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di Pulici Marzia
“Eravamo quattro amici al bar…”! Così
cominciava una nota canzona del cantautore italiano Gino Paoli e,
con una piccola modifica (il numero degli amici elevato a sei),
potrebbe diventare la colonna sonora di una bella giornata, significativa
e importante, che ho scelto di raccontare.
Tutto comincia con una semplice telefonata, ricevuta in una normale,
stanca ed assonnata, sera di un giovedì di gennaio quando,
dopo una pesante giornata di lavoro (la penultima della settimana,
per fortuna) ci si abbandona al morbido divano del soggiorno per
godersi finalmente il meritato relax!
Mentre le palpebre si stanno quasi abbassando e ci stiamo facendo
piacevolmente avvolgere dal tepore di una copertina di pile, i sensi
vengono improvvisamente risvegliati dallo squillo irrompente del
telefono, che si piglia in assoluto le relative maledizioni; ovviamente
però si risponde, anche se con voce decisamente poco brillante,e
dall’altro capo giunge l’inconfondibile timbro di una
voce ben conosciuta: è un amico, per il quale, non c’è
dubbio, vale la pena di svegliarsi.
Dopo un consueto scambio di saluti e convenevoli, espone il motivo
reale della telefonata ovvero la proposta di recarsi il sabato successivo
a Torino, in particolare per andare a Superga, quindi mangiare un
boccone, fare un giro in città e alla fine rientrare alla
base, il tutto principalmente per far visita ad altri due amici
residenti proprio in quella città e trascorrere qualche ora
in loro compagnia. Un bel programmino! Ci si pensa un attimo su
(giusto il tempo per valutare un po’ più da svegli
la situazione!!!) e poi, accantonati con un po’ di fatica
sia una buona dose di pigrizia sia il pensiero del malloppo di lavoro
domestico solitamente riservato alla giornata del sabato, si decide
di accettare il cortese invito e scatta l’appuntamento ,ci
si vede sabato mattina alle 8,00, a Milano: ormai è fatta,
e se pur l’idea di alzarsi di buon’ora anche sabato
non sia molto allettante, si partirà!
Venerdì sera poi, sempre nella fase critica della serata,nuovo
squillo del telefono, di nuovo la voce amica, le ultime valutazioni
e, alla fine, messi al bando anche gli ultimi dubbi (primo fra tutti
la previsione del tempo assai pessima) si rinnova e ribadisce l’appuntamento
cosicché meno di dodici ore dopo, eccoci tutti e quattro
seduti comodamente in macchina con la compagnia di una pioggia sempre
più battente. Si approfitta per chiacchierare del più
e del meno dato che non ci si vedeva da un po’, le ruote tritano
chilometri come noccioline mentre la pioggia si trasforma in neve
e qualcuno pensa “ Torneremo a casa stasera?”…..ma
ormai la meta è vicina; in un batter d’occhio si arriva
in città e ci accoglie una Torino leggermente coperta da
una soffice, sottile e candida coltre di neve che diffonde sempre
un certo fascino : già per questo spettacolo tutti pensiamo
che ne sia valsa la pena!
Immediatamente dopo, però, la vera sorpresa: la voce amica
dell’altro capo del telefono,non ci aveva informati sul fatto
che noi stessi saremmo stati, per gli amici torinesi, la vera sorpresa,
per cui saliamo le scale del palazzo di loro abitazione (cinque
piani a piedi perché pare non funzioni l’ascensore..)
a debita distanza per poi “saltar fuori” all’ultimo
momento a rappresentare la ciliegina sulla torta. Ovviamente non
abbiamo alcun timore sulla possibilità di essere più
o meno graditi anche così all’improvviso, conosciamo
a sufficienza gli amici torinesi per non nutrire dubbi in proposito,
ma, una volta usciti allo scoperto, l’accoglienza si rivela
davvero esemplare e calorosa e condisce di sano entusiasmo il piccolo
gruppo che si è appena completato: è proprio come
piace a noi ! Un caffè insieme mentre la neve continua a
scendere incessantemente ma non intimidisce: il calore dei sei mitici
personaggi in quel momento avrebbe sciolto anche una lastra di ghiaccio,
anzi quei fiocchi di neve completano il quadretto e rappresentano
un’ulteriore nota di allegria giunta ad arricchire l’atmosfera
calda e piacevole che ormai avvolge la mitica combriccola!
