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di Cinzia Porata
Le lunghe e assolate giornate estive lasciano il posto a quelle
uggiose e nebbiose autunnali, seguite a loro volta da giornate con
rigide temperature invernali. E come accade per l’abbigliamento
che cambia con il variare delle stagioni, anche l’alimentazione
subisce cambiamenti e specialmente in questo periodo si tende a
seguire un regime alimentare che ci regala molte più concessioni
che non nelle stagioni più calde.
Per compensare il freddo il nostro corpo deve avere delle riserve
energetiche consistenti. In inverno per poter sostenere il ritmo
di vita a cui siamo abituati consumiamo più energia di conseguenza
dobbiamo compensare questa richiesta da parte del nostro organismo
introducendo delle sostanze, gli alimenti, dalla cui utilizzazione
si ricava energia. Questa energia serve al nostro organismo per
far lavorare tutti i nostri apparati, per esercitare attività
fisiche e per mantenere costante la temperatura intorno ai 37 °C.
altrimenti tutte le reazioni chimiche che vi si svolgono verrebbero
a risentirne. Vivendo nella stagione invernale in un ambiente a
temperatura variabile, e quasi sempre inferiore ai 37°C, finiamo
per perdere calore continuamente e la temperatura corporea tende
ad abbassarsi.
Il rifornimento di energia è assicurato pertanto dal cibo,
ma attenzione!!! non è vero che bisogna mangiare molto di
più. Infatti le calorie introdotte attraverso l’alimentazione
servono non tanto a fornire calore, quanto a produrre energia. E
quelle assunte in sovrabbondanza vengono convertite dal nostro organismo
in grassi, in inverno come in ogni altra stagione dell’anno.
L’inverno accresce effettivamente il bisogno di calore da
parte dell’organismo, ma è anche vero che molto spesso,
in questa stagione, si riduce notevolmente l’attività
fisica e la vita rispetto l’estate è più sedentaria,
si ha la tendenza a stare nel tepore della nostra casa anziché
esporci al freddo di conseguenza si cammina molto meno.
D’inverno l’apporto complessivo di grassi deve essere
lo stesso delle altre stagioni, cioè il 25-30 per cento del
fabbisogno calorico giornaliero. Anziché dai grassi, l’energia
che ci occorre deve essere fornita essenzialmente da carboidrati
come pasta, pane e cereali, che sono meno calorici dei grassi (circa
quattro calorie per grammo, contro le nove dei grassi).
Complessivamente, il consumo calorico nella stagione fredda aumenta
non più del dieci per cento, e bisogna tenerlo presente per
determinare l’esatta quantità di calorie da introdurre
senza eccedere. E’ meglio scegliere cibi caldi, preferibilmente
di consistenza liquida, in quanto i liquidi trattengono il calore
più a lungo delle sostanze solide, inoltre cucinare cibi
freddi o consumare grandi quantità di cibi crudi in inverno
significherebbe indebolire l’organismo.
Molto bene quindi alle minestre e alle zuppe a base di verdure,
legumi e riso, che scaldano di più che un piatto di pasta.
Patate e cipolle, lessate insieme e gustate in insalata, sono fonte
di vitamine, sali minerali e amidi, e possono accompagnare carni
bianche e rosse, oltre al pesce. Cavolfiori, cavolini di Bruxelles
e broccoli non dovrebbero mai mancare sulla tavola invernale: sono
infatti molto utili nella prevenzione dei tumori.
Durante la giornata è consigliabile bere dei decotti e infusi
caldi.
E’ fondamentale alimentarsi con frutta e verdura, perchè
sono cibi che, senza fornire calorie, contengono rilevanti quantità
di sali minerali e vitamine, necessari per accrescere le nostre
difese organiche di fronte all’attacco da parte di batteri
e virus.
Fra queste sostanze, un ruolo importantissimo ha la vitamina C,
spesso, usata come supporto per contrastare le malattie da raffreddamento.
Molto ricchi di vitamina C sono gli agrumi in genere. Si può
scegliere se assumerli in spremute o consumarli interi. La vitamina
C ha un elevato potere antiossidante ed è utile contro i
tumori allo stomaco.
Se capita di assumere antibiotici a causa di un’influenza,
dobbiamo necessariamente reintegrare la flora batterica dell’intestino
con yogurt e frutta fresca.
Altra vitamina molto importante in inverno, oltre la vitamina C,
è la D in quanto con meno insolazione l’apporto di
energia solare che serve per produrre la vitamina D viene notevolmente
ridotta. In che cibi si può trovare questa vitamina? Nel
latte, ma bisognerebbe berne 4 bicchieri al giorno per assumere
la quantità vitaminica sufficiente. E la vitamina D non è
contenuta in altre risorse di calcio come i formaggi o lo yogurt.
La risposta a tale carenza? Un integratore alimentare multivitaminico/minerale
costituisce un ottimo modo di aiutare il nostro sistema immunitario.
E’ fondamentale che anche durante la stagione fredda, come
in ogni periodo dell’anno, l’alimentazione sia variata
e basata soprattutto sui prodotti di stagione, che dovrebbero assicurare
il maggior apporto di vitamine e minerali, presenti nei vegetali
arrivati a giusta maturazione.
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