ROSA INSIEME
"La cottura degli alimenti, i "Cereali”"

di Cinzia Porata

Care amiche, come già anticipato nello scorso numero di INSIEME in questo articolo descriverò la cottura dei cereali.
Iniziamo a conoscere queste piante che sono presenti da secoli nell'alimentazione umana e rappresentano l’alimento base rivestendo un'importanza primaria nella nutrizione di moltissimi popoli.
Trovano impiego nella preparazione di farine utilizzate fra l'altro anche nella produzione di pane e sono alla base di alcolici come ad esempio la birra o il whisky. La semola, ossia il risultato della frantumazione del grano duro, è la materia prima necessaria per la produzione della pasta.
Il loro successo è dovuto alla grande adattabilità, all'alta digeribilità, al sapore relativamente neutro e alla possibilità di coltivarli con tecniche meccanizzate.
Agli albori della storia dell'uomo i primi cereali venivano semplicemente arrostiti sul fuoco o sulla brace.
Gli Egizi, già tremila anni prima dell'era cristiana, erano in grado di cuocere il pane in forai a cono rovesciato, scavati nella terra. I forni erano riempiti di braci e i pani, piatti e rotondi, venivano cotti mettendoli a contatto con le pareti rese roventi dal calore delle braci. Nell'Antico Testamento si parla del pane cotto alla griglia, una tecnica ancora oggi utilizzata nei paesi mediorientali. Dovettero passare diversi secoli prima che i cereali fossero cotti nell'acqua, cioè finché non fu ideato un tipo di vasellame impermeabile e resistente al fuoco che, secondo alcuni studiosi, avvenne intorno all'IX secolo. Ancora oggi i cereali ricoprono un ruolo di primaria importanza nell'alimentazione dei popoli e costituiscono il 50% delle totali calorie ingerite: in Occidente è particolarmente consumato il frumento (che ha sostituito l'or¬zo dei secoli passati), in Africa il miglio, in Oriente il riso e nell'America meridionale il mais.
Oltre a essere un'ottima fonte di energia i cereali, soprattutto quelli integrali, sono un'insostituibile fonte di sali minerali, principalmente di ferro e di fosforo e anche di fibre, importanti per una regolare attività intestinale.
Per consumare i cereali in modo facile e preservarne tutte le qualità, si possono scegliere i fiocchi. Dagli Stati Uniti, dove sono sempre presenti sulla tavola della prima colazione, i fiocchi si sono diffusi anche in Italia, offrendo anche la possibilità di consumare cereali come l'orzo, l'avena e il frumento, raramente utilizzati sotto forma di chicco.

LA COTTURA DEL FRUMENTO
II grano viene oggi utilizzato quasi esclu¬sivamente sotto forma di farina per produrre il pane e la pasta, che nel nostro paese sono alla base dell'alimentazione quotidiana.
Altri modi di consumare il frumento sono alcune preparazioni di antichissima origine, ancora usate nel meridione:
- a Palermo, in occasione della festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, si consuma “la cuccia”, che consiste in chicchi di grano cotti, addolciti con miele o zucchero e mescolati con crema di ricotta o di latte;
- in Lucania si consuma il “grano cundite”, che è il grano con il sugo.

IL RISO
Esistono molti modi di cuocere il riso, ma quelli che più ne preservano le proprietà nutritive sono la cottura a “vapore”, tradizionale delle regioni orientali, e quella fatta secondo la tecnica del risotto italiano a completo assorbimento dell'acqua di cottura. La cottura a vapore prevede che il riso, messo in un colino, venga lavato sotto l'acqua corrente e poi asciugato. In un tegame largo si fanno appassire, in pochissimo condimento e a fuoco dolcissimo, la cipolla e gli altri aromi. Si aggiunge il riso e si mescola per circa 5 minuti. Si aggiunge acqua o brodo per un volume doppio rispetto a quello del riso (misurato con un dosatore) e si uniscono le spezie che si desiderano. Si copre, si mette nel forno preriscaldato a 170 gradi e si cuoce da 16 a 18 minuti, secondo il tipo di riso scelto. Il riso è cotto quando ha assorbito tutta l'acqua. « La tecnica del risotto prevede di sciogliere poco burro e di unire gli aromi e le erbe, da fare appassire leggermente. In seguito si aggiungono il riso, facendolo tostare per 4-5 minuti, eventualmente il vino, facendolo evaporare, e piccole quantità di brodo caldo fino a cottura ultimata. Con questa tecnica si può cuocere il riso bianco (raffinato) e quello parboiled, molto più ricco di vitamine, di fibre e di sali minerali, e anche l'orzo e il miglio, avendo l'accortezza di regolare i tempi di cottura.
II riso “selvaggio” va preparato tenendolo nell'acqua per circa 6 ore e poi cuocendolo a fuoco lento in un volume di acqua fredda uguale a quello del riso.
II riso “integrale” si può preparare misurando una tazza di riso per due porzioni, da cuocere in 2 tazze di acqua o di brodo. Si lava il riso in acqua corrente fredda, si scola e poi si mette in una casseruola con l'acqua, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva o di burro e 1 cucchiaino di sale. Si copre, si porta a ebollizione e si cuoce a fiamma alta per circa 10 minuti, poi si riduce la fiamma al minimo e si continua la cottura per 30-40 minuti. Si spegne e si lascia gonfiare per 10-15 minuti, finché tutta l'acqua è stata assorbita.
II riso integrale si può cuocere anche nella pentola a pressione, in circa 20 minuti.

IL MAIS
II mais, o granoturco, si consuma sotto forma di farina per la polenta e di chicchi, in pannocchia o sgranati. Le pannocchie si trovano anche surgelate o in scatola.
La pannocchia si cuoce in acqua bollente salata per pochi minuti. I chicchi conservati in scatola non hanno bisogno di cottura e si consumano da soli o nelle insalate miste.

Al termine di questo mio articolo vi do l’appuntamento al prossimo numero di INSIEME con la cottura della carne e del pesce.
Buon lavoro.

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