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di Marzia Pulici
Si avvicinano ormai le festività natalizie e insieme a loro
torniamo tutti a dedicarci alla miriade di simbologie che lo rappresentano
e che arricchiscono coreograficamente la natura religiosa della
festa. Fra tutte, occupano certamente un posto di notevole rilievo
alcune piante le quali, grazie alla loro origine e alle simbologie
antiche a loro attribuite, mantengono nel tempo un legame particolare
con il Natale, superando il successo di altre che si sono imposte
in epoca più recente soprattutto per effetto di iniziative
commerciali come per esempio la comune stella di Natale.
Sono tre in particolare le piante su cui ci soffermeremo di seguito
a raccontarne origini e significati; la prima di queste è
quella forse più comune che porta come nome scientifico “Picea
abies” , più conosciuta con la denominazione di ABETE
ROSSO. E’ la pianta natalizia che col passare del tempo ha
conquistato la maggior diffusione, è molto bella ed è
valorizzata dalla sua particolare forma piramidale, espressione
di una forza ascendente dalla Terra verso il Cielo; può essere
di dimensioni anche notevoli ed ha il grosso pregio di apparire
sempreverde, quasi come un segnale di eternità.
Anche l’uso più comune ad essa associato, ovvero quello
di utilizzarla ogni anno per fare l”Albero di Natale”
arricchendola con le decorazioni più originali e con luminarie
sfavillanti, simboleggia l’espressione visiva di una “luce”
emanata e dispensata all’umanità per portare gioia
e allegria a tutte le genti.
La seconda pianta porta come nome scientifico “Viscum album”
ed è quella che tutti conosciamo come VISCHIO, già
in uso in epoca precristiana dai sacerdoti celti che consideravano
questa pianta veramente sacra, dono della natura e simbolo di immortalità.
La raccolta stessa del vischio si svolgeva con una vera e propria
cerimonia in cui un sacerdote tagliava i rami in un modo ben preciso
ed in un periodo particolare utilizzando un falcetto d’oro
ed adagiando poi i rami stessi su una pezza di lino bianca ed immacolata.
Successivamente il vischio è entrato a far parte anche della
simbologia cristiana come segno di incarnazione, come Cristo disceso
dal cielo e nato tra gli uomini e da qui è nata anche la
tradizione del bacio sotto il vischio.
E’ una pianta semiparassita, può crescere “ alle
dipendenze” di circa un centinaio di altre specie di piante
ma solo quello che cresce sulla quercia è considerato sacro
e natalizio; ha un ritmo di crescita molto lento, forma masse di
anche un metro di diametro senza mai toccare terra e succhiando
acqua e sali dalla pianta ospite, ha foglie spesse e piccole e si
arricchisce di bacche bianco madreperlacee tanto belle ed appariscenti
quanto purtroppo tossiche e velenose.
La terza ed ultima pianta di cui ora parleremo è quella scientificamente
chiamata “Ilex aquifolium”, ma nota semplicemente come
AGRIFOGLIO. Ci appare con foglie dure , frastagliate e pungenti,
e di un bel verde brillante con giallo ai margini e sfoggia bacche
di colore rosso vivo che spiccano nel grigiore dell’inverno
e fa sì che i rami di questa pianta trovano largo uso nelle
decorazioni natalizie.
L’uso dell’agrifoglio come pianta benaugurale risale
al tempo dei romani ma anche in questo caso la tradizione è
di origine celtica ed è quella di usare questa pianta contro
i disagi dell’inverno; i Romani poi attribuirono alle sue
foglie dure e spinose il simbolo di forza e di difesa contro i mali
e ai suoi frutti il significato di luce natalizia, lietezza ed abbondanza.
Il nome deriva da “acrifolium”, somma di acer cioè
acuto e folium cioè foglia; proprio per le sue foglie, anticamente
si usava intrecciare i rami e posizionarli intorno alle carni salate
per proteggerle dalle incursioni dei topi…e da qui il nomignolo
curioso e simpatico di “pungitopo” con il quale usiamo
un po’ tutti identificare questa bella pianta.
Pollici verdi o no, ora che ne conosciamo tutti un po’ meglio
i significati, sono sicura che queste piante arricchiranno le nostre
case e contribuiranno a diffondere un’atmosfera natalizia
singolare ed autentica, antica e più che mai moderna.
Buon Natale!
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