ROSA INSIEME
"Il filo d'erba che fa Primavera"

di Marzia Pulici

Il lungo inverno, freddo e insidioso, sta volgendo al termine per lasciare il passo alla stagione che credo tutti attendiamo: la primavera.
C’è chi la attende perché porta con sé il tepore del primo sole, per spalancare le finestre delle proprie case e permettere a quei magici raggi di arricchire gli ambienti domestici e quotidiani con luminosità e vigore.
C’è chi la aspetta per poter uscire dal letargo invernale e tornare a respirare l’aria del nuovo anno, dopo aver vissuto in uno stato di torpore che, d’altro canto, potrebbe anche aver portato consiglio!!
C’è chi la desidera perché invita alle passeggiate, in riva al mare, al lago, in montagna o in una verde distesa in aperta campagna, non solo per rimettere in movimento le gambe ma per riattivare tutte quelle parti del nostro corpo “danneggiate” dalle polveri inquinanti e bisognose di rigenerarsi con dosi massicce di buon ossigeno puro.
E poi c’è chi, come noi camperisti, se la vorrebbe godere tutta “en plain air”, rimettendo in marcia i camper, viaggiando e sostando qua e là, per ammirare i più incantevoli paesaggi che la natura ci regala e dei quali le miti temperature primaverili permettono di godere piacevolmente, senza le insidie del freddo o del caldo eccessivi.
Ma, insieme a tutti questi grandiosi aspetti, la primavera ci offre l’opportunità di assistere al meraviglioso spettacolo di rinascita della vita attraverso particolari piccoli di dimensioni ma grandiosi per il valore e il significato che si può, anzi si deve, loro riconoscere.
Pensiamo alla forza e al tempo stesso al sentimento che possiamo cogliere da quel primo timido fiore, unico punto colorato, sbocciato nel giardino di casa nostra…e magari non ce ne eravamo nemmeno accorti; ammiriamo semplicemente la miriade di sottili ed effimeri fili d’erba che, dopo essere stati schiacciati per settimane dal peso della neve, ora si rialzano eroicamente, rinverdiscono e si preparano ad accogliere i milioni di minuscoli animaletti , pronti anch’essi a tornare alla vita.
E ancora, un altro piccolo miracolo verde, quella gemma che spunta timorosa sul ramo di un albero in apparenza secco ma nel quale non ha mai smesso di scorrere la linfa vitale e che ora è pronto a rimettersi in gioco per aggiungere un altro cerchio al conteggio dei propri anni.
Infine non esitiamo a fermarci se vediamo librarsi nel cielo una rondine che ancora, nonostante le insidie, conserva la straordinaria capacità di passare da una parte all’altra del mondo per tornare ogni primavera da noi a regalarci l’immagine dinamica, leggiadra e vitale del suo volo e con ogni probabilità anche quella ancora più stupefacente di un nido pieno di piccoli!
Che dire, dunque, a conclusione di queste osservazioni così consuete ma sempre così ammirabili e quasi poetiche? Non resta che fare un augurio: che l’uomo moderno, con il progresso indiscusso ma a volte spregiudicato, non corra mai il rischio di offuscare ciò che l’occhio umano ( altro impareggiabile miracolo) riesce naturalmente a cogliere in modo così singolare e pulito e, in particolare, ciò che l’arrivo della primavera ispira, in una parola la “vita”. Ci auguriamo dunque che nessuno abbia mai il coraggio di strappare neppure uno di quei delicati fili d’erba che al prato mancherebbe moltissimo….e qui invito ciascun lettore ad interpretare il messaggio, con l’obiettivo di “vivere” pienamente questa primavera imparando a rispettare anche quell’esile filo d’erba.

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