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di Marzia Pulici
Si chiude il sipario sul palcoscenico degli sfarzi, delle luci,
delle atmosfere, delle musiche natalizie e si apre l’orizzonte
di un nuovo anno tutto da vivere. Gli auguri che ci siamo scambiati
allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre appena passato sono
stati certamente per ciascuno di noi i più convenzionali
ma poi, pronunciate le consuete frasi e svanita l’effervescenza
delle bollicine che le accompagna, si torna alla solita quotidianità.
E qui viene il bello!
Viviamo in un mondo in cui giornalmente dobbiamo per forza fare
i conti con molteplici aspettative, esigenze, pretese che incalzano
e che provengono dagli ambienti in cui viviamo; un vero e proprio
tam tam di richieste da soddisfare incessantemente tanto che, sempre
più spesso, sentiamo gente pronunciare frasi, tipiche ma
inquietanti, del tipo “non ho mai tempo”, “vivo
di corsa”, “la giornata dovrebbe essere lunga il doppio”,
ecc.
Ora che siamo all’inizio di un nuovo anno, pensare che lo
trascorreremo in questo modo, può diventare praticamente
un incubo per i prossimi 11 mesi per cui, se vogliamo “salvarci”
da questo pericolo, dai danni e dagli affanni di una tale logorante
frenesia, è doveroso cercare una qualsivoglia soluzione.
Sarebbe bello trovare qualche ricetta per compilare un menù
“ad hoc” : un antipasto di serenità, un primo
di tranquillità, un secondo di calma e un contorno di sangue
freddo….ma un simile magico ricettario non l’ha ancora
scritto nessuno e non si trova nemmeno nell’infinito mondo
di internet.
Una cosa però è certa; tutti, e dico davvero tutti,
possiamo cliccare il nostro sito personale www.pensoconlamiatesta.it
, che non è altro se non la versione informatica del ben
più antico “cogito ergo sum” dell’illustrissimo
predecessore Cartesio. “PENSO dunque SONO” Una specie
di utopia, ma sarebbe proprio bello se fosse sempre così,
se le nostre azioni fossero sempre la conseguenza ragionata del
nostro aver pensato, o meglio, del nostro “esserci fermati”
a pensare prima di agire. Con qualche accorgimento alla routine
quotidiana penso che si possa riuscire a ritagliarsi uno spazio
ed un tempo per sé nel quale fermarsi a pensare ogni giorno
a cosa si è fatto o non fatto, detto o non detto, costruito
o distrutto, a cosa ci rende felici oppure ci irrita, a quanto e
come vogliamo bene a chi abbiamo vicino….e ciascuno di noi
potrebbe continuare l’elenco all’infinito perché
se si prova a pensare veramente …non si riesce più
a farne a meno. Non voglio fare filosofia, non ne sarei mai all’altezza,
ma una riflessione semplice, autentica, dettata dalle esperienze
più comuni che ogni giorno condividiamo in famiglia, al lavoro,
fra amici e dal bisogno, credo condiviso, di trovare una valvola
di sfogo per le tensioni che, in modo subdolo, si insediano in tutti
noi, gente del terzo millennio, si nutrono della nostra fretta quotidiana
e rischiano di farci affogare in una mediocrità senza pari.
Se sulla faccia della terra non esiste un solo uomo fisicamente
uguale a un altro dato che il carissimo DNA ci differenzia perfettamente,
perché non mettersi in guardia contro il rischio di farci
sembrare tutti uguali? Perché non cercare di essere noi stessi
in ogni momento invece di mostrare un’immagine costruita a
somiglianza di ciò che va di moda e solo perché va
di moda, al servizio della rendita, della produzione accanita, al
cospetto del perfezionismo più accanito senza del quale si
affonda nell’insoddisfazione? Forse aveva ragione Einstein
con la sua massima “sii sempre te stesso, così un giorno
potrai dire di essere stato unico”…
E noi, popolo del camper, più che mai dobbiamo, perché
possiamo, spezzare una lancia a favore della libertà di vivere
la propria vita secondo i canoni che ciascuno si sceglie, nel rispetto,
ovviamente, dei limiti che permettano agli altri di vivere la loro
altrettanto liberamente; noi possiamo e dobbiamo portare in giro
per il mondo questo nostro messaggio di libertà, questo nostro
modo di essere unici, di pensare autonomo, di vivere libero e anticonformista.
Mi sembra un modo diverso ma certamente più autentico per
augurare a tutti di trascorrere un 2008 singolare e,magari in futuro,
poter ripensare con gioia e soddisfazione a ciascuno dei suoi 365
giorni trascorsi non solo come un inesorabile passare del tempo
ma come un susseguirsi di vere e proprie esperienze pensate, costruite
e vissute. Buon anno!
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