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di Cinzia Porata
Il tempo delle vacanze è ormai un ricordo, l’estate
chiude le sue porte e lascia il suo posto alla stagione più
colorata dell’anno….l’autunno.
Al suo ritorno tutto si colora come a voler dare il benvenuto a
quella parte dell’anno dove la natura, ormai stanca delle
attività di risveglio e riproduzione, si accorge che è
il momento di concedersi una pausa, per poter ricominciare tutto
da capo la prossima primavera.
La vita di ogni giorno scorre frenetica sempre più dentro
ad uffici, palazzi, automobili. Le città ci offrono comodità,
svago, possibilità di divertimento, ma ci allontanano dalla
natura.
Nel weekend concedetevi una bella passeggiata su un sentiero che
costeggia dei filari di vite o di un bosco, dove camminando si sente
il rumore delle foglie secche sotto le scarpe e si ritrovano i ricci
delle castagne che si confondono tra le foglie di varie forme e
colori, tra le quali con un po’ di fortuna fa capolino qualche
fungo.
Lo scricchiolio delle foglie a volte viene interrotto dal rumore
di qualche bestiolina che, correndo qua e là, riesce a trovare
le ultime scorte per il lungo periodo invernale dove la propria
tana diventerà tutto: vita, protezione e riposo.
Osservate la natura che cambia intorno a voi percepite nuovi e improvvisi
profumi, lasciatevi inebriare dall’inconfondibile odore del
sottobosco.
E' autunno, é tempo di trasformazioni, é tempo di
mutamenti.
Che spettacolo!!! Un arcobaleno di colori in ogni angolo della Terra
dove, nonostante il freddo che inizia a farsi sentire, riesce a
far provare una sensazione di calore, probabilmente dovuta proprio
al ritorno del grande momento del riposo.
Riavvicinarsi alla bellezza ed alla sostanza della natura non è
solo piacevole. È, quasi, una necessità biologica,
per ritrovare i nostri tempi, il nostro spazio, la nostra dimensione.
I colori dell'autunno. Le prime foglie rosse e gialle sostituiscono
il dominio del verde sulle chiome degli alberi, e dopo aver portato
a termine il loro antico compito; molte sono ancora stancamente
appese ai loro rami. Sono sfinite, ormai piegate inesorabilmente
verso il basso: aspettano rassegnate che uno spietato e pietoso
colpo di vento le trascini via, le confini in qualche angolo; I
rami cominciano a restare spogli e il vento non trova più
ostacoli e cambia continuamente suono; entra nelle orecchie con
i suoi sibili e ti taglia il viso con la sua forza.
Camminando così tra la natura non ci si accorge che il tempo
passa inesorabile, sembra di essere usciti da poco e l’imbrunire
ci coglie di sorpresa. L’umidità si fa sentire e ci
si avvolge attorno al corpo il nostro giaccone di lana, ci si rende
conto che è giunta l’ora di abbandonare l’aria
aperta.
Stanchi per la camminata e inebriati dai colori potrete concedervi
il lusso di rientrare nella vostra casa con le guance un po' arrossate,
il naso infreddolito e, dopo esservi tolti gli scarponcini, regalarvi
un momento di riposo sulla vostra poltrona con una tazza di tè
o di caffè fumante e dopo, perché no farvi cuocere,
su un bel fuoco scoppiettante di un caminetto (per chi ha la fortuna
di possederlo), le saporitissime castagne, che avete raccolto durante
la vostra passeggiata.
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