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di Marzia Pulici
Mentre assaporiamo con gusto quel gelato appena acquistato in una
moderna, multicolorata e magari affollata (di questi tempi! ) gelateria,
dobbiamo pensare che non è sempre stato così ma che
le origini del gelato nell’antichità sono veramente
varie e complesse.
Cosa pensereste se vi dicessi che dei primi “mangia e bevi”
è contenuta traccia già nella Bibbia? Proprio così,
quando Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve! Curioso
anche scoprire la golosità di re Salomone per le bevande
ghiacciate o l’abitudine di Alessandro Magno di consumare
come ristoro in marcia e in battaglia veri e propri cocktail di
miele, frutta e niente meno che neve.
Nei più sontuosi banchetti egizi veniva servita un’ottima
portata di frutta mescolata a ghiaccio, come pure sulle tavole dei
romani, in particolare dell’imperatore Nerone, era solito
offrire ai commensali bevande composte da frutta tritata, miele
e neve sapientemente amalgamati.
Risale invece al Medioevo l’invenzione di preparare recipienti
completamente circondati da ghiaccio dove poter congelare ( più
o meno!) i succhi di frutta ottenendo così gli antenati degli
attuali sorbetti.E’ solo alla fine del cinquecento però
che avviene il vero e proprio esordio, o meglio trionfo,del dolce
freddo; alla corte medicea di Firenze inizialmente i sorbetti e
poi veri e propri gelati montati e lavorati, divengono la delizia
e la golosità di chi ha il privilegio di accedere a questi
nobili convivi. Nel frattempo si perfezionano sempre più
le tecniche sia per la lavorazione che per la conservazione del
gelato e un secolo dopo circa un signore siciliano, tale Francesco
Procopio Dè Coltelli, risale lo stivale e raggiunge Parigi
portando con sé una vecchia ma eccellente sorbettiera di
famiglia; lì dà sfoggio della propria maestria e dei
suoi prelibati prodotti direttamente alla corte del re Sole dove
viene poi insignito di uno dei più ambiti riconoscimenti
dell’epoca che gli concede l’esclusiva nazionale sulla
produzione di granite e gelati.
Solo nel 700 anche in Italia cominciano a trionfare nei migliori
locali della grandi città menù diversificati a base
di gelato e verso la fine del secolo il gelato “emigra”
anche negli Stati Uniti grazie al genovese Giovanni Bosio che apre
a New York la prima gelateria, riscuotendo naturalmente un successo
da record! Da allora in poi è stato solo un crescendo di
tecnologia, un incremento costante di produzione, di qualità,
di distribuzione senza mai perdere però quella semplicità
e nel medesimo tempo quella nobiltà che lo annoverano fra
gli alimenti di tutti e per tutti.Risale a tempi molto più
recenti invece (dicembre 1996) la nascita in Italia dell’Accademia
del Gelato: un nutrito gruppo fra i più affermati gelatieri
italiani, decide di fondare questa accademia per sancire definitivamente
l’elevato grado qualitativo e professionale della gelateria
italiana. Un severo e dettagliato regolamento sancisce norme precise
relative alla preparazione professionale degli operatori, alle tecnologie
in uso dagli stessi, all’utilizzo delle materie prime al fine
di rafforzare e diffondere agli occhi e al palato dei consumatori
del mondo intero il valore reale del nostro, e sottolineo nostro,
prodotto nazionale.
Date le nobili origini del gelato,non c’è da stupirsi
nemmeno che esso abbia esercitato un particolare fascino anche su
numerosi maestri della cultura sia in Italia che all’estero.
Quando infatti il nostro amico De Coltelli di cui abbiamo fatto
cenno in precedenza, aprì a Parigi il famoso Cafè
Procope, questo divenne il luogo d’incontro di attori, nobili
e letterati che si trovavano in città per esercitare la loro
attività senza perdere l’occasione di gustare i più
raffinati sorbetti aromatizzati alle rose, alle violette, al gelsomino
e tra loro spiccano nomi come Voltaire e Diderot. Il grande scrittore
e scienziato tedesco Goethe scoprì nei suoi viaggi in Italia
il piacere del gelato e ne divenne estimatore e assiduo consumatore
mentre il musicista polacco Chopin, fra le grandi passioni della
sua vita, annovera proprio…il gelato. Il nostro Giovanni Verga
invece, pare che in gioventù consumasse spesso come vero
e proprio pasto pane accompagnato da una cassata siciliana mentre
la scrittrice Matilde Serao ha ripetutamente dedicato pagine alla
vita mondana napoletana di fine ottocento con molteplici cenni alla
ricchezza del gustoso gelato; sempre a Napoli poi è legata
la passione per il gelato da parte di Giacomo Leopardi che pare
frequentasse i caffè napoletani facendosi servire enormi
porzioni di gelato per le quali non passava certo inosservato!!
Penso a questo punto di poter chiudere questo semplice “trattato”
sul gelato che anche ai più irriducibili non può che
aver suscitato l’acquolina in bocca e un’irresistibile
voglia di gustarne uno da soli o in compagnia, a casa o in gelateria…e
magari ci si incontrerà!!
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