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di Cinzia Porata
Impariamo a difendere le nostre piante dai pericoli della stagione
fredda
A noi pare che i 22/24 gradi delle nostre camere siano salutari
alle piante dette "da appartamento" perché quasi
tutte queste specie sono coltivate in serre calde, ma non consideriamo
che oltre al calore dobbiamo assicurare loro anche l'umidità
adatta e molti altri fattori essenziali alla loro vita quali la
luce, la pulizia delle foglie, un adeguato ricambio idrico, la protezione
dalle correnti d'aria e dagli attacchi dei parassiti, sia animali
che vegetali. Le piante, come tutti gli esseri viventi, amano la
compagnia: anche dell'uomo, ma essenzialmente degli esemplari della
stessa o di altra specie che abbiano in comune latitudine d'origine
e abitudini biologiche.
I nostri insuccessi con le piante da appartamento sono dovuti, quasi
sempre, alla nostra scarsa sensibilità ambientale, più
che alla mancanza di "pollice verde", e vorrei quindi
suggerire alcune cure speciali che assicureranno alle nostre "amiche
verdi" la gioia di vivere anche nelle nostre case.
Riunite le piante in gruppi dalle stesse caratteristiche e necessità,
cercate per loro il punto più luminoso della camera per sfruttare
interamente la luce diurna che in inverno, specialmente in città,
non è abbondante. Nel Nord Europa i davanzali delle finestre
sono quasi sempre trasformati in deliziose minuscole serre. Anzi
si trovano in commercio vasche piccole e poco costose fornite di
materiale inerte in cui affossare i vasi, riserva d'acqua, termometro,
igrometro e persino rami di tronchetti cui fare arrampicare le piante.
L’innaffiatura deve essere dosata in rapporto alla temperatura
e all'umidità dell'ambiente, e senza scadenze fisse ma tutte
le volte che la pianta lo esige e lo fa chiaramente capire con le
foglie prive di nerbo e la terra divenuta polverosa e secca, deve
essere abbondante, tanto più se i vasi sono affondati o appoggiati
su sabbia, pomice, vermiculite, torba, ghiaia, materiali che raccolgono
l'eccesso di acqua e la restituiscono sotto forma di vapore, lentamente,
costituendo un salutare alone di umidità intorno alle piante.
Alcune, a foglia sottile, tutte le felci, le più casalinghe,
gradiscono molto docce leggere con acqua a temperatura ambiente,
atomizzata. Questa operazione può essere eseguita sul posto,
con qualche semplice accorgimento, senza timore di sciupare il pavimento
e i mobili circostanti. Le piante fiorite e alcune specie più
delicate, o coltivate in terreno leggerissimo, preferiscono essere
innaffiate per immersione, che è anche utile quando non si
possa dedicare molto tempo alla cura delle piante. Attraverso il
poroso vaso di coltivazione, immerso fino a due dita dal bordo in
acqua a temperatura ambiente le radici della pianta vengono presto
a contatto con l'umidità e, per osmosi, la terra succhia
tutta l'acqua che può contenere, non una goccia di più;
questo metodo soddisfa le esigenze della pianta per circa una settimana.
La temperatura dell’ambiente nel quale sono ubicate le piante
dovrebbe essere di 23-24 gradi se accompagnati dalla necessaria
umidità. In caso contrario l'aria secca le farà seccare
in poco tempo, anche se innaffiate abbondantemente. Per mantenere
l'equilibrio radici-foglie, assorbimento-evaporazione occorre un
ambiente opportunamente preparato, che sarà salutare anche
per l'uomo che vi abita.
Oltre alla secchezza, le piante patiscono il fumo, la troppa umidità,
il ristagno e le correnti d'aria, la polvere. Tenetele lontane dalle
prese di aria condizionata, dalle finestre aperte in inverno, e
dalle sigarette. Per rimuovere la polvere, operazione necessaria
almeno una volta alla settimana per consentire la respirazione attraverso
gli stomi fogliari, vanno benissimo vecchi guanti di lana. Strofinate
delicatamente fra le dita, le foglie ritorneranno lucide e pulite
senza l'aiuto di sostanze estranee che potrebbero provocare l'asfissia
della pianta.
In caso di problemi più seri i trattamenti devono essere
fatti al primo insorgere di sofferenza o al primo comparire del
parassita. Esistono, per le cure del caso, innumerevoli prodotti
in commercio. Ricordo di usare concentrazioni leggermente inferiori
a quelle indicate e di ripetere più volte il trattamento
alla distanza di un paio di giorni. E opportuno, in ogni caso, scegliere
medicamenti non tossici, anche se un po' meno drastici.
Le piante da appartamento, in inverno, non devono essere concimate
proprio in ossequio alle disposizioni della natura che le vorrebbe
in riposo. All'inizio della primavera, invece, quando la luce si
fa più viva e la linfa incomincia a correre nuovamente nei
vegetali, è utile somministrare due volte al mese, dapprima,
e una volta la settimana, poi, dei concimi completi liquidi.
Se non si dispone di un locale chiuso per riporre queste piante,
le potete addossare alla parete più calda e soleggiata del
terrazzo e nasconderle sotto un telo di plastica trasparente teso
fra la parete e il suolo come fosse una tenda. Questo riparo rudimentale
può essere perfezionato fino alla copertura con serre mobili
in vetro e in plastica, facilmente reperibili in commercio. Ricordo,
però, di dare aria alle nostre piante e di bagnarle di quando
in quando leggermente nelle ore di sole.
Questi pochi consigli, per le nostre piante da appartamento, spero
vi possano servire per ottenere dalla vostra passione, il miglior
risultato possibile.
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