| di Marzia Pulici
La chiamata dello speacker ha sollecitato tutti i nostri piccoli
viaggiatori a preparare le loro valigie perché l’aereo
li attende all’imbarco per riportarli a casa ; ogni maestra
ha dato una mano ad ogni bimbo a preparare il bagaglio con gli effetti
personali e con i “reperti peruviani” che durante la
permanenza in Perù ha raccolto e accantonato affichè
diventassero, insieme agli indimenticabili ricordi e alle singolari
e personali esperienze vissute, patrimonio indistruttibile del grande
viaggio. Passaporto in mano, quindi, i bambini si avviano verso
l’aeroporto ma ecco che, a metà strada, arriva un contrordine:
una voce squillante invita i passeggeri a riporre i loro bagagli
perché l’ora di partire è stata rinviata, per
motivi ignoti, dalle autorità peruviane che di conseguenza,
sono liete di prolungare ancora di una giornata la permanenza degli
ospiti italiani. Neanche da descrivere la gioia dei bambini……un’esultanza
collettiva esplode all’interno della scuola e nell’incredulità
generale si cominciano a fere ipotesi sulle motivazioni del rinvio:
c’è chi parla di una sciopero improvviso delle compagnie
aeree, chi ipotizza un clamoroso scherzo, chi pensa persino a problemi
politici (di questi tempi la campagna elettorale italiana ha avuto
echi fino in Perù!). In breve tempo però il “giallo”
si risolve e, raccolti i bambini in una grande piazza della città,
un signore peruviano molto cortese spiega che il Perù ha
voluto farci un regalo : dato che si avvicinano le festività
pasquali, e, anche il popolo peruviano festeggia la Pasqua, ha voluto
farci assistere ai propri festeggiameni tipici; i bambini, pur pensando
con un po’ di nostalgia all’uovo di cioccolato che li
attendeva a casa, accolgono comunque con entusiasmo la notizia.
Così, in men che non si dica, si ritrovano in una grande
sala cinematografica ad assistere alla proiezione di una serie di
immagini che li lasciano a bocca aperta : la gente peruviana, prepara
sulle strade dove dovrà passare la processione pasquale lunghi
ed enormi tappeti di petali di fiori variopinti, creando con essi
motivi religiosi e non, che a colpo d’occhio, risultano stupefacenti,
vere e proprie opere d’arte, a cui danno il nome di “alfombras”.
Ancora una volta i bambini sono stupefatti, ammirano queste meraviglie,
le descrivono, le toccano con mano e a qualcuno viene un’idea
: anche noi realizzeremo i nostri piccoli alfombras e li porteremo
a casa, aggiungendoli al nostro bagaglio, per addobbare le nostre
case!
Qualche cartoncino bianco dove l’abile mano disegnatrice di
una maestra traccia le linee di una leggiadra colomba, diventa la
base per la decorazione ; più di duecento abili manine cominciano
a confezionare palline di carta crespa variopinte che poi, altrettanto
abili dita, incolleranno una più vicina possibile all’altra,
proprio come fanno in Perù con i petali dei fiori sulla strada.
In men che non si dica (si fa per dire, ovviamente, perché
il lavoro è stato notevole!) ciascuno produce il proprio
alfombras che, deposto a terra a fianco di tutti gli altri come
le mattonelle di un originale pavimento, ricopre il suolo delle
classi offrendo uno spettacolo davvero unico!
E non è finita : il gentile signore peruviano richiama ora
tutti all’attenzione e,sempre con voce squillante ed entusiasta,
invita tutti i bambini ad una grande festa organizzata eccezionalmente
dai peruviani per salutarci e ringraziarci per aver scelto il loro
paese per il nostro viaggio. Ecco allora che tutti ci spostiamo
nel grande atrio dove risuona naturalmente musica tipica peruviana
e dove sono allestiti dei banchetti che immediatamente incuriosiscono
tutti….ebbene sì, hanno preparato anche un rinfresco
per farci gustare quelle piccole golosità che allietano i
bambini peruviani e che sperano allieteranno anche noi. Quel mais
con il quale avevamo giocato, ora si è trasformato in soffici
palline salate che deliziano da subito i palati dei nostri piccoli
e poi anche in croccanti chicchi soffiati e impreziositi di miele
che allo stesso modo riscuotono successo sotto i taglienti dentini!!
Infine, in un altro angolo della sala, un “mercatino”:
cinque pesos in cambio di un’ocarina, il piccolo ma prezioso
strumento a fiato di terracotta , decorato a mano, che il gentil
signore peruviano sta suonando allegramente deliziando le orecchie
di tutti……..ovviamente per noi anche questo un prezioso
omaggio a testimonianza dell’amicizia ormai instauratasi tra
noi e questo affascinante popolo. Tutti i bambini sfilano nel mercatino,
scelgono personalmente l’ocarina che più gli piace
e che gli viene donata; un affettuoso “holà”
per salutare e poi si avvia a riporre nella valigia l’originale
oggetto in vista della partenza, reale questa volta,… ma le
sorprese non sono ancora finite………..!!!
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