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di Cinzia Porata
Il primo raggio di sole più insistente di febbraio, il più
costante tepore di marzo ed aprile fanno nascere in noi un desiderio
dì rinnovamento che va dai buoni propositi morali, alla voglia
di abbandonare giacconi, sciarpe e pellicce, per abiti più
sciolti e più colorati.
Sentiamo il desiderio di uscire dallo smog e dalle brume invernali
e siamo spinti a cercare nei boschi la prima viola o il canto di
un uccello che è appena giunto con la primavera.
Ma la primavera non è solo questo, è la rinascita
di tutta la natura e possiamo rendercene conto osservando i giardini
e la campagna intorno a noi, è una vera e propria esplosione
di colori.
Negli orti incominciano a spuntare timidamente, ma con tenacia le
tenere insalatine, anche se nei supermercati le possiamo ormai trovare
tutto l’anno.
Ed è per questo ortaggio che vorrei spendere alcune doverose
parole.
Molto spesso utilizziamo l’insalata come tappabuchi, tutti,
ammettiamolo, qualche volta abbiamo cercato di riempire il posto
vacante del contorno con l'insalata senza preoccuparci se l'accostamento
era adatto o no al piatto, ma semplicemente perché la soluzione
era sbrigativa e il verde sta tanto bene sulla tavola. Mi riferisco
naturalmente alle insalate a foglie verdi: lattuga, cicoria, indivia
in tutte le loro varietà. Certamente con il limitatissimo
tempo a disposizione, di cui disponiamo al giorno d’oggi,
non possiamo perderci in fantasie di contorni, come i grandi chef,
ma non è neppure giusto rovinare in un sol colpo il piacere
di gustare una buona pietanza e una buona insalata perché
l'accostamento non è azzeccato.
Ad esempio, il contorno di insalata si addice ai piatti di carne
piuttosto asciutta: arrosti di pollo e di vitello, carni alla griglia,
bistecche, fritti in genere.
Non è molto consono servirla con stracotti, brasati, bolliti,
scaloppine in salse al marsala ecc. In tavola è preferibilmente
portarla già condita, se i gusti dei familiari sono pressapoco
simili, accompagnata sempre dalle ampolline dell'olio e dell'aceto
per eventuali correzioni, ma se un'insalatiera deve scatenare un
conflitto perché tre gocce di aceto in più sono cascate
sull'insalata, guardatevene bene e portate in tavola l'insalata
al naturale, ognuno provvederà a condirla nel proprio piatto.
Il condimento dell'insalata avviene di regola in questa successione:
1° cospargere di sale - 2° spruzzare di aceto - 3° cospargere
con olio - 4° mescolare a lungo affinché ogni foglia
di insalata sì insaporisca bene e uniformemente. Ottimo è
anche il sistema di sciogliere prima il sale con l'aceto. La qualità
del condimento deve essere ottima: l'aceto dovrà essere di
vino e non di laboratorio, l'olio di oliva o meglio ancora l’olio
extravergine di oliva, il sale meglio se finissimo. Le dosi sono:
3 parti di olio e 1 di aceto.
Col termine "insalata" però, si usa raggruppare
anche tutta una serie di preparazioni formate da un miscuglio di
ingredienti (verdure, carne, pesce, uova, riso ecc.) condite da
una salsa adatta e che talvolta costituiscono una portata vera e
propria anziché un contorno. Le possibilità di accostamenti
sono infinite, il modo di condire anche; non è necessario
essere dei cuochi di fama mondiale per indovinare un'insalata, ma
è utile ricordare alcune regolette; se volete mettere insieme
i finocchi crudi che non vogliono l'aceto con i pomodori che lo
esigono, conditeli separatamente; se intendete mescolare l'insalata
ai pomodori, ricordatevi che la prima va condita all'ultimo momento
e i pomodori anche un'ora prima. Tenete presente inoltre che le
verdure cotte vanno condite ancora calde perché si insaporiscano
meglio e quelle crude non devono stare a lungo in acqua perché
perdono in sapidità e in profumo; è preferibile un
lavaggio piuttosto rapido che permette di eliminare ogni traccia
di terriccio. Le cipolle e l'aglio danno vigore e profumo alle insalate
sia semplici che composte, metteteli, ma con parsimonia perché
non soffochino il sapore degli altri ingredienti e non costringano
i poveri commensali a una marcia forzata in una pineta ossigenata,
o ahimè a lunghe meditazioni nella propria stanza sull'incomunicabilità
del genere umano.
Insalata fantasia
Ingredienti per 4 persone:
1 cespo di lattuga
2 cespi di cicoria
1 carota
50 gr di olive nere farcite
1 cipollina
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 finocchio
1 pomodoro
2 cetrioli
2 filetti di acciuga sott’olio
1 dl di olio
aceto , sale e pepe.
Pulire accuratamente la lattuga e la cicoria eliminando le foglie
guaste.
Lavare le insalate, scolarle bene e tagliarle a listerelle.
Affettare la cipolla e metterla a bagno in acqua fredda lasciandovela
almeno 1 ora (con questo trattamento la cipolla perderà in
parte il suo acre sapore e risulterà meno indigesta).
Tagliare a fettine il finocchio, il pomodoro e i cetrioli. Tagliare
la carota e i peperoni a filetti e le olive nere a rondelle. Unire
tutte le verdure in una insalatiera. Preparare a parte la salsa
per il condimento: schiacciare con una forchetta le acciughe e porle
in una terrina. Unire olio, aceto, un pizzico di sale e pepe e sbattere
fino a quando gli ingredienti si saranno ben emulsionati. Versare
la salsa ottenuta sull’insalata, mescolare bene e servire.
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