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di Marzia Pulici
Cosa mangiamo stasera a cena ? La tipica, solita, noiosa domanda
di tutti i giorni…..e le consuete risposte risuonano sottotono:
la carne non mi va, la pasta è meglio consumarla a pranzo,
il pesce non l’ho trovato fresco e a buon prezzo, il riso
l’abbiamo mangiato ieri sera….e allora cosa si fa?
Ecco la parola che in questi casi si rivela praticamente “magica”,
cinque semplici lettere e spesso il problema è risolto o
quasi : P I Z Z A e non appena la si pronuncia si raccolgono sempre
notevoli consensi e si risveglia un appetito generale che non è
poi così difficile soddisfare.
Questo piatto alquanto moderno ha in realtà origini antichissime
e nasce come piatto povero, essenziale che per essere preparato
necessita di pochi ingredienti, umili, reperibili anche in tempi
e situazioni difficili, un numero di ingredienti che, come le lettere
del suo nome, si contano sulle dita : farina, olio, sale, lievito
e tutto il resto è rimesso alla disponibilità di ciascuna
dispensa ed al gusto del singolo consumatore.
La storia della vera e propria pizza si fa risalire al 1600 per
opera di un ingegnoso personaggio che, già esperto nella
preparazione della schiacciata di pane, si sbizzarrisce per rendere
la stessa più varia, ricca ed appetibile e comincia per così
dire a “condirla”.Inizialmente si trattava di un semplice
disco di pasta di pane, cotta in un forno a legna, insaporita ed
impreziosita solamente con aglio, strutto e sale oppure ,per la
versione più ricca, con caciocavallo e basilico; la pizza
moderna però, quella che noi conosciamo comunemente, compare
con l’arrivo dell’ingrediente più colorato, se
non altro dal punto di vista visivo: e così “re pomodoro”
comincia ad essere più o meno copiosamente spalmato sopra
l’ormai nota pizza. Così a Napoli, ma anche in tutto
il resto d’Italia, e a New York, come nel resto d’America
( grazie soprattutto a qualche pizzaiolo italiano emigrato ) la
pizza assume la sua più caratteristica connotazione e dopo
poco tempo è proprio a Napoli che avviene il magico incontro
con l’altro ingrediente che in breve è andato ad amalgamarsi
alla perfezione con gli altri ed è diventato quasi indispensabile
: regina mozzarella. E’ stato poi proprio nella nostra Napoli
che un originale pizzaiolo , Raffaele Esposito, in compagnia della
sua consorte, hanno preparato la prima famosa “pizza Margherita”
condita, anzi è doveroso dire “decorata”, con
Pomodoro, Mozzarella e Basilico, ricordando il Tricolore italiano
e in onore della Regina Margherita, moglie del re d’Italia
Umbreto I°. La nostra pizza diviene così l’emblema
della cucina italiana nel mondo, altamente valorizzata ed apprezzata
per le sue caratteristiche culinarie ritenute elevate e per il suo
importante valore nutrizionale tanto da entrare ufficialmente a
far parte della dieta mediterranea. La pizza tradizionale infatti,
oltre ad utilizzare un metodo di cottura tanto antico quanto salutare
che è il forno a legna ( 400 gradi è la temperatura
ideale per un tempo non più lungo di due minuti) apporta
un corretto quantitativo di carboidrati, grasso e fibra costituendo
un ottimo piatto unico, adatto a tutte le età e a tutte le
esigenze dietetiche; ovviamente devono essere rispettate determinate
regole elementari ma essenziali durante la preparazione : pasta
ed ingredienti aggiunti non devono presentare bruciature e la pizza
,una volta cotta, deve essere morbida, facilmente piegabile in due
e deve essere consumata appena sfornata per apprezzarne tutto il
gusto e le migliori qualità. Sono state sufficienti le notizie
raccontate fin qui a stuzzicare la vostra voglia di pizza ? Ebbene,
gustatevene una, magari utilizzandola proprio come pretesto per
un incontro fra buoni amici e poi, alla prossima …puntata,
altre curiosità su questa splendida golosità!!! Buon
appetito!
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