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di Cinzia Porata
Il Natale è, a mio parere, la festa più bella e sentita
dell'anno, tuttavia la vita caotica e lo stress del giorno d'oggi
ci impediscono di godere appieno della magica atmosfera che accompagna
questa festività.
Se pensiamo a come sia cambiato al giorno d'oggi il modo di festeggiare
questo periodo rispetto ai tempi dei nostri nonni o solo dei nostri
genitori, ci possiamo accorgere di quanto sia mutato più
in generale il nostro modo di vivere.
Un tempo si festeggiava il Natale in modo semplice. I nostri nonni
erano per la maggioranza contadini, anche se non a tempo pieno,
perciò la loro vita nel periodo di Natale cambiava molto;
non c'era infatti lavoro nei campi, c'era più tempo per trovarsi,
raccontare e ricordare mille cose, sorseggiando un bicchiere di
vino caldo. La sera della vigilia alcune persone giravano per le
vie del paese portando una stella, le pastorelle cantavano e suonavano
e sul carro si teneva una damigiana di vino che veniva man mano
riempita dai più generosi; le donne la sera della vigilia,
con tanto amore e gioia , preparavano il pranzo di Natale con i
semplici prodotti della terra (polli, conigli, patate). Gli uomini
accatastavano legna per il fuoco, il ceppo più grande veniva
messo a bruciare e doveva durare per tutto il Giorno Santo. Alla
sera tardi tutti coperti come potevano, gli uomini con il grande
tabarro tenendo stretti i bambini più piccoli, si recavano
alla più vicina chiesa, spesso c'era anche la neve alta,
ma tutti assistevano alla messa di mezzanotte. Il giorno di Natale,
euforici e pieni di allegria, si alzavano molto presto e si scambiavano
gli auguri. Qualcuno portava un regalo al parroco (cappone, gallina,
dolce). A mezzogiorno erano tutti a tavola. Il pranzo di norma era
frugale, mentre per le famiglie più facoltose, consisteva
in tortellini, cappone e gallina ripiena e cotechino; molte erano
però le persone che anche quel giorno si dovevano accontentare
di un po' di latte con la polenta. La carne era considerata un lusso
e si poteva mangiare solo nelle grandi occasioni (matrimoni). In
paese non vi erano illuminazione, alberi addobbati, vetrine con
strenne e regali lussuosi; solo qualche modesto fiocco rallegrava
alcuni alberi. Un semplice presepio con un Gesù di gesso
era nella chiesa. Qualche famiglia benestante si cimentava nella
realizzazione di un presepio "artistico". Si utilizzava
molto muschio; la capanna e le montagne erano realizzati in ceppi
di legno, carta e frasche; le strade con sassolini oppure con farina
gialla. Il presepio era tutto spruzzato di farina bianca e ricordava
un paesino di montagna. Le poche statuine erano di gesso e cartapesta,
piccole e semplici; ora qualcuna di queste si può trovare
nei mercatini dell'antiquariato.
I nostri nonni festeggiavano molto semplicemente anche l'arrivo
dell'anno nuovo. C'era chi mangiava castagne e noci e giocava a
carte e a tombola nella stalla al caldo, al suono di una armonica;
e si faceva festa così, semplicemente e forse si era più
felici.
Cosa ne pensate? Leggendo queste righe certamente oggi ci sentiamo
lontani anni luce da tutto quanto descritto, ma rimango in tutti
i casi dell'idea che, anche se povero, il Natale ed i suoi festeggiamenti
erano vissuti e apprezzati di più a quei tempi che non ai
giorni nostri.
Con la speranza che possiate anche voi trascorrere un Natale "più
tradizionale" porgo a tutti i lettori e lettrici di Insieme
i migliori auguri di Buon Natale e felice 2003.
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