|
di Cinzia Porata
La primavera, stagione ispiratrice di poeti e pittori con la sua
esplosione di colori ci fa uscire dal grigiore dell’inverno
e con il tepore del sole di febbraio e di marzo ci invoglia ad abbandonare
cappotti, giacconi, pellicce e ripristinare gli abiti più
leggeri e colorati rinchiusi negli armadi durante il periodo invernale.
Ma la primavera non ci stimola soltanto ad alleggerire e rendere
più colorato il nostro abbigliamento, ma con il risveglio
della natura siamo stimolati a diventare provetti giardinieri ed
armati di buona volontà iniziamo a dedicarci al nostro giardino
ed alle piante che abbiamo ritirato durante l’inverno.
Occorre però fare molta attenzione ai lavori da eseguire,
infatti le gelate improvvise che in alta Italia sono così
frequenti in marzo e in aprile potrebbero compromettere la vita
di una pianta scoperta troppo presto o di una fioritura esposta
troppo presto all'aperto per questo il calendario dei lavori in
giardino deve essere stabilito più in rapporto alla temperatura
del luogo e all'andamento stagionale che allo scorrere dei giorni.
I lavori più caratteristici della primavera, per rendere
il giardino colorato e gradevolmente profumato con dei bei fiori,
sono la potatura e la preparazione.
Ma per avere già a primavera dei bellissimi fiori si dovrà
cominciare a seminare a novembre.
I fiori da piantare nel periodo autunnale sono quelli con il bulbo;
questo perchè essendo piantati a circa 10cm sotto terra non
risentono del gelo invernale e a febbraio quando è vicina
la primavera iniziano a spuntare per poi fiorire a marzo.
I fiori bellissimi con il bulbo sono: Crochi, Tulipani, Giacinti,
Fresie
In piena primavera si può iniziare a piantare i fiori che
renderanno bellissimo il nostro giardino in estate. Proprio in piena
estate è il momento di comprare Gerani di tutti i colori,
Petunie, Margherite, Roselline nane, Begonie. Sono tutti fiori che
amano stare in pieno sole o con poca ombra. Petunie e Rose devono
essere innaffiate abbondantemente tutti i giorni. Una particolarità
delle petunie è l'odore non proprio buono che emanano quando
sono bagnate, ma la loro bellezza compensa questa unica pecca.
Queste piante durante la fioritura tendono ad allargarsi, quindi
per avere un'aiuola sempre in ordine è necessario potarle
quel tanto che basta; in questo modo acquisteranno anche più
forza e la rigogliosa fioritura ne sarà la prova.
La potatura è un’operazione che deve essere fatta da
mani esperte e sicure, con strumenti adeguati e taglienti, a tempo
opportuno per non compromettere la vegetazione della pianta.
La potatura della rosa deve essere fatta, a seconda del clima, da
gennaio a marzo, in ogni caso prima della ripresa vegetativa.
La potatura, fatta al momento giusto, assicura un’abbondante
fioritura, una forma armoniosa alla pianta, un rigoglio nuovo ad
ogni anno.
Alle rose a "cespuglio" e ad “alberello” dobbiamo
eliminare i rami rivolti all'interno, quelli deboli e malformati,
quelli uscenti dallo stesso attacco.
I rami principali devono essere accorciati notevolmente affinché
i nuovi getti partano da un sostegno robusto. È importante
che il taglio, con cesoie adatte e ben affilate, sia eseguito appena
sopra una gemma rivolta all'esterno del cespuglio. Questo perché
inutili porzioni di ramo residuo non tolgano linfa alla gemma, perché
l'acqua piovana non sia convogliata sulla gemma facendola marcire,
perché il cespuglio risulti ben formato e ripulito all'interno.
La potatura delle rose "pendule", ad "ombrello"
deve tenere presente altre esigenze di queste piante. Innanzi tutto
la fioritura sarà più abbondante e più bella
su rami giovani e condotti orizzontalmente, a meno che non si debba
ornare una finestra del primo piano. Pertanto bisogna eliminare
senza pietà, e a tutto vantaggio dì quelli che rimarranno,
i rami ciechi o derivanti dal selvatico, quelli vecchi, corti e
poco vigorosi. Eliminare è meglio che mozzare: ricordiamo
che tutta la linfa deve affluire ai rami giovani perché la
fioritura sia copiosa
Come non c'è giardino che non possegga almeno una aiuola
di rose, non c'è giardino che non possegga almeno un gruppo
di ortensie.
L'ortensia a cespuglio deve essere potata all'altezza di tre-quattro
germogli sui rami fioriti dell'anno precedente. I rami nuovi, muniti
di una turgida gemma apicale, devono essere lasciati intatti perché
porteranno i fiori nella prossima stagione.
