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di Marzia Pulici
Ciak… si parte!
E’arrivata l’ora della partenza e, come si conviene
alla vigilia di un viaggio importante quale solitamente quella delle
ferie estive, l’adrenalina è alle stelle per le aspettative
e per le incognite che l’itinerario ci riserverà e
che, opinione da camerista, è ciò che rende maggiormente
appetibile il viaggio, trasformandolo ogni volta in una stimolante
avventura, tutta da vivere…
Uno degli aspetti fondamentali per la buona riuscita della vacanza
è innanzitutto la composizione del gruppo, a meno che ovviamente
non si sia deciso di viaggiare in solitaria. Nel caso si preferisca
un’allegra compagnia, si spazia dall’amico del cuore
con il quale si farà “coppia sicura”, al piccolo
gruppo in cui è salvaguardata una certa autonomia di gestione
compatibilmente con un sano piacere di stare insieme, fino ad arrivare
al grande gruppo, organizzato e magari composto da membri che tra
loro non si conoscono prima, con i quali si partirà alla
scoperta delle località turistiche, nonché dei compagni
di viaggio.
I vantaggi o gli svantaggi delle differenti soluzioni sono da sempre
una questione aperta: la miglior cosa da fare è che ciascuno
si impegni a valutare a priori le proprie preferenze rispetto alle
varie modalità di viaggio: in base a questa “auto-analisi”
ciascuno compirà la scelta più opportuna, pensando
a se stesso e al proprio equipaggio ma anche, anzi soprattutto,
ai possibili compagni di avventura… al fine di non trasformarla
in una spiacevole disavventura!
Naturalmente, in tal questioni, ciò che determina senza dubbio
i migliori risultati è l’uso di quel sano Buon Senso,
con le iniziali maiuscole, a garanzia del mantenimento di un livello
di serenità e complicità necessario e a favore di
tutti i partecipanti.
La meta e l’itinerario poi sono gli altri due pezzi forti
della discussione: c’è chi preferisce decidere semplicemente
una data di partenza e forse, ma non è detto, una di arrivo,
lasciando tutto quanto campeggia dentro i due estremi della faccenda
alla decisione quotidiana, “on the road; c’è
chi invece pianifica per filo e per segno tutte le tappe, i trasferimenti,
le soste, le visite, i pranzi e le cene… insomma chi organizza
la vacanza come un foglio elettronico di calcolo, una serie di campi
ciascuno con il proprio contenuto, in cui sono ammesse solo le variazioni
necessarie ad adeguare la cella… e a volte nemmeno quelle!
A parte gli scherzi e gli eccessi, che non producono mai effetti
positivi, è sicuramente opportuno che ci si armi di una buona
dose di programmazione o soprattutto di informazione riguardo i
luoghi che si andranno a visitare, il territorio, le strutture ricettive
e tutti i servizi turistici, oltre naturalmente alle nozioni culturali
e artistiche e sulle comunità locali.
Ovviamente, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”
dice il proverbio e questo varrà qualsiasi siano le nostri
fonti di informazione, da quelle più ufficiali e accreditate
a quelle più personali e aneddotiche, più fidate;
resta fermo comunque che ciascuno si affida al proprio metro di
giudizio rispetto alla valutazione per cui ciò che a qualcuno
può sembrare eccezionale, ad altri può apparire diversamente.
Insomma, è tutto molto arbitrario e lascia spazio alle più
disparate interpretazioni.
Ora, sicuramente molti lettori si staranno chiedendo perché
pongo alla loro attenzione questioni del genere, dato che il periodo
dei grandi viaggi, almeno per molti, si è appena concluso;
al contrario, è utile poter ripensare a posteriori, ma comunque
nell’immediato, a molti aspetti dei viaggi da poco terminati.
E’ probabile che si scoprirà di riuscire ad analizzare
le esperienze fatte con maggior razionalità ed è auspicabile
che si riesca ad apprezzare più profondamente anche quegli
aspetti che durante il viaggio, a causa di un coinvolgimento emotivo
difficile da controllare, magari non erano stati dovutamente valorizzati
. In ogni viaggio che si rispetti si verificano sempre degli inconvenienti
e il rischio di lasciarsi prendere dal nervosismo è sempre
in agguato; è buona regola che nessuno dimentichi di essere
in vacanza e che non si perda la calma per problemi banali, rischiando
di compromettere serenità e relax, che devono sempre rimanere
gli obiettivi primari delle nostre “imprese”. Il periodo
immediatamente successivo al rientro è anche il momento di
riorganizzare i ricordi, non solo quelli che rimangono impressi
nella mente e nel cuore, ma anche quelli concreti che sempre ci
si riporta a casa come bagaglio: foto, diari di bordo, ticket, depliant
e quant’altro andrà a finire in una bella scatola o
in un album. Il tempo ideale da dedicare a questo riordino sono
le prime serate autunnali, quelle in cui i primi freddi e il tepore
della casa contribuiscono a creare l’atmosfera favorevole
a produrre qualcosa che, anche a distanza di molto tempo, ci permetterà
di rivivere con la stessa intensità e con un pizzico di malinconia
le emozioni vissute durante ogni viaggio.
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