolo chiudere.
Insomma, inverno è bello, ma occorre essere previdenti: fra
quale mese con l’arrivo di condizioni climatiche più
favorevoli tutto sarà più facile.
Ma, ammettiamolo, affrontare l’inverno ad alta quota con il
proprio mezzo è estremamente affascinante, l’importante
essere attrezzati.
Da Caravan e Camper novembre 1998
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