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di Ivana Zuccali
E’ lunedì pomeriggio di una bella giornata di marzo.
Finalmente dopo oltre un anno di peripezie familiari che ci hanno
impedito di partecipare ai raduni, abbiamo deciso di prendere il
nostro camper ed anziché dirigerci verso Parma (dove abita
nostra figlia) come facciamo ormai da parecchi mesi, abbiamo puntato
verso un’altra meta.
Oggi finalmente eccomi qua con carta e penna (si fa per dire!) ad
esprimere la mia soddisfazione per aver potuto soddisfare questa
mia voglia mai assopita, ma solo rimandata.
Lo scorso week end Luciano ed io abbiamo deciso di partecipare ad
un raduno che per noi che abitiamo a Milano ha comportato un viaggio
estenuante ….. il raduno di Monza!!! Lo so che vi ho strappato
un sorriso sarcastico, ma non è tutto così semplice
come può sembrare: per prima cosa c’è da recarsi
al rimessaggio che dista 15 km. da casa nostra; questo è
già il primo inghippo in quanto il traffico cittadino è
sempre caotico, figuriamoci nelle prime ore della mattina di un
giorno lavorativo.
Una volta caricato il camper, sottolineo caricato perché
i viveri debbono sempre abbondare (non si sa mai!) e acceso il motore,
ancora una volta bisogna fare i conti con il traffico.
Data la situazione, ecco presentarsi immediatamente, per Luciano,
il fatidico dilemma : “Faccio la tangenziale o attraverso
la città? Con la tangenziale sono 10 km. in più, ma
che importanza ha? E’ meno stressante che guidare in mezzo
al traffico cittadino”.
Sua la domanda, sua la risposta, suo il commento.
Io naturalmente me ne sto buona e zitta perché so già
che dopo qualche minuto ……… “Però
mi spiace fare 10 km. in più, quasi quasi attraverso la città.
Tu che ne dici?”.
Risposta da parte mia molto accondiscendente: “Va bene”.
Un attimo dopo ci risiamo: “Sì, però non mi
conviene”.
Risposta da parte mia molto risolutoria: “Tangenziale, punto
e basta”.
Finalmente arriviamo sul luogo del raduno ed è veramente
piacevole rivedere dopo tanto tempo amici, visi conosciuti, salutare
con un sorriso, un bacio, un abbraccio.
So che sono piccoli gesti, ma penso che facciano sempre piacere.
La giornata splendida ed il tiepido sole primaverile ci hanno tenuto
compagnia durante la biciclettata alla Villa Reale di Monza; questo
ritrovato tepore ha creato un clima sereno ed il buon umore ha serpeggiato
per tutto il tragitto.
Debbo ammettere che la Villa Reale è stata per me una vera
sorpresa, anche se abbiamo avuto l’opportunità di visitare
solo le sale restaurate del piano terra ed erano spoglie di tendaggi
ed arazzi; il tutto verrà ripristinato in un secondo momento,
al termine dei lavori che verranno eseguiti ai piani superiori.
Un aneddoto curioso raccontato dalla guida ha suscitato ilarità
da parte di tutti: quando il Piermarini ha progettato questa villa
di campagna aveva previsto 700 stanze, ma una sola stanza da bagno
destinata alla famiglia nobile regnante! E per gli innumerevoli
ospiti? Per loro aveva previsto la sala delle maschere, così
chiamata perché chi vi accedeva indossava una maschera per
non farsi riconoscere in quanto non esistevano spazi divisori.
La privacy in questo modo veniva garantita! Anch’io ho un
mio piccolo aneddoto da raccontare: quando abbiamo visitato il Museo
del Duomo la guida ci ha mostrato un quadro rappresentante San Gerardo
dei Tintori (fondatore del piccolo ospedale), con accanto un cesto
di ciliegie.
La cosa mi ha colpito molto perché la notte precedente avevo
sognato proprio un cesto di ciliegie e siccome in camper porto sempre
con me il mio inseparabile libro della Smorfia per ricavare i numeri
del lotto, ho visto che quanto da me sognato corrispondeva al numero
79.
Sarà stato un caso, ma come si suol dire, per non saper né
leggere né scrivere ho giocato il 79 sulla ruota di Milano.
Uscirà, non uscirà, staremo a vedere.
E’ sabato sera e finalmente si balla! Un musicista, camperista
come noi, ci ha intrattenuto per tutta la serata rimandando alla
domenica la sua uscita col camper.
Tra vagabondi ci si intende! A proposito di vagabondi, Ludovica
mi aveva anticipato, quando ci siamo viste alla fiera di Novegro,
che Marzia aveva ideato una semplice coreografia sulla musica dell’inno
de La Granda “Girotondo Vagabondo”.
Io ero impaziente di impararla, ma purtroppo per “cause di
forza maggiore” non è stato possibile ascoltare il
C/D.
Pazienza e così per consolarci abbiamo rimediato cantando
a squarciagola la canzone dei Nomadi “Io Vagabondo”
il nostro precedente inno.
La domenica mattina però davanti alla reception, con la musica
“a palla”, tra il sorriso divertito degli amici camperisti
e dei passanti che transitavano davanti all’ingresso del raduno,
insieme a Cinzia abbiamo ripreso “il filo del discorso”
interrotto la sera prima, cioè ballato e cantato “Girotondo
Vagabondo”, sotto lo sguardo compiaciuto, ma sfuggente di
Gianluigi.
Come passa il tempo quando ci si diverte e purtroppo in men che
non si dica, mi sono ritrovata seduta sul camper per fare ritorno
a casa.
Strada facendo ripensando alle parole di Ludovica e ai suoi progetti
per i prossimi raduni, non me ne volere Gianluigi, ma tra un pensiero
e l’altro e senza nessuna pretesa, ho iniziato a canticchiare
delle strofe, che dedico a te e a tutto il tuo bravissimo staff,
in attesa del raduno del prossimo anno:
SE NEL 2012 UN RADUNO
VUOI FARE CON LA SOLITA ALLEGRIA
RICORDATI PER TE C’E’ GIA’ QUALCUNO
CHE CI STA GIA’ PENSANDO IN LOMBARDIA
METTENDO AL PRIMO POSTO CHE NOI AMIAMO
UN VIAGGIO SOPRATTUTTO CULTURALE
SENZA DIMENTICAR CHE POI VOGLIAMO
LA CENA CON GLI AMICI E POI BALLARE
DI NOI
TURISTI DELLA GRANDA
CHE AMIAMO QUESTI TIPI DI RADUNI
RESTIAMO NELL’ATTESA DI SAPERE
CON L’ANIMO CHE CERCA GIA’ LA META
COME UNA FRENESIA
CHE CI PERVADE SE RESTIAMO UNITI
A COLLEGARE INSIEME UN GIROTONDO
UN GIROTONDO VAGABONDO
OH, OH, OH ,OH,……………
P.S. Vi ricordate del numero che ho giocato al lotto, il 79 sulla
ruota di Milano? Bene, è uscito e ora dovremo ritornare a
Monza per riscuotere l’incasso.
Grazie San Gerardo, evidentemente tu sapevi che sono soldi che verranno
spesi a fin di bene, questa volta serviranno per comperare parecchi
chili di zucchero.
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