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di Cinzia Porata
La festività di Pasqua coincide con l’arrivo della
primavera, ed è un giorno di grande felicità che si
manifesta anche nello stare insieme con gioia in famiglia o con
gli amici, ed i questa occasione, come vuole la tradizione, non
mancano simboli e curiosità che la contraddistinguono, e
dopo una minuziosa ricerca è proprio di questo che voglio
scrivere.
Innanzi tutto occorre fare una distinzione tra i simboli religiosi
e quelli della tradizione popolare.
I simboli religiosi per eccellenza sono il fuoco, il cero e l’acqua,
che nella Veglia della notte di Pasqua, occupano un posto dominante
nella liturgia.
Il fuoco, rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre, del calore
sul freddo e della vita sulla morte e raggiunge la sua massima celebrazione
all’accensione del cero.
Il Cero Pasquale, simbolo di Cristo, rappresenta la resurrezione
di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo che lo
strappa dalle tenebre e lo porta nel regno della luce.
L’acqua, è l’elemento battesimale. La notte di
Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, a simbolo di
vita, passaggio dalla morte alla vita.
Molti sono invece i simboli della tradizione popolare.
Le Campane, sono gli strumenti più adatti a trasmettere velocemente
e con gioia l’annuncio della Resurrezione.
Le palme, i vegetali ed i cereali utilizzati come addobbi ed elementi
decorativi nei riti pasquali hanno un evidente significato di rinascita
e rigenerazione della vita: il passaggio dall’inverno, stagione
in cui la natura muore, alla primavera, in cui la vegetazione e
la natura risorgono a nuova vita.
Altro simbolo legato alla rinascita della natura è rappresentato
dai “Giardini di Adone”, fragili germogli di vari cereali,
lasciati germinare al buio, con i quali si addobbano i Sepolcri
allestiti nelle chiese la sera del Giovedì Santo.
I Sepolcri, sono il punto focale della devozione eucaristica, essi
simboleggiano, con il tabernacolo aperto e l’Eucarestia esposta,
il rito della deposizione del Santissimo e l’adorazione e,
subito dopo la cerimonia della lavanda dei piedi, vengono visitati
da un grandissimo numero di fedeli (la tradizione vuole che se ne
visitino almeno tre e, comunque, in numero rigorosamente dispari).
L’Ulivo, simbolo della pace.
L’Uovo, simbolo di una nuova vita, di rinascita. L’uovo
di cioccolato (e non dimentichiamo quello sodo col guscio colorato)
è certamente l’immagine che maggiormente ricorre nell’evento
pasquale; grandi o piccine che siano, sono adorate dai bambini e
diventano l’oggetto del loro interesse e della loro curiosità.
La sorpresa che contengono li entusiasma, anche se, in genere, si
tratta di poca cosa: un braccialetto di plastica, un’automobilina,
un animaletto. Tutti oggetti che non reggono il confronto con i
loro giochi abituali, ma risultano graditissimi e contribuiscono
a caratterizzare questa festa.
La Colomba, farcita, ricoperta, alle mandorle, ai canditi è
lo squisito dolce pasquale. La Colomba simbolo della pace, richiama
all’episodio del diluvio universale, ritornò da Noè
tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggero di pace,
e nel periodo pasquale questa simbologia richiama la pace portata
da Gesù.
Il Coniglietto, che vediamo in bella mostra nei negozi, si richiama
alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a
simbolo di Cristo, perché, come il “Figlio dell’uomo”
non ha una tana, un posto dove poter riposare.
La Primavera, dai tronchi freddi e morti dell’inverno sbocciano
le gemme e tutta la natura comincia a rivivere.
Anche se tutti conosciamo cosa contraddistingue la Pasqua, spero
che siano state gradite le indicazioni con le quali ho descritto
ogni simbolo e vi giungano da parte mia i migliori e sinceri auguri
di Buona Pasqua.
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