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di Stefania Gabrielli
giocare,
imparare…..
crescere
IN PISCINA FIN DA PICCOLI?
L’acquaticità, praticata sin dai primissimi
mesi di vita agevola lo sviluppo psicofisico.
Per saperne di più, ecco le risposte alle domande
dei genitori.
PERCHE’ IN ACQUA FIN DA PICCOLI?
L’acqua rappresenta uno stimolo per la crescita
e lo sviluppo psico-motorio del bambino;
la familiarizzazione con l’acqua tende a fargli
acquisire schemi di postura, modi diversi di spostamento,
un controllo respiratorio adatto alle nuove esigenze,
libertà di movimento e allargamento esplorativo.
Dal punto di vista psicologico rafforza la relazione
col genitore,accresce la fiducia in sé stesso e stimola
la socializzazione con gli altri bambini.
A CHE ETA’ POSSO PORTARLO IN PISCINA?
Fin dai primi mesi di vita. La temperatura delle ns
piscine è di 33/34 gradi.
IL BAMBINO PUO’ CAVARSELA DA SOLO IN ACQUA?
La presenza del genitore in acqua è un punto fermo.
L’obiettivo di un corso di acquaticità neonatale con
bimbi
da 0 a tre anni è l’ambientamento in acqua genitore-bambino
per favorire una crescita e uno sviluppo armonioso.
Non è importante che il genitore sappia nuotare bene
ma il suo atteggiamento. In genere il corso viene svolto
in acqua bassa, in completa sicurezza.
E’ comunque molto importante la tranquillità che i
genitori
sapranno trasmettere al piccolo; se non ci si sente tranquilli
è meglio affidarlo all’altro genitore o, se si è
intenzionati
a fare il percorso, iniziare a prendere confidenza con l’elemento
acqua già in gravidanza.
QUANTO DURA IL CORSO?
Per completare tutte le fasi di ambientamento, galleggiamento,
immersione occorrono circa nove mesi.
Non bisogna avere fretta! Non ci sono scorciatoie, per arrivare
all’obbiettivo è necessario ripetere più volte
lo stesso esercizio
fino a quando il bambino non avrà liberamente deciso di
“giocare” con l’acqua. L’esperienza in vasca
è essenzialmente
un’esperienza sensoriale, cognitiva e ludica.
E SE IL BAMBINO NON VUOLE ENTRARE IN ACQUA?
Un ambiente sereno, gioioso, colorato, caldo aiuta ad eliminare
le tensioni.
Non bisogna forzare il bambino, ma incrementare la sua crescita
per porlo nella condizione di affrontare la nuova esperienza,
camminare alla scoperta della piscina, stimolare la sua curiosità,
i primi contatti con i giocattoli, lasciargli il tempo di maturare
la decisione. Sarà lui a proporre di entrare.
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