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di Marzia Pulici
Ebbene sì, le sorprese non sono ancora finite per i nostri
piccoli grandi viaggiatori perché, questa volta, reale è
la chiamata per la partenza ma il viaggio non è quello di
ritorno verso casa……. Il viaggio continua e, bagaglio
appresso, i bambini vengono fatti accomodare nell’accogliente
sala d’attesa di una grande stazione ferroviaria dove un imponente
convoglio è già pronto sui binari. Un capostazione
in grande stile, con voce chiara ma quasi un po’ misteriosa,
annuncia la novità: “Fra poco salirete tutti sul treno
che, partendo dalla splendida città di Lima, vi accompagnerà
attraverso paesaggi sconfinati e fantastici, fino all’America
del nord e per la precisione nel Sud Dakota! Auguro a tutti un affettuoso
buon viaggio!”
Maestre e bimbi, ancora increduli, si incamminano verso il treno,
salgono, sistemano i bagagli e si accomodano; un fischio quasi silurante
e il convoglio comincia a muoversi fra l’entusiasmo di tutti
che ormai è alle stelle!! I bimbi salutano allegramente dai
finestrini tutti quanti incontrano sul percorso, su e giù
per le montagne, attraverso ventose praterie e in un angolo, assopito
e pensieroso, avvistiamo anche un colorito messicano che sotto la
tesa del suo grandioso cappello sta facendo la siesta e alza solo
furtivamente lo sguardo per accennare un timido saluto. Il viaggio
continua e, quando ormai i bimbi cominciano ad accusarne un po’
la stanchezza, il capotreno annuncia che stiamo per raggiungere
la meta e in pochi istanti il treno rallenta ed entra in una curiosa
stazioncina: i passeggeri scendono attoniti e vengono accolti da
un personaggio del tutto speciale che si presenta loro dicendo di
chiamarsi niente meno che Piuma Leggera, salutando i piccoli grandi
viaggiatori e dando loro un caloroso benvenuto nella terra degli
Indiani d’America!! Un po’ sconvolti e un po’
incuriositi i bimbi osservano, ascoltano, pensano e con qualche
timore, con bagaglio e passaporto, si avvicinano a Piuma Leggera
per il fatidico visto, per ottenere il” permesso di soggiorno”
e per iniziare quindi la scoperta e la conoscenza di questo nuovo
territorio del mondo.
Una grande sala cinematografica li attende nuovamente per offrire
loro grandi, nitide e colorite immagini del paesaggio: praterie,
cavalli al galoppo, bisonti, stranissime abitazioni a punta, come
le descrivono i bambini, o meglio semplicissime tende dallo strano
nome, “tepee” che, raggruppate, formano numerosi accampamenti,
strani pali colorati e magicamente agghindati detti “totem”
e altrettanto strani personaggi... gli abitanti. Hanno visi colorati,
piume, lunghi capelli, insoliti abiti, se così li possiamo
chiamare… tutto è magnificamente straordinario per
i nostri piccoli vivaci spettatori che assistono alla proiezione
con il naso all’insù!!
E poi il lavoro, o meglio il divertimento, diventa protagonista.
Ogni bambina, coadiuvata dalle sapienti mani della propria maestra,
comincia ad intrecciare strani filamenti neri e in men che non si
dica lunghe trecce sfavillanti vengono confezionate per poi fare
la gioia delle rispettive testoline che le indosseranno; i maschietti
invece si danno da fare con carta, forbici e colori a dipingere
piume variopinte per confezionare il copricapo del capo indiano
e immedesimarsi per un momento nelle vesti di Toro Seduto! Poco
più in là, risuonano gli echi di inquietanti tamburi;
voci misteriose cantano inni alla caccia, mentre una fila di bambini
si muove furtivamente simulando una vera e propria battuta all’inseguimento
del bisonte.
Poi, improvvisamente, la musica si fa più festosa, i bambini
esultano allegramente e danzano esprimendo con il corpo gioia e
soddisfazione: il bisonte è catturato, si torna all’accampamento
ed il pranzo è sicuro per tutti!!! Naturalmente il menù
è tipicamente indiano… il nostro cuoco non è
improvvisamente impazzito ma è diventato un abile attore
di questo strepitoso scenario e così sulle nostre tavole
oggi verranno serviti nientemeno che Penne alla siox, hamburger
di bisonte con frecce dorate (ovvero… patatine vestite a festa)
ed infine la coppa di Toro Seduto: una vera squisitezza!!
Le pareti della scuola si vestono di colori e ovunque compaiono
strani volti colorati con le tinte e le linee più disparate;
sono proprio originali questi indiani, decidiamo di provare a fare
come loro e ciascuno si cimenta a decorare il proprio viso lavorando
sul proprio ritratto, ma dopo aver assistito a come facevano Leonardo,
Rembrant, altre notorietà artistiche e in particolare il
pittore contemporaneo Arnulf Rainer che per l’occasione, pare
esserci venuto a trovare, insieme a due abili e simpatiche operatrici
nientemeno che dell’accademia di Brera: insieme a loro facciamo
un’attenta ricerca della mimica facciale e per qualche giorno
diventiamo tutti eccezionali esponenti della Pop Art contemporanea.
