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di Cinzia Porata
Care amiche, come già anticipato nello scorso numero di
INSIEME in questo articolo verrà trattata la frittura e la
grigliatura.
Anche se i dati storici in nostro possesso non sono numerosi, si
può affermare con una certa sicurezza che il primo metodo
adottato dall'uomo primitivo per cuocere gli alimenti sia stato
la cottura alla griglia. Al contrario, la frittura è il metodo
di cottura più recente, dato che richiede utensili di metallo,
un tempo preziosissimo, e abbondanza di grassi.
Nell'Antico Testamento sì parla di un pane cotto in padella,
ma non si può sapere con certezza se si trattasse di una
tecnica di frittura. Gli antichi Romani conoscevano la parola “frìgere”,
ma aveva più il significato di arrostire, abbrustolire, tostare.
La frittura e la grigliatura non sono i metodi di cottura più
salutari, perché sono i più aggressivi a causa delle
temperature elevate raggiunte dagli alimenti, e pertanto andrebbero
utilizzate solo raramente, prendendo alcune precauzioni per limitarne
i possibili danni alla salute.
Più alta è la temperatura, maggiori sono i danni che
subiscono gli alimenti: con la grigliatura si ha una perdita del
20% delle vitamine del gruppo B. Inoltre, se le fiamme lambiscono
i cibi e li carbonizzano, si formano dei composti che sono altamente
cancerogeni. Inoltre la frittura aggiunge una notevole quantità
di calorie all'alimento. Questo tipo di cottura dovrebbe perciò
essere adottato solo occasionalmente da chi desidera perdere peso,
da chi ha tassi elevati di colesterolo nel sangue e da chi soffre
di aterosclerosi.
- I cibi da friggere, ben puliti e lavati devono essere asciugati
molto accuratamente prima di essere immersi nell'olio bollente:
l'acqua accelera il processo di degrado dell'olio, perché
alle temperature elevate si combina con alcuni dei suoi grassi e
ne altera la qualità.
- Polpette e verdure affettate devono avere, più o meno,
le stesse dimensioni o uguale spessore in modo che impieghino lo
stesso tempo per cuocere.
- I cibi che si rompono facilmente, come i pomodori, le melanzane,
e le zucchine, vanno passati nella pastella prima di essere fritti
per evitare che, disfacendosi, assorbano troppo olio.
- Finocchi e carciofi vanno sbollentati prima di essere fritti,
perché non rimangano troppo duri.
- Crocchette, cervella e pesci possono essere, secondo le preferenze,
impanati, infarinati o passati in pastella per impedire che assorbano
troppo olio nel corso della frittura.
- Per carni, uova e frittate non è necessario utilizzare
grandi quantità di grassi, è sufficiente ungere bene
la padella.
Dal tipo di grasso usato dipende la temperatura che si raggiunge
nel corso della cottura e, soprattutto, ciò che l'organismo
assimila con i fritti.
- L'olio d'oliva.
Contrariamente a quello che comunemente si crede, l'olio d'oliva,
e in particolare l'olio extravergine d'oliva, dal punto di vista
dietetico è il migliore per la frittura. Infatti resiste
senza alterarsi a temperature di 200 °C., inoltre l'olio spremuto
a freddo garantisce che nella produzione non siano stati utilizzati
solventi chimici.
- Gli oli di semi
A eccezione dell'olio di arachidi, che tiene bene la cottura alle
alte
temperature, gli oli di semi si alterano alle temperature che superano
i 170 °C, producendo sostanze tossiche.
- II burro
Se viene usato in piccole quantità, il burro cotto non è
dannoso per la salute, ma a 100 °C già annerisce, formando
sostanze tossiche per l'organismo. È quindi meglio non utilizzarlo
per le fritture e preferire l'olio extravergine d'oliva.
- La margarina
Se si vuole usare la margarina per friggere è necessario
accertarsi che sia stata prodotta ricavandola da un unico tipo di
semi, possibilmente di girasole, che non contenga coloranti e conservanti
e che non sia stata idrogenata. L'idrogenazione infatti trasforma
i grassi insaturi dei vegetali, con cui è fatta la margarina,
in grassi saturi, che sono tra i maggiori responsabili dei depositi
di grasso nelle arterie.
Attenzione! Il grasso di frittura non va mai riutilizzato, perché
l'olio sottoposto a temperature elevate modifica la sua struttura
e diminuisce la sua resistenza all'irrancidimento, inoltre prende
un gusto sgradevole, che viene trasmesso ai cibi. Inoltre se l'olio
raggiunge il cosiddetto “punto di fumo” vengono distrutte
le vitamine e gli enzimi necessari alla digestione, e i grassi insaturi
diventano saturi, contribuendo alla formazione dei depositi di colesterolo
nelle arterie.
Nella cottura alla griglia bisogna assolutamente evitare che gli
alimenti brucino, che assumano un colore troppo scuro, poiché
ciò significa che le sostanze nutritive sono state profondamente
modificate e quindi che sono diventate dannose per l'organismo.
Gli alimenti come le salsicce, il lardo e la pancetta sono spesso
conservati con sali di nitrato, che durante la cottura alle alte
temperature, formano nitrosammine, con elevati poteri cancerogeni.
Al termine di questo mio articolo vi do l’appuntamento al
prossimo numero di INSIEME.
Buon lavoro.
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