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di Cinzia Porata
E’ tempo di olimpiadi invernali e quest’anno abbiamo
l’onore dello svolgimento delle stesse sulle nostre Alpi,
pertanto è esplosa la febbre dello sci, ed anche molti provetti
sciatori, che per anni avevano, come si suol dire, appeso gli sci
al chiodo, sono andati a recuperarli nel ripostiglio dove li avevano
reclusi.
Si prenotano settimane bianche o una gita giornaliera, quanto basta
per gettarsi a capofitto nelle discese mozzafiato sentendosi anche
per un solo giorno in sintonia con gli atleti della nazionale azzurra.
Ma chi pratica lo sci non agonistico deve preoccuparsi di alcune
eventuali conseguenze, come la disidratazione, cioè la perdita
eccessiva dei liquidi e l’ipotermia, ovvero l’abbassamento
della temperatura del corpo.
E’ possibile evitare o almeno limitare questi eventuali danni
per l’organismo, adottando un’alimentazione adeguata
al tipo di sport e alle condizioni climatiche in cui viene praticato.
Prima di mettere gli sci ai piedi è bene ricordare che una
corretta alimentazione gioca un ruolo fondamentale per affrontare
una giornata sulla neve nel migliore dei modi.
La mattina ha l’oro in bocca, infatti è indispensabile,
prima di recarsi sulle piste, consumare una buona colazione a base
di alimenti con un alto contenuto di carboidrati come cereali, pane,
fette biscottate con marmellata e miele, biscotti o cioccolato.
Per chi trascorre l’intera giornata sugli sci, dove l’aria
di montagna oltre a essere fredda è anche molto asciutta,
raramente si percepisce il sudore e il clima freddo non fa avvertire
lo stimolo della sete. Si tende quindi a bere in modo insufficiente
con il rischio di restare disidratati, occorre quindi bere una quantità
di liquidi adeguata prima di iniziare a sciare e di consumare, magari
fermandosi in una baita, qualcosa di caldo, un bicchiere di latte,
una cioccolata. Da evitare invece gli eccessi di superalcolici che
rallentano i riflessi.
Ricordarsi di uno spuntino veloce, da consumarsi a metà mattina,
tipo una barretta di cereali, un frutto o una tavoletta di cioccolato.
Non saltare mai il pranzo, aspettare la cena per rimpinzarsi è
un errore da evitare.
Ci si deve preparare in modo adeguato non solo con una buona prima
colazione, ma anche con un pasto che consenta di recuperare le energie
spese nel corso della mattinata e affrontare il pomeriggio sugli
sci senza accusare troppa stanchezza, causa di vari incidenti sulle
piste. Il pranzo è preferibile che sia a base di carboidrati,
pasta o riso o polenta e verdure. A cena, completare la dieta con
proteine e tanta verdura.
E’ importante una buona alimentazione in quanto l’organismo
mantiene la sua temperatura attraverso l’assimilazione del
cibo.
La perdita di calore, invece, avviene attraverso il sudore, il respiro
o semplicemente stazionando in un luogo freddo. Per controllare
la perdita di calore il corpo reagisce rabbrividendo. I brividi
consumano l’energia ottenuta con il cibo ed in particolare
con i carboidrati. Se la scorta di carboidrati presenti nell’organismo
si esaurisce, anche i brividi cessano, si ha un abbassamento della
temperatura corporea e nei casi estremi si può arrivare al
congelamento.
Un'alimentazione sana ed equilibrata con una buona prima colazione,
eventualmente uno o più spuntini, un pranzo e una cena adeguati
alle necessità di ciascuno è sufficiente per affrontare
una giornata sugli sci o una settimana bianca nel migliore dei modi.
Gli sciatori amatoriali non necessitano di un'integrazione supplementare
di nutrimenti per sopperire agli aumentati fabbisogni dell'organismo
nel corso dell'attività fisica, purchè seguino alcuni
semplici consigli di alimentazione come quelli esposti.
A questo punto, non mi rimane che augurare a tutti, delle buone
e distensive sciate sui pendii delle nostre Alpi e dei nostri Appennini.
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