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di Marzia Pulici
“Un cuore sempre più rosso” E’ una semplice
frase che può condurre il pensiero di ogni lettore verso
svariati argomenti ma che per me, durante un fine settimana di dicembre,
ha significato rivolgere lo sguardo e l’attenzione verso un
semplice ma rigoglioso prodotto di un’altrettanto originale
terra italiana: il radicchio rosso di Asigliano.
Un piccolo paese nella provincia di Vicenza che, da ormai vent’anni,
per alcuni giorni di ogni mese di dicembre, si anima e si trasforma
in onore di quello che da qualcuno viene definito “l’oro
di Asigliano” per quanto determinante sia la presenza della
sua coltivazione nella connotazione di questo territorio e della
sua popolazione. Pochi, a dire il vero, a tutt’oggi coloro
che lo conoscono o, per meglio precisare, pochi sono coloro che
conoscono con esattezza e cognizione questo particolare tipo di
radicchio per il quale personalmente ho coniato in questi giorni
la denominazione di “CUORE ROSSO” in quanto penso gli
si addica perfettamente.
La sua semplice ma orgogliosa forma ricorda infatti proprio quella
di un cuore e, per esibirne le migliori qualità i produttori
eliminano le foglie più esterne, magari leggermente velate
di terra, per conservare ed offrire solo il cuore, più pulito
e pregiato. Ed è veramente con il cuore che tanti asiglianesi,
di tutte le età, lavorano con fatica per coltivarlo e se
il risultato è quello che è possibile ammirare in
questi giorni, significa che davvero amano il prodotto del loro
lavoro fino a renderlo originale e spettacolare, come amano la loro
terra vicentina che lo genera e lo nutre. Lavoro e fatica vengono
poi ampiamente ripagati: purtroppo non tanto in termini economici
dato che è ormai risaputo che anche in questo caso, come
un po’ succede per tutti i prodotti agricoli, a chi coltiva
e produce va una cifra che non compensa mai sufficientemente il
sacrificio del lavoro che ci sta dietro! Ma questa è gente
che esibisce con orgoglio il meglio e l’eccellenza della propria
produzione, gente che dalla finestra della propria abitazione ammira
il podere rigoglioso che la circonda, sul quale versa sudore ma
dal quale raccoglie soddisfazione e bontà. Parliamo con loro
in questi giorni,ci insegnano come ammirare ed apprezzare con i
nostri occhi questa moltitudine di cuori rossi , ci parlano di loro
quasi come un gioielliere parla delle proprie preziose creazioni,
ci mostrano una meravigliosa vetrina dove spiccano uno vicino all’altro
centinaia di cuori rossi tutti con la punta rivolta dalla stessa
parte o sistemati a regola d’arte magari anche per formare
la scritta con il nome del paese. Guardarlo è una meraviglia;
bisogna sapere che il prodotto odierno è frutto di un’attenta
selezione persino della semenza che i migliori produttori si fanno
da sé e che, anno dopo anno, ha eliminato le imperfezioni
ed ancora oggi continua con l’obiettivo di ottenere un prodotto
sempre più ricercato, perfetto e persino competitivo : sì,
perché qui si svolge in questa occasione anche un vero e
proprio concorso fra tutti i produttori di radicchio del territorio
e premia ovviamente coloro i quali presentano il prodotto migliore
giudicato tale da una giuria di elevata competenza tecnica in merito.
Ci rechiamo, insieme alla nostra guida asiglianese, un tecnico dell’istituto
di genetica, anche al consorzio di raccolta dove confluiscono enormi
quantità di prodotto proveniente da tutta la zona e notiamo
numerosi personaggi che si aggirano fra le casse, osservano, confabulano
finchè ad una certa ora, alcuni cominciano a bisbigliare
misteriosamente qualcosa alle orecchie di un tizio che ascolta attentamente.
Ci chiediamo cosa stia succedendo e ci viene spiegato che si tratta
dell”asta del radicchio”, un asta “sussurrata”
che a noi appare persino un po’ buffa ma che ancora una volta
riconferma quanto originalità contraddistingua tutta la filiera
produttiva di questo radicchio. E’ ormai parte consistente
della storia di Asigliano, della tradizione, della vita dell’intera
comunità, nonché delle tavole moderne che lo elevano
da prodotto popolare, perdonatemi l’espressione, a prodotto
di nicchia, raffinato ed esclusivo; non si dimentichino anche le
sue proprietà terapeutiche per la sua ricchezza di minerali
ed è un alimento del tutto salubre con elevate proprietà
depurative e diuretiche, indicato in tutte le diete e coadiuvante
nella cura di svariate patologie. Naturalmente la patria del suo
più grande trionfo non può che essere la cucina e,
nei giorni in cui tutti festeggiano in suo onore, diventa più
che mai, il protagonista delle tavole: dall’antipasto al dolce
le sapienti mani delle cuoche casalinghe come quelle dei grandi
chef lo fanno danzare fra pentole e coltelli per trasformarlo con
più o meno semplici ricette, in vere e proprie prelibatezze
che allietano il palato di tutti i gusti. Il suo gusto dolceamaro,
come personalmente mi viene di definirlo, lo contraddistingue da
ogni altro tipo di cicoria ( o insalata che dir si voglia) e contribuisce
a dare ad ogni piatto un tocco originale di sapore nonché
di colore. Insalatine di radicchio con noci e melograno, risotto
al radicchio, crespelle e lasagne al radicchio, radicchio marinato,
stufato,grigliato, ma anche croccante pane e pizza al radicchio,
torta e crostata al radicchio……insomma un vero tripudio
di successo, di gusto, di fantasia e sapienza nella preparazione
di pietanze di tutti i tipi. E che dire infine di una rosa di radicchio
che, elegantemente assemblata con rametti di agrifoglio e di pino
arricchisce le tavole di colore in raffinati centrotavola preparati
e sistemanti con abilità per appagare ancora di più,
e contemporaneamente, occhi e palato? Insomma, credo di non dover
più aggiungere altro se non invitare tutti i lettori appassionati
di cucina come me, a cimentarsi per introdurre nella lista dei loro
menù piatti preparati con questo regale ingrediente anche
se probabilmente oggi è ancora un po’ difficile trovarlo
in commercio lontano dalle zone di produzione ma che con il tempo
e la volontà di chi ama produrlo nonché consumarlo,
raggiungerà livelli elevati di diffusione e apprezzamento……ma
per noi che siamo camperisti e che giriamo la nostra Italia alla
ricerca di questi tesori ancora troppo nascosti, questa è
una tappa da assolutamente da non mancare!
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