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di Cinzia Porata
Anche se crollano i miti, anche se cadono le tradizioni, il Natale
rimane.
Ed è giusto, è bello che sia così.
Rimane con i suoi simboli di sempre, le sorprese, le luci, le emozioni,
i regali, gli auguri. Rimane con il suo albero: più bello
dell'anno prima, più grande. Verde o colorato, purché
ci sia, purché entri in ogni casa e dica: è Natale,
il Natale di sempre, quello di quando eravamo bambini, quello che
fa luccicare gli occhi di meraviglia, a noi e ai nostri figli. Caro,
vecchio, intramontabile albero, filo sottile tra noi e il passato,
benvenuto anche quest'anno. Anche con una veste nuova, rossa o bianca
o d'oro, è lui, sempre lui che ci porta il Natale. E nell'angolo
più discreto il presepe: umile, tenero, piccolo, commovente.
Non pop, non astratto, non un capolavoro di architettura, né
una centrale elettrica, ma il laghetto di stagnola, le montagne
di carta, l'immancabile cometa...
L'albero, il presepe: il Natale nella nostra casa, nel nostro cuore.
Ricco di tradizioni e di idee, perché lo facciamo vivere
in ogni angolo, lo rendiamo più nostro con le idee nostre,
più vivace con una corte di simboli creati da noi, fatti
e inventati, con pazienza, con amore. Il segreto perché riesca
veramente bene? Lo stato d'animo, la condizione psicologica, l’equilibrio.
È difficile mantenersi calme in questo periodo. Troppa frenesia,
troppo movimento, soprattutto per una donna.
Su di lei pesa la coreografia del Natale, con l'inevitabile bagaglio
di stanchezza. Attenzione a non lasciarsi irretire da questi nemici
della serenità, da questi "sabotatori del Buon Natale".
Il Natale esiste, e bisogna festeggiarlo nel modo migliore, nell'atmosfera
migliore, sfoderando le infinite risorse di buona volontà,
personalizzandolo con la fantasia, inventando simboli nuovi con
un occhio alla moda e uno alle tradizioni.
Come iI buon giorno si vede dal mattino, il Buon Natale si sente
dalla porta di casa. Troppo spesso ignorata, a torto dimenticata,
deve portare anch'essa il suo messaggio. Ghirlande di fiori di carta:
d'oro o d'argento, candidi o di fiamma, purché ci siano,
si vedano, facciano subito respirare quell'aria natalizia che invaderà
tutta la casa per dire che è festa, ma fiori sfarzosi perché
è grande festa. O anche qualcosa di meno laborioso, ma con
la suggestione propria di quello che è semplice: un grande
fiocco rosso, due pigne, un biglietto: "auguri". Un pensiero
gentile, un delicato omaggio al Natale, una idea rubata a quei popoli
del Nord così ricchi di poetiche tradizioni.
Bianco su bianco, l'eterno candore della neve, il fascino di ghiacci
immacolati in questo albero di delicata bellezza, simbolo gentile
di un romantico Natale. Le decorazioni trasparenti richiamano alla
mente eteree bolle di sapone, che si sono posate, come per caso,
sul grande albero.
E poi in casa, ogni angolo una sorpresa: i vetri delle finestre
trasformati in policromi mosaici, grazie alle speciali decalcomanie.
Vasi di fiori spogliati del loro ornamento abituale e traboccanti
di file di palline, le più piccole, le più colorate.
Le candele, tante, grosse, ma di altezze diverse riunite in un vassoio,
da accendere la notte di Natale, ma da preparare anche prima perché
molto decorative anche se spente. Suggello ideale di una calda atmosfera
familiare, con la loro tremula luce saranno un messaggio di romantica
tradizione e di calore.
L’albero più bello è quello di quest'anno, certo,
perché lo avrete preparato con più cura, con più
amore. Piace ai piccolissimi svegliarsi e trovarlo come per incanto,
tutto luccicante, magico, capitato li come in un bel sogno con il
suo vestito d'oro e d'argento. Ma se sono più grandi, li
diverte prepararlo con i genitori. L'ideale, per farli davvero contenti,
sarebbe di allestire un grande albero per tutta la famiglia, e di
regalare a loro un alberello, magari minuscolo, ma "personale".
Ogni anno le novità in fatto di alberi di Natale non si contano.
Tra le più belle ricordiamo il monocolore: tutto rosso con
decorazioni rosse e vaso rosso; o bianco con palline trasparenti
come fiocchi di neve; o prezioso, tutto d'oro. O ingioiellato: con
brillanti, rubini, topazi, turchesi... di plastica con mille sfaccettature
che giocano con la luce. O con la neve luminosa: da spruzzare sui
rami per emanare un delicato e soffuso chiarore.
O gastronomico, per la gioia dei più piccoli: caramelle,
cioccolatini, frutta,
Scintillante veste dorata, fiammelle tremule di mille candele, magico
incanto dì cose lontane nell'albero più raffinato,
ricco di luccichii e bagliori preziosi, denso dì suggestivo
calore.
Nella Notte Santa, a luci spente, sarà solo il suo chiarore
a illuminare la casa.
Quasi come una apparizione, l'umile presepe ricompare in ogni casa
per narrare il miracolo della nascita di Gesù. La piccola
mangiatoia, il bue, l'asinello, i pastori... tutto come sempre,
ma in uno spazio diverso. Per esempio, quello di un camino spento,
capace di ricreare l'intensa atmosfera della grotta di Betlemme.
Canditi, dolcetti vari... Purché ognuno inventi il suo albero
come gli piace, purché metta qualcosa di suo in una tradizione
di sempre.
Oltre all’albero si può trovare in ogni casa un presepe,
non perché è tornato di moda, ma perché rinnova
una tradizione vecchia di secoli e piena di poesia, con le statuine
che si usavano un tempo, ma sistemate in spazi diversi. Nel camino
spento, per esempio, per rinnovare l'incanto della grotta di Betlemme,
o nella nicchia accanto alla finestra o, ancora, sullo scaffale
della libreria. Anche se lo spazio è ridotto, non per questo
bisogna rinunciare al presepio: basta essere capaci di "concentrarlo"
lasciando intatto il mistico messaggio. E per finire... non è
per ripetere antichi ritornelli che vi dico: Buon Natale nella vostra
casa, ma anche in voi stesse, perché questa festa sia vissuta
anche interiormente, perché le luci, le decorazioni romantiche
e festose, i colori, le idee, le "trovate" rispecchino
veramente quello stato d'animo felice che auguro a tutti voi.
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