| di Claudio Galliani
Per l'acquisto e messa in opera dei cavi elettrici non ci vuole
poi molta fantasia e molto "know-how", basta rispettare
alcune facili regole; cercherò di esprimermi il più
semplicemente possibile senza parlare in "tecnichese"
e proponendo anche alcune astuzie che possano "toglierci dalle
pacche" senza diminuire la sicurezza dell'impianto:
1) sezione del conduttore: almeno da 1,5 mm quadri (oggi la gente
ha montati sul camper oltre ai condizionatori anche forni a microonde
e tanti altri aggeggi superflui che comunque consumano energia e
difficilmente sono alimentabili dalle batterie di bordo)
2) l'isolamento dei cavi: deve essere doppio, per uso esterno e
per ambienti umidi (presso ogni rivenditore serio vi sono dei cataloghi
che descrivono le caratteristiche dei cavi che oggi poi sono marcati
su tutta la loro lunghezza ...quindi non si bara)
3) se si hanno consumi importanti: è consigliabile utilizzare
sempre il cavo svolto; so che è molto più comodo lasciarlo
sul "rocchettone" ma bisogna tener presente che un cavo
avvolto è un'induttanza che "fa bobina", scalda
e la sua portata nominale scende parecchio rispetto ad un cavo identico
svolto (per 3.500/4.000W che sopporta senza danno un cavo svolto
si può arrivare a 1.000/1.200 massimi per il medesimo cavo
avvolto sul rocchettone) quindi bisogna "stare all' occhio"
con gli assorbimenti e non sottovalutare il problema (ho fatto una
prova con l'ultimo condizionatore Dometic da 1.200W usando un cavo
da 1,5 mm quadri: avvolto sul rocchettone già scaldava, non
in modo preoccupante, ma scaldava).
4) il rocchettone di cavo: meglio sempre farselo da soli e non acquistare
quelli già confezionati. Un tanto per rendere il sistema
adatto all' uso cui sarà sottoposto. Si acquista il supporto
vuoto e si sceglie il cavo più adatto e del metraggio che
stia comodo nel rocchettone senza troppa difficoltà anche
avvolto male ...quando lo si "fa su" la prima volta tutte
le spire cadono giuste, ben tese e "pare" che il cavo
ci stia comodamente; in campeggio, al contrario, lo si "fa
su" alla svelta e pochissimi (magari se piove) badano a come
si dispongono le spire: accavallamenti ed avvolgimenti asimmetrici
si sprecano e così il cavo prende molto più posto
e magari poi nel rocchettone non ci sta più dentro con comprensibili
disagi e scarrucolamenti vari, spire che si impigliano etc etc.
Per quanto riguarda le "prese" devono essere omologate
(quelle CE blu per capirci a due poli più terra) con ghiera
di chiusura (so che esistono quelle identiche e senza ghiera e che
costano pure di meno, ma non sono adatte per un uso esterno magari
sotto la pioggia ...col sole siamo tutti leoni, ma evitiamo per
quanto possibile i rischi ...basta poi che un cane vi faccia la
pipì sulla presa ...e non è un evento poi tanto remoto
ed improbabile ...ci avevate mai pensato?).
4a) Grandissima attenzione va fatta all' uscita dal rocchettone:
la miglior soluzione è una presa femmina volante con tappo
a chiusura che esce dal centro del rocchettone con una lunghezza
di cavo sufficiente a raggiungere la presa di alimentazione del
camper (1 metro, un metro e mezzo e non di più) mettendo
il rocchettone protetto sotto il mezzo; questo permette di avere
un cavo sempre integro e senza interruzioni e/o "punti deboli";
so che non è molto comodo come sistema perché il tratto
che sporge con la femmina volante talvolta si può impigliare
quando si "fa su" il cavo e così nella maggior
parte dei casi si preferisce applicare una presa femmina da pannello
direttamente sul corpo del rocchettone utilizzando poi uno spezzoncino
di cavo per arrivare al camper. In questo caso bisogna fare la massima
attenzione su come si applica la femmina da pannello che deve tassativamente
essere del tipo a chiusura con tappo rotante con guarnizione anti
umido (non le solite con il tappino a molla per capirci ed anche
il "maschio" che ci va dentro deve avere il serraggio
a ghiera ...perché può anche piovere): la parte interna
della presa, dopo aver collegato il cavo (i cui terminali vanno
sempre stagnati per permettere una presa sicura stringendo le viti
di serraggio senza spezzettare i filini di rame ...meglio se si
riesce addirittura a stagnare il cavo ai terminali della presa femmina
così ci si leva il dubbio da eventuali giunzioni lente, scintillazioni,
falsi contatti e quant'altro, ma non con tutte si può poiché,
se non si riescono a sfilare del tutto gli elettrodi femmina dalla
presa, il calore del saldatore può danneggiare anche gravemente
la plastica di cui oggi tutte le prese sono fatte ...i tempi delle
mitiche Palazzoli gialle realmente indistruttibili con corpo in
alluminio ed isolamento interno in ceramica sono ormai passati da
un pezzo) la parte interna della presa va poi protetta dall' umido
con abbondanti dosi di silicone (è meglio anche "caricare"
di silicone il foro che fa passare il cavo dalla gola del rocchettone
al suo centro dove poi quest'ultimo si innesterà nella presa
da pannello perchè goccia-goccia se piove la parte centrale
del rocchettone, che solitamente è chiusa da un coperchio
fissato con 3-4 viti si può riempire d'acqua con conseguenze
immaginabili).
5) la protezione del cavo: quando si posa il cavo, meglio farlo
passare dove non possa essere calpestato dai mezzi in transito perché
potrebbe danneggiarsi anche gravemente, soprattutto dove c'é
del ghiaino a spigoli vivi, ...ma non sempre si può... e
se non è possibile o è troppo brigoso farlo "passare
alto" (almeno a 4 metri da terra) è giocoforza poggiarlo
al suolo... ho visto un' astuzia al merito, che, a mio parere, anche
se estemporanea e non prevista dai "sacri testi" non va
sottovalutata: quando si confeziona il cavo (su rocchettone o libero
in matassa non ha importanza) vi si infila all'esterno un tubo di
plastica (di quelli da giardinaggio con la retina di rinforzo) lungo
non più di quattro metri (bastano e avanzano) e che possa
scorrere avanti-indietro lungo il cavo: tale protezione va posizionata
sul "passaggio a rischio" e bloccata perché non
si sposti da sola lungo il cavo con due giri di nastro alle sue
estremità ...vi garantisco che funziona ed il cavo si può
comunque avvolgere sul rocchettone perché il tubo esterno
di protezione è flessibile !
6) le prese dei campeggi: certe volte mi verrebbe da considerarle
delle "prese per i fondelli": anche se in teoria nei Paesi
UE le prese dovrebbero essere tutte unificate ...ciò il più
delle volte rimane solo una magnifica teoria! ...lasciamo perdere
le "Magic" nelle quali mi sono imbattuto quest'estate
e che a mio parere rappresentano un caso patologico, oltre alle
prese CE unificate (quelle blu) in Europa possiamo imbatterci almeno
in altri quattro tipi di prese:
6a) le Schuco tedesche che bene o male sono discretamente sicure
ed hanno una portata più che sufficiente per i nostri usi.
6b) le similSchuco francesi ...che, se non hai la "sua",
con quell'accidente di polo di massa che esce dalla femmina, non
puoi infilarci quelle tedesche anche se il passo è uguale
(per fortuna che su tantissimi elettrodomestici la presa maschio
Schuco preconfezionata ha il "buco" per il "chiodo"
francese ...e così si può recuperare presa e spezzone
di cavo per farsi il raccordo)
6c) quelle francesi a grande portata (sono uniche, hanno un passo
stranissimo ed il contatto di massa rettangolare: se non hai la
"sua" non ti colleghi ed è giocoforza procurarsi
un maschio presso un elettricista locale e farsi il raccordo).
6d) in alcuni posti si trovano ancora quelle "di casa"
da 16 A a passo allargato e con i tre fori allineati (massa al centro):
non sono adatte all' esterno ...ma ci sono !
7) la sicurezza elettrica del camper e nel camper: non fatevi "incantare"dal
fatto che il gestore del campeggio vi garantisca che le sue prese
hanno tutte le protezioni possibili; talvolta è verissimo,
ma un noto uomo politico con ragione usava affermare che se a pensar
male si fa peccato il più delle volte ci si azzecca: all'imbocco
della corrente nel camper e prima di una qualsiasi utenza installate
un interruttore automatico, il cosiddetto "salvavita":
non su tutti i camper e/o caravan (soprattutto quelli di vecchia
generazione) è presente: verificate se c'é e se c'é
soprattutto che funzioni ...se non c'é installatene uno subito
(vanno benissimo quelli montati nei quadri elettrici di casa, oltretutto
sono parecchio più economici rispetto ai "dedicati").
7a) se fate degli impianti elettrici aggiuntivi sul camper:
7a1) non lesinate sulla sezione dei cavi: se sono troppo piccoli
rispetto all' utenza, oltre che abbattere il voltaggio tendono a
surriscaldare per la maggior richiesta di amperaggio (a parità
di watt richiesti dall' utenza meno volt corrispondono a più
ampere per il medesimo impiego e con un risultato sempre mediocre
come resa)
7a2) non "nascondete" i cavi: non passateli dietro ad
infissi e/o mobili dove siano difficili da raggiungere in caso di
emergenza ma lasciateli "fuori" e proteggeteli (anche
perché sono veramente brutti a vedersi in giro) con delle
canalette in plastica (si trovano anche dello stesso colore della
parete interna del camper): in caso di emergenza potrete in un attimo
togliere i coperchi delle canalette ed ispezionare l'impianto (ciò
vale soprattutto sulle giunzioni dei cavi ed in "zona fusibili"
che da sempre sono il punto critico per cavi lenti che scintillano,
ossidazioni etc etc.)
7a3) soprattutto non fate accrocchi di cavi: ...che magari all'
inizio conoscete solo voi perché li avete fatti ...ma con
il passare del tempo anche voi dimenticate dove va un cavo e dove
va l'altro: un impianto "pulito" e con cavi di colori
diversi per ogni utenza (anche dello stesso colore ma numerati va
bene) permette anche a chi "non sa" un' ispezione rapida
e sicura facilitando l'individuazione di componenti eventualmente
difettosi e/o di punti a rischio.
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