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di Cinzia Porata
L'acqua è da sempre considerata un elemento di vitale importanza
sia per la sussistenza dell'uomo, che per lo sviluppo della civiltà.
Infatti, la nascita e lo sviluppo di molte popolazioni è
stato strettamente legato alla presenza di corsi d'acqua.
E’ da molti secoli prima di Cristo, è addirittura prima
che Ippocrate, il padre della medicina, ne parlasse, che gli uomini
hanno scoperto le proprietà medicamentose di certe acque
sorgive. Vicino al biblico lago di Tiberiade esiste una fonte termale
alla quale ricorre gente reumatizzata da ben tre millenni. E mai,
nel corso della storia, vi è stata un'epoca che di queste
acque non abbia visto il successo.
Sempre, nel corso della storia, le acque miracolose hanno avuto
un grandissimo successo: basti pensare che gli antichi romani, in
ogni luogo da loro conquistato e dotato di sorgenti naturali con
proprietà benefiche, costruivano centri destinati ai passatempi
ed alla cura della salute e del fisico.
Inoltre, l'uomo ha riconosciuto nell'acqua la capacità di
difenderlo dalle malattie e di agevolargli la guarigione, per questi
motivi sin dall'antichità ha attribuito ad essa virtù
magiche, a tal punto che veniva considerata dono degli dei.
Già nel V secolo a.C. erano conosciute le proprietà
benefiche delle sorgenti sulfuree che avevano la capacità
di attenuare i dolori muscolari ed articolari e di curare le malattie
della pelle.
Quando nel Medio Evo, le solite erbe e pozioni non riuscivano ne'
a curare le malattie ne' tanto meno ad alleviare il dolore, non
restava che affidarsi all'azione curativa e purificatrice dell'acqua
che riacquistò così l'importanza terapeutica.
Vennero classificati i vari tipi di acque in base alla loro composizione
e alle singole capacità curative per le diverse malattie.
Nel periodo rinascimentale la scoperta della stampa favorì
la divulgazione delle informazioni e ciò portò ad
un più ampio utilizzo delle cure idrologiche, anche se le
conoscenze ed i metodi di utilizzo non progredirono rispetto al
Medio Evo.
Tra l'800 ed i primi del '900 l'utilizzo delle terme sembra riservato
alla classe sociale privilegiata e solo successivamente questo fenomeno
si estenderà alla classe meno abbiente.
Ai nostri giorni le terme sono il luogo più idoneo per il
raggiungimento delle condizioni di completo benessere della persona
e dove è possibile curarsi con innumerevoli terapie
Le Terme sono divenute anche sinonimo di turismo e ad esse si avvicina
sempre più un pubblico diverso da quello tradizionale (composto
da persone anziane o desiderose di sottoporsi nelle Terme alla cura
di specifiche patologie), portatore di modelli di consumo nuovi
e più sofisticati rispetto a quelli riscontrabili fino a
poco tempo fa.
Le proprietà chimiche e fisiche che compongono le acque sono
molto diverse tra loro e sono, quindi, innumerevoli le applicazioni
e le possibilità terapeutiche che solo il medico curante
può conoscere e di conseguenza consigliare. Le acque termali
possono essere utilizzate in molti modi: come bevande, per irrigazione,
per inalazione, per bagno, oppure come applicazione in associazione
con altre sostanze minerali o organiche. Un'altra classificazione
le divide secondo la temperatura, la percentuale dei minerali, la
qualità dei sali minerali ed il loro potere radioattivo.
Oltre alle acque, fanno parte delle cure termali anche le grotte
ed i fanghi. Numerosissime sono in Italia le sorgenti termali, la
maggior parte delle quali è attrezzata in ogni particolare:
molti i medici che ne conoscono le proprietà e sono di conseguenza
in grado di suggerire con sicurezza quelle che offrono i benefici
richiesti dalla salute del paziente, tenendo anche ben presente
il lato psicologico. Ad esempio, chi è nervoso e non depresso
dovrebbe scegliere una stazione termale in collina o su un lago,
chi tende alla malinconia, sempre a pari valore per le proprietà
delle acque, dovrebbe scegliere una stazione in località
marina, che offra svaghi i e divertimenti. Se ci si dovesse sottoporre
ad una cura di fanghi, piuttosto debilitante, si abbia cura di scegliere
un periodo ed un luogo fresco e tranquillo, per non continuare il
processo essudativo anche quando è terminata l’applicazione
del fango.
La durata di ogni cura termale deve essere di almeno una decina
di giorni, da ripetersi per qualche anno, poiché qualsiasi
giovamento immediato è solo un palliativo. Le acque termali
si rivelano anche molto utili nei processi di riabilitazione per
la benefica azione dello zolfo sulle cartilagini articolari e per
l’azione antinfiammatoria del bicarbonato di sodio.
Negli stabilimenti termali si effettuano anche cure estetiche, quindi
il periodo di cura potrà essere utilizzato dai pazienti anche
per dedicare attenzioni anche al volto ed al corpo.
A testimonianza dell'importanza attribuita alle proprietà
terapeutiche delle acque, durante l'impero romano furono costruiti
dei grandiosi edifici termali che rappresentarono per l'epoca, un'istituzione
sociale a tutti gli effetti.
In poco tempo, oltre che luoghi di cura e di benessere, le terme
cominciarono a diventare un'occasione per gli scambi culturali e
gli incontri.
Gli edifici termali comprendevano saune, palestre, locali per il
massaggio, stadi, biblioteche, sale per riunioni e conferenze: un
complesso di tutte le attività che dovevano contribuire a
mantenere una "mens sana in corpore sano".
In Italia abbiamo la fortuna di possedere innumerevoli tipi di acque
termali
Chiariamo subito che le proprietà fisiche e chimiche che
compongono le acque sono assai diverse fra loro e ne conseguono
innumerevoli applicazioni e possibilità terapeutiche che
soltanto il medico curante può conoscere. Il discorso, quindi,
è generale e indicativo. Le acque termali possono essere
utilizzate nei seguenti modi: per bibita, per irrigazione, per inalazione,
per bagno oppure facendone il liquido pregnante di altre sostanze
minerali od organiche: limo, argilla, detriti di alghe ed altri.
Queste sostanze poi, scaldate artificialmente o calde al naturale
(come in certi fanghi) vengono applicate sul corpo e associano l'effetto
curativo a quello termico. Un'altra classificazione delle acque
le divide secondo la temperatura, la percentuale di minerali, la
quantità e la qualità dei sali minerali contenuti
e, infine, il loro potere radioattivo.
Oltre le acque, fanno parte delle cure termali le grotte e i fanghi.
A fine della seconda parte dell’articolo elencherò
alcuni dei tipi più comuni di acque minerali (oltre a un
accenno su fanghi e grotte) che vengono utilizzate a scopo terapeutico,
con le loro caratteristiche, le principali stazioni termali italiane
in cui si trovano le indicazioni e le controindicazioni.
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