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di Cinzia Porata
Quante volte ci è sorto il dubbio e ci siamo fatte mentalmente
la domanda: quale sarà il metodo giusto per cucinare questo
pesce, questa verdura, questi cereali?, ecc. A me personalmente
è sorto molte volte, così mi sono voluta documentare
e sfogliando riviste e navigando in internet ho acquisito molte
nozioni con le quali mi son fatta un mio personale database che
consulto quando non sono sicura di come effettuare una cottura di
un alimento.
Da questo numero di INSIEME vorrei rendere partecipi anche Voi di
quanto sono venuta a conoscenza, sperando di farvi cosa gradita.
Iniziamo dalla base e cioè dai vari metodi di cottura.
La cottura ha lo scopo di rendere alcuni cibi più digeribili
o solo più gradevoli al palato. Ci sono però alimenti
che vanno necessariamente cotti per diventare commestibili, come
i cereali interi o in farina (frumento, riso, orzo, granoturco,
avena, ecc), i loro derivati (pasta, pane, impasti per pasticceria)
e molti vegetali (patate, legumi, melanzane).
II calore modifica i tessuti dei cibi, anticipando in un certo senso
il lavoro svolto dagli organi della digestione: anzi, in alcuni
casi, come per i legumi, la cottura è fondamentale per distruggere
alcune sostanze che, crude, impediscono l'assimilazione da parte
dell'organismo.
La cottura garantisce una maggiore sicurezza igienica, poiché
elimina i germi e parte delle tossine contenute negli alimenti.
In passato questa funzione era vitale per aumentare il tempo di
conservazione dei cibi.
Una cottura non corretta, tuttavia può privare l'alimento
di molti elementi nutritivi, come le vitamine (ciò accade
con una cottura troppo lunga e con un eccessivo utilizzo di acqua)
e produrre sostanze che possono danneggiare la salute; per esempio,
il caso dei grassi, che in cotture prolungate e ad alta temperatura
producono sostanze tossiche come l'acroleina.
È molto importante saper scegliere la modalità di
preparazione più adatta a ciascun tipo di cibo e anche il
recipiente e i tempi di cottura.
Le tecniche di cottura si possono suddividere in tre gruppi:
i metodi con colorazione della superficie esterna e formazione di
una crosta, quelli in un liquido con scambio di succhi e quelli
che sono un misto tra i due.
I metodi per colorare esternamente un alimento e formare una crosticina
sono:
- tutti i modi di cottura arrosto con ogni tipo di utensile (forno,
griglia o grill, piastra, spiedo, padella, tegame);
- le fritture;
- le cotture saltate.
Questi metodi hanno in comune la cosiddetta caramellizzazione della
superficie dell'alimento, che conferisce un sapore tipico e, soprattutto
nei fritti, una consistenza croccante. Con questi metodi i succhi
presenti nell'alimento tendono a restare all'interno dello stesso.
Per evitare che i succhi presenti nel cibo non evaporino attraverso
la crosta è importante interrompere la cottura quando l'acqua
presente nell'alimento non è completamente evaporata. In
questo modo il cibo non diventa secco e, mantenendosi morbido al
suo interno, conserva i suoi succhi nutritivi e con essi gran parte
dei sali minerali. Fare molta attenzione alla rosolatura che non
deve essere eccessiva (coloritura marrone scuro); per evitare che
i cibi si secchino e perdano il sugo e i principi nutritivi.
E’ importante ungere le vivande da arrostire con un grasso
(preferibilmente olio extra vergine di oliva).
E’ molto importante anche la dimensione del tegame, in fatti
il recipiente ideale deve essere a contatto con una buona parte
della superficie dell'alimento da cuocere, perché le parti
dello stesso non a contatto con il cibo raggiungono temperature
molto più elevate che rischiano di bruciare i condimenti,
producendo sostanze tossiche.
Non deve essere troppo piccolo, perché i vapori troppo concentrati
che si sprigionano con la cottura potrebbero impedire la formazione
della crosta.
Quando si cuociono gli alimenti in un liquido come l'acqua, il brodo
o vino, non si supera la temperatura di ebollizione e quindi non
si forma la crosta che tende a trattenere i succhi nutritivi e i
sali minerali. Questi fuoriescono per mescolarsi ai liquidi aromatici
di cottura e nello stesso tempo, gli aromi presenti nel liquido
di cottura penetrano nell'alimento, provocando un processo di scambio
tra l'interno e l'esterno del cibo.
I metodi misti sono le cotture cosiddette in umido, che prevedono
un inizio con la formazione della crosta per poi proseguire con
l'aggiunta di liquidi. In genere si rosola in un grasso l'alimento
da cuocere, eventualmente con verdure o altri aromi, e, quando diventa
colorito, si aggiunge acqua, brodo o vino.
Le lunghe cotture sono sconsigliate infatti recenti ricerche hanno
dimostrato che i tempi di cottura incidono sulla digeribilità
dei cibi. Contrariamente a quanto si crede, non sono le lunghe cotture
a rendere più digeribili gli alimenti, ma le cotture brevi
che, pur senza presentare i cibi crudi, ne conservano la consistenza,
il sapore e, in parte, il colore originali. Per esempio a cottura
ultimata le carni e i pesci devono ancora presentare all'interno
i loro succhi, la pasta deve avere una consistenza elastica e una
vaga trasparenza e le verdure devono risultare leggermente croccanti.
Spero che quanto scritto vi abbia incuriosito e vi possa essere
utile in futuro quando qualche dubbio si insinuerà nella
vostra mente.
Ora nel lasciarvi vi do’ l’arrivederci al prossimo numero
di INSIEME dove porterò a vostra conoscenza nozioni sulla
cottura delle verdure.
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