Giova alla pianta il ringiovanimento costituito dalla eliminazione
di tutti i rami deboli, secchi, contorti, rivolti verso l'interno
del cespuglio.
Una potatura bassa darà pochi fiori molto grandi, mentre
una potatura alta darà molti fiori assai più piccoli.
La scelta del tipo di potatura che si vuole effettuare dipende dalla
funzione decorativa delle piante e dal nostro gusto personale.
La forsithia è la prima a fiorire: si impone con i suoi lunghi
rami gialli che possiamo cogliere senza timore perché la
pianta richiede, dopo la fioritura, una potatura quasi radicale.
A conclusione dei lavori primaverili rimane la semina che è
un'operazione consigliata soltanto alle persone meticolose, pazienti
e tenaci. Alle altre più indaffarate, per non aver poi amare
delusioni, è consigliabile acquistare piantine già
pronte per il trapianto in aiuola.
Si semina in terrine speciali dette "seminiere", rettangolari,
poco profonde e di grandezza tale da consentire agevoli spostamenti.
La seminiera deve essere drenata per un terzo con cocci di vaso
o ghiaia grossa, poi riempita di terriccio grossolano al fondo e
finissimo in superficie. Se i semi sono molto piccoli occorre mischiarli
a sabbia fine e pulita. I semi saranno sparsi in modo uniforme e
non troppo fitti, poi saranno ricoperti con uno strato sottile di
torba distribuita con un setaccio e irrorati abbondantemente con
doccia filiforme. La terrina ricoperta con carta di giornale bagnata
e avvolta in un telo di plastica trasparente può essere riposta
in serra fredda o, in mancanza di questa, anche contro un muro al
riparo dalle correnti d'aria, o sul balcone o, ancora, sulla finestra
dì casa. Non appena saranno spuntate le prime piantine, si
toglierà il giornale e si lascerà la copertura di
plastica solo durante la notte.
Entro poche settimane le piantine saranno in grado di subire un
primo trapianto dove radicheranno opportunamente e si prepareranno
alla messa a dimora definitiva.
Un primo diradamento è opportuno avvenga già nella
seminiera, come pure è opportuno un innaffiamento iniziale
di una blanda soluzione antimuffa, questo trattamento evita i marciumi
che, specie nelle stagioni molto umide, possono distruggere completamente
alcune semine, e con esse la possibilità di riempire di fiori
il nostro giardino.
Di seguito ho pensato di riportare un calendario, pensando che potrebbe
essere utile, con i lavori da effettuare durante la primavere suddivisi
per mesi:
FEBBRAIO
I lavori di pulizia e di ripristino possono essere fatti fin dall'inizio
di febbraio. Nei giorni di sole si possono liberare alberi, arbusti
e rampicanti da foglie residue e rami secchi in attesa della potatura.
Le bulbose incominciano a far capolino nelle aiuole, almeno le più
precoci, come i crocus, i tulipani, le scille. Se la stagione è
siccitosa e ventosa è bene innaffiare di tanto in tanto anche
le bulbose per impedire il nanismo degli steli.
MARZO
Verso la fine di questo mese, ci si può occupare del prato,
il quale, attraverso la coltre protettiva di terriccio torboso che
gli avremo steso sopra in autunno, incomincerà a far capolino
un timido verde. Se si vogliono impiantare nuovi prati, questo è
il momento opportuno, ma consigliamo la zolla invece della semina:
le zolle, saldandosi rapidamente, ostacoleranno la crescita di erbe
infestanti, le quali, invece, crescerebbero rigogliose, accanto
alle pianticine derivanti dai semi.
APRILE
È il mese delle piogge, molto utili al prato; ci esimerà
dalle innaffiature artificiali. Alle piante più delicate
che erano state ricoperte con polietilene e paglia si devono togliere
i ripari soltanto quando la temperatura da garanzie adeguate. Se
l'escursione termica è forte, durante le ore di sole si possono
liberare dai fogli di plastica e lasciare respirare. Attenzione
a non scoprirle del tutto per non compromettere il risultato delle
cure invernali.
MAGGIO
È soltanto alla fine di aprile inizio di maggio che si possono
mettere a dimora i tuberi di canna indica, di dalia, di gladiolo,
di tuberosa. Anche in questa epoca si devono mettere in vaso i tuberi
di begonia, ma in serra fredda, dove si semineranno pure le annuali
da trapianto. Nelle aiuole è giunta l'ora di seminare a dimora
le piante annuali che non tollerano il trapianto, di mettere a dimora
le erbacee perenni da talea o di nuovo acquisto, e le talee legnose
di arbusti preparate nell'autunno precedente, di seminare le annuali
a rapido sviluppo, come le zinnie.
|