Ragionevolmente si decide tutti insieme di non salire a Superga
ma di sfruttare al meglio la giornata girovagando per il centro
cittadino che, per altro, non avevamo mai visitato e così
si esce :se i sette nani hanno fatto storia, noi sei potremmo fare
leggenda, “imbacuccati” come siamo, dalla testa ai piedi,
per difenderci dal freddo e dall’umidità ma decisi,
e soprattutto uniti, dalla decisione di proseguire. E così,
gentilmente, affettuosamente e saputamene guidati dai torinesi d’eccezione,nati
e vissuti in questa leggendaria città, e coadiuvati dalla
città stessa che, ai nostri occhi, pare essersi arricchita
di portici ad ogni lato di strada e di piazza per non farci bagnare,ammiriamo
ed apprezziamo una dopo l’altra, le meraviglie che si susseguono
come scene di un grande film. Viali che si snodano eleganti, nobili
palazzi dalle facciate ricamate, enormi piazze, possenti fontane,
antiche Chiese,vetrine già allestite per il Carnevale, Gianduiotti
che sfavillano ovunque, il “bicerin” in bottiglie a
tipica forma di Mole Antonelliana, i cioccolatini FIAT, i negozi
del Toro e della Juve, la disputa che anche fra noi scaturisce,
gli aneddoti che passeggiando ci scambiamo reciprocamente e, completamente
immersi in questo mix di cultura, storia, folklore e buonumore proseguiamo
fino a che i nostri lungimiranti stomaci danno segni di evidente
protesta! Anche questa volta in perfetta sintonia, mescolandoci
piacevolmente a gruppi di spensierati ragazzini (fra noi e loro
c’è poca differenza….si fa per dire), optiamo
per un caldo ed accogliente fast food del centro,dove sorridenti
signorine ,dopo aver scambiato qualche battuta scherzosa con la
parte maschile del gruppo, ci servono delle pizze tonde e fumanti
e qualche quarto di bionda birra: un ottimo modo, nuovamente azzeccato,
per trascorrere un altro pezzo di questa giornata che ora diventa
anche gustosa e profumata.
Siamo tutti contenti, davvero soddisfatti : ci stiamo godendo profondamente
queste gradevoli ore di improvvisata compagnia e, mentre approfittiamo
ancora del calduccio offerto dal locale, qualcuno scatta anche qualche
foto burlona, si ride, si scherza e poi si decide di ritornare fuori
al fresco!
Uno del gruppo però, prima di alzarsi, pronuncia una frase
che, oltre a sembrarmi degna di grande nota, è stata il motivo
ispiratore di questo racconto e merita di essere letta col cuore
ed eletta a simbolo di questa semplice avventura e diceva così
:”Ma guarda,ci avete fatto proprio una magnifica sorpresa,
ecco come trasformare una giornata grigia e cupa in un’altra
allegra e assolata..in tutti i sensi”! Poche parole, nate
dal cuore a racchiudere le sensazioni e le emozioni che tutti stavamo
provando, a riassumere brevemente la storia di pochi, ma buoni amici,
ancora capaci di vivere con esemplare entusiasmo e sincera passione
le più elementari regole dello star bene con se stessi e
con gli altri….e scusate se è poco!
I sei amici poi, completata la visita alla città e sorseggiato
insieme un bollente caffè per aggiungere dolcezza al pomeriggio,si
salutano e riprendono la strada di casa, non prima però di
essersi ripromessi un successivo nuovo incontro, non si sa dove,
non si sa quando, ma sicuramente Insieme: per loro, come mi auguro
per molti voi lettori,sarà sufficiente una sera qualsiasi
comporre un numero telefonico, rivolgere un invito, condire il tutto
con un po’ di fantasia e di sana voglia di vivere momenti
sereni e spensierati come quelli che si sono goduti quei”sei
amici al bar” di cui vi ho raccontato la storia!!
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