ROSA INSIEME
"Il girotondo delle maschere "

di Cinzia Porata

Quando si parla di carnevale non si pensa solo ai carri allegorici ma anche alle maschere.
La maggior parte delle maschere tradizionali italiane discendono dalle maschere utilizzate a partire dal XVI secolo nella commedia dell'arte. Nascono dal teatro della strada, non hanno un carattere ben preciso, hanno dei personaggi "fissi", in modo che gli spettatori possano già conoscere la storia e il carattere del personaggio senza la necessità di spiegazioni all'interno dei singoli spettacoli.
Le storie recitate sono sempre uguali, ma divertenti, di litigi fra padri e figli, di servi a volte molto furbi e di amori spesso impossibili.
La commedia dell'arte divenne così famosa nel Seicento che il re di Francia decise di ritardare le nozze della figlia perchè, a causa di un incidente, i carri degli attori non sarebbero giunti in tempo a corte.

Vogliamo vedere quali sono le maschere più famose? E quali caratteristiche hanno?

ARLECCHINO
Maschera bergamasca. Indossa un abito composto da toppe di tessuto multicolore e una maschera nera, porta sempre una borsa di cuoio e un bastone col quale somministra botte sonanti sulla testa e sul sedere degli altri personaggi. Servo, in continuo litigio con il suo padrone, ora sciocco ora astuto, ora balordo ora intrigante, ora fannullone ora faccendiere, goffo e scansafatiche, goloso, mangione e sporcaccione ha una parlata tra il veneto e il bergamasco, ricca di giochi mimici e con movenze quasi da balletto.

Dottor BALANZONE
Avvocato bolognese, fa della parola la sua arte, espone le sue idee e i suoi consigli, ricorrendo a un diluvio di parole, piene di sentenze latine, di proverbi sgangherati nella grammatica e nella sintassi, ma pomposi, imponenti, tali da far restare a bocca aperta. Procede imperterrito nei suoi discorsi senza spaventarsi delle colossali baggianate che dice. Veste pantaloni e camicia nera, guarnita di un colletto bianco. In testa ha un feltro a larghe tese, nero. Alla cintura un pugnale o un fazzoletto, e sottobraccio un librone.

BRIGHELLA
Servo di origine bergamasca, insolente e astuto. Il suo personaggio era originariamente quello del servo buffo e intrigante (il nome brighella deriva da "briga"), al punto che non si riesce mai a capire se la furberia sia un voluto abbandonarsi al gioco degli inganni e se la balordaggine non nasconda una buona dose di finezza. Vivace e insolente con le donne, chiacchierone coraggioso con i poltroni, abbassa il capo solo davanti a chi lo tiene in soggezione.Brighella è una maschera tradizionale dell'Italia, che proviene dalla Lombardia precisamente da Bergamo.La giacca e i pantaloni sono decorati di galloni verdi; ha le scarpe nere con i pon pon verdi.Il mantello è bianco con due strisce verdi, la maschera e il cappello sono neri. E' un servo sempre in cerca di avventure. Normalmente è lui che inizia a litigare, è un attaccabrighe. Da questa sua caratteristica prende il nome Brighella. Suona e canta molto bene: è un tipo spiritoso e scherzoso. Nelle rappresentazioni teatrali talvolta lo fanno agire come un personaggio fedele e altruista.

COLOMBINA
L'unica maschera femminile ad imporsi in mezzo a tanti personaggi maschili, briosa e furba servetta. E' la fidanzata di Arlecchino, ha un vestito a righe bianche e blu, ed è furba, allegra, maliziosa e pungente, spensierata, chiacchierina un po' pettegola. è conosciuta anche come Corallina o Smeraldina. Prende in giro le persone che le stanno vicino ed è portata a farsi beffe di loro.

CAPITAN FRACASSA
chimato anche Capitan Spaventa e Capitan Matamoros. Indossa un grande cappello piumato e porta un'enorme durlindata (spada da moschettiere) come i gentiluomini del '600. E' un soldato spagnolo di ventura magro e allampanato con voce tonante e cavernosa, prepotente, codardo e vile, spacciatore di gigantesche frottole di gesta strepitose.

FLORINDO
nome d'innamorato dell'epoca, sentimentale e sospiroso. Personaggio galante e pieno di fascino.

GIANDUJA
E' un galantuomo allegro, con buon senso e coraggio che ama il buon vino e la buona tavola; è il personaggio popolare simpaticamente presente in tante manifestazioni torinesi con la faccia rubizza, vestito con brache di fustagno, in testa un tricorno con un codino rivolto all'insù, sulla cui punta spicca un nastrino rosso. E' sposato con Giacometta.

GIANGURGOLO
maschera calabrese del XVII secolo. Indossa un abito giallo e rosso e ha un grosso naso di cartone. Impersonifica un militare spagnolo di stazza in Italia spaccone, immaginoso e millantatore.

MENEGHINO
è la maschera milanese per eccellenza, E' un servo vestito alla popolana porta il cappello a tre punte, parrucca e codino, giacca lunga rossa e marrone, le scarpe con la fibbia ed ha in mano un ombrellino rosa e non porta la maschera.. Il suo nome è un diminutivo di "Domeneghin". E' molto spiritoso è sempre pronto a scherzare. Spavaldo a parole ma cauto nei fatti è all'apparenza egoista ma con un'anima caritatevole.

MEZZETTINO
maschera del XVII secolo con abito a righe verticali bianche e rosse e maschera nera e un carattere brighellesco.

PANTALONE
Mercante veneziano, ricco, avaro e sordo. Veste sempre molto semplicemente: ai piedi porta le pantofole; ha un camicione e una calzamaglia rossi con un colletto bianco e sopra indossa un mantello nero. Porta una maschera nera con naso adunco barba a pizzo volto all'insù. e una cinta alla vita. In testa ha una cuffia aderente che sembra un tutt'uno con la maschera. E' nervoso e rompiscatole, testardo e brontolone, avaro, attaccatissimo al suo denaro. Crede solo nel denaro e nel commercio: autoritario e bizzarro è oggetto di beffe continue da parte dei suoi amici sa trasformarsi in un burbero benefico è facilmente raggirato dalla moglie e dalle figlie.

PULCINELLA
E' la maschera di Napoli Figura buffa e goffa; porta una maschera nera che fa risaltare il suo naso particolare e le rughe, gobba, cappello a punta, camiciotto e pantaloni molto larghi e bianchi. E' la personificazione del dolce far niente. E' un servitore come Arlecchino, ma il suo carattere ha sfumature molto contrastanti: furbo, coraggioso oppure vigliacco, gesticola tantissimo. Canta dolcemente e prende la vita con allegria, senza prendersela troppo, Le sue più grandi aspirazioni sono il mangiare e bere. è un grande mangiatore di maccheroni.
Pur essendo spesso fatto oggetto di pesanti bastonate, egli riesce simpatico anche ai potenti che prende in giro e inganna con amabile furbizia

RUGANTINO
maschera e burattino del '700. Indossa un abito da gendarme ed è spaccone, borioso, arrogante. Fa la caricatura dei gendarmi dell'epoca

SCAPINO
Servo affine a Brighella che tende a scappare nei momenti critici è scaltro, intrigante e senza remore morali.

STENTERELLO
è una maschera della tradizione italiana, tipica della Toscana. Indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi rossi e neri. Ha un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri e corti. Ha una calza rossa e una a strisce bianco - azzurro e le scarpe nere. In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il codino. E' molto generoso con chi è più povero di lui, è dotato di arguzia e di saggezza che, unite all'ottimismo, gli fanno superare le avversità della vita. Spesso è ricercato dai suoi creditori.

SANDRONE
maschera modenese del XIX secolo. Contadino zotico e robusto con faccione bitorzoluto e naso rosso, ignorante ma furbo.

SCARAMUCCIA
maschera napoletana che indossa un costume militare e una maschera. E' superbo, litigioso, falso e vuoto.

TARTAGLIA
maschera napoletana del '600. Indossa un abito verde, calze bianche, mantello verde variegato di giallo e un ampio cappello grigio. Rappresenta un vecchio notabile presuntuoso invadente, ridicolo nel vestire, balbuziente, con ventre grosso e grossi occhiali sul naso adunco, calvo.

E dopo la descrizione di tutte queste maschere, tra coriandoli, strisce filanti e tanta allegria vi auguro un coloratissimo e divertentissimo carnevale.

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