I risultati sono a dir poco emozionanti e, ancora più stupefacente,
è aver la fortuna, anzi il privilegio, di lavorare con bambini
così motivati ed entusiasti e sentirli pronunciare frasi
del tipo “che bello questo lavoro!” o “mi sono
divertito tanto” o ancora “quando lo rifacciamo”?...
La più importante ricompensa per chi si è tanto adoperato
per mettere in moto questa grande, complicata ed eccezionale impresa.
Le pareti della scuola si sono ulteriormente impreziosite con innumerevoli
ritratti dei nostri artisti /protagonisti che ci guardano esprimendo
le emozioni più differenti, ci divertono e ci stupiscono
per il lavoro grafico e manipolativo che sono stati in grado di
svolgere prima con chine e pennelli e poi con attrezzi da incisione
e fogli di rame.
Prima di cominciare sembrava un sogno; ma a trattenerlo e ad aiutarci
a realizzarlo ancora una volta ci hanno aiutato proprio gli Indiani;
alla loro proverbiale saggezza si aggiunge una loro indubbia abilità
nel costruire oggetti di eccezionale valore simbolico nonchè
artistico. Ci lasciamo guidare da loro, quindi, e in questo caso
ci conducono a realizzare un magnifico “acchiappasogni”
che, ci spiegano, appendono sopra il loro letto perché catturi
i sogni belli e scacci quelli brutti. Così, un bel giorno,
compaiono sui tavoli da lavoro innumerevoli cerchietti, strisce
coloratissime di carta crespa, corda, perle e, dulcis in fundo,
piume variopinte; nuovamente le abili mani di maestre e bambini
si mettono al lavoro e fra attività di arrotolare, intrecciare,
infilare ogni bambino confeziona il proprio acchiappasogni. Guarda
caso siamo nei giorni in cui qui da noi ricorre la festa della mamma
e allora lo confezioniamo elegantemente e con un bel cuoricino rosso
recante il proprio nome e gli auguri più affettuosi, ciascuno
lo porge come originale regalo alla propria mamma…..vi lascio
solo immaginare l’emozione delle mamme ricevendo questo dono
insolito, veramente unico e di inestimabile valore! Poi il lavoro
continua finchè arriva il giorno della festa indiana: le
maestre truccano estrosamente i piccoli visi allegri e festanti,
i capi indiani con le loro piume variopinte e le belle sioux con
le loro trecce corvine si riuniscono nell’atrio della scuola
formando un grande cerchio….. una grande festa indiana per
la quale la scuola si animerà proprio come un grande accampamento
pronto a festeggiare un grande evento. Un’allegra canzone
echeggia con rime baciate e semplici assonanze e si distinguono
chiaramente le voci dei bambini che cantano così:
Noi siamo i Sioux, tanca, tanca, ditagu e tutti quanti insieme formiamo
un tribù,
noi siamo i Sioux, tanca, tanca, ditagu e se parliamo indiano non
ci capite più!
Il nostro capo indiano si chiama Falco Nero e mastica tabacco, tabacco
quello vero,
e poi c’è lo stregone che al suono di un tamburo fa
salti da leone e non si ferma più! Noi siamo i Sioux, tanca,
tanca, ditagu e tutti quanti insieme formiamo un tribù,
noi siamo i Sioux, tanca, tanca, ditagu e se parliamo indiano non
ci capite più!
Viviam sulla collina e non facciam la guerra, perché vogliamo
bene a tutti sulla terra,
le frecce noi usiamo soltanto per giocare, nemmeno alle zanzare
non le tiriamo mai! Noi siamo i Sioux, tanca, tanca, ditagu e tutti
quanti insieme formiamo un tribù,
noi siamo i Sioux, tanca, tanca, ditagu e se parliamo indiano non
ci capite più!
Altri canti e scatenate danze animano questa viva giornata di festa
finchè arriva il momento del commiato; con un “Augh”
a tutta voce e con un entusiasmo da film si saluta questa grande
esperienza. Per molto tempo resterà nella mente dei nostri
piccoli grandi viaggiatori ai quali è stata offerta l’opportunità
di viverla insieme a tutti coloro che hanno lavorato appassionatamente
tante ore da non poterle più contare ma con tanto amore da
non poterlo più contenere!! Grazie a tutti, quindi, e arrivederci
al prossimo viaggio….chissà su quale lontano puntino
del nostro grande mappamondo insieme al sogno di tanti bambini…..un
giorno magari futuri camperisti cresciuti con la voglia di viaggiare,
conoscere ed amare tutti i popoli del mondo. “Parti con noi”
sarà il motto con il quale bambini e maestre accoglieranno
anche i genitori, amici, simpatizzanti e autorità per la
grande festa di fine anno…..ma questa è un’altra
storia